La siccità torna a mettere sotto pressione il settore agricolo del Mendrisiotto e la questione dell’approvvigionamento idrico arriva sui tavoli del Consiglio di Stato. Giovanni Capoferri, per il Centro e giovani del Centro, ha presentato il 12 agosto un’interrogazione urgente che chiede al Governo ticinese interventi immediati e, soprattutto, una strategia strutturale per evitare che agricoltori e viticoltori debbano affrontare ogni estate la stessa emergenza.
Tre punti di approvvigionamento per il Mendrisiotto
Al centro dell’atto parlamentare vi è innanzitutto la disponibilità di acqua sul territorio. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, attualmente sarebbero disponibili soltanto tre punti di approvvigionamento: a Mendrisio, nella zona di Rancate, a Capolago e a Novazzano.
Una situazione giudicata insufficiente soprattutto per chi opera nel basso Mendrisiotto. Raggiungere Rancate o Capolago significa infatti affrontare spostamenti che, ripetuti nel tempo e con mezzi destinati al trasporto dell’acqua, comportano costi di carburante e tempi difficilmente sostenibili. A Novazzano, invece, il problema sarebbe rappresentato dalla capacità disponibile: l’interrogazione indica una portata di circa 60 litri al minuto, ritenuta limitata rispetto alle necessità di un intero comprensorio agricolo.
Il precedente del Faloppia
Un altro punto sollevato riguarda il fiume Faloppia e introduce un confronto diretto con quanto avvenuto quattro anni fa.
Nel 2022, durante un'altra situazione di siccità, erano stati consentiti prelievi d’acqua dal corso d’acqua a determinate condizioni. Nel 2026, secondo quanto riferito nell’interrogazione, l’Ufficio competente avrebbe invece negato questa possibilità.
Capoferri chiede quindi al Consiglio di Stato di spiegare che cosa sia cambiato. In particolare, domanda di conoscere i dati relativi alla portata del Faloppia, al deflusso minimo vitale e alle condizioni ambientali registrate nel 2022 e nel 2026, così da poter comprendere sulla base di elementi concreti perché una soluzione ammessa quattro anni fa non sia oggi praticabile.
L’acquedotto a lago e l'incognita del 2027
Lo sguardo si sposta poi sul futuro e, in particolare, sul nuovo acquedotto a lago di Riva San Vitale, la cui entrata in funzione è prevista per il 2027.
L'infrastruttura dovrebbe rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento idrico del Mendrisiotto e potrebbe avere ricadute positive anche sul settore agricolo. L’interrogazione pone però una questione decisiva: l’acqua sarà effettivamente disponibile anche per agricoltori e viticoltori oppure il nuovo sistema sarà destinato esclusivamente all’approvvigionamento di acqua potabile?
Nel secondo caso, viene chiesto al Cantone quali infrastrutture alternative intenda realizzare per assicurare al settore agricolo una fonte idrica sufficientemente sicura durante i futuri periodi di siccità.
Sette domande al Consiglio di Stato
L’interrogazione pone una serie di quesiti molto concreti. Oltre alle ragioni che impedirebbero oggi i prelievi dal Faloppia, viene chiesto al Governo se ritenga realmente sufficienti i tre punti di approvvigionamento attualmente disponibili e quanti agricoltori e viticoltori abbiano richiesto acqua nel corso del 2026, confrontando questo dato con il numero di coloro che hanno potuto effettivamente ottenerla.
Capoferri domanda inoltre se il Cantone sia disposto ad aumentare immediatamente le possibilità di approvvigionamento attraverso pozzi, bacini, cisterne oppure prelievi temporanei dai corsi d’acqua, naturalmente nel rispetto del deflusso minimo vitale.
Sul medio periodo vengono invece richieste conferme sui tempi di entrata in funzione dell’acquedotto a lago di Riva San Vitale, sulla sua capacità e sulle concrete possibilità di utilizzarne l’acqua per l’irrigazione. Se questo non fosse possibile, il Governo viene invitato a indicare quali altre infrastrutture intenda realizzare per il mondo agricolo.
Un problema che rischia di diventare strutturale
La domanda conclusiva dell’interrogazione va oltre l'emergenza di queste settimane: come evitare che ogni estate agricoltori e viticoltori del Mendrisiotto siano nuovamente costretti a cercare acqua senza poter contare su infrastrutture adeguate?
Il punto politico dell’atto parlamentare è proprio questo. La siccità non viene più considerata un episodio eccezionale al quale rispondere di volta in volta attraverso misure d’emergenza, ma un problema che richiede una pianificazione stabile dell’approvvigionamento idrico destinato all'agricoltura.
«Il 2022 avrebbe dovuto rappresentare un campanello d’allarme. Nel 2026 non possiamo trovarci ancora nella stessa situazione», si legge nelle conclusioni dell’interrogazione. Capoferri riassume quindi la richiesta del settore con una frase particolarmente netta: «Gli agricoltori e i viticoltori del Mendrisiotto chiedono acqua, non promesse».
L’interrogazione chiede dunque al Cantone di chiarire non soltanto come intenda affrontare l'attuale situazione di siccità, ma quale sistema voglia predisporre per garantire negli anni a venire una disponibilità d’acqua compatibile con le necessità dell’agricoltura e della viticoltura del Mendrisiotto.
Le domande rivolte al Consiglio di Stato
1. Perché nel 2022 era possibile prelevare acqua dal Faloppia e oggi tale possibilità viene negata? Quali sono i dati relativi a portata, deflusso minimo vitale e condizioni ambientali del Faloppia nel 2022 e nel 2026?
2. Il Consiglio di Stato conferma che i tre soli punti di approvvigionamento agricolo attualmente disponibili, a Mendrisio, Capolago e Novazzano, sono sufficienti? In particolare, come può una portata di circa 60 litri al minuto a Novazzano rispondere alle necessità di un intero comprensorio agricolo?
3. Quanti agricoltori e viticoltori del Mendrisiotto hanno richiesto acqua nel 2026 e quanti hanno potuto effettivamente ottenerla?
4. Il Consiglio di Stato intende aumentare immediatamente i punti e le possibilità di approvvigionamento, anche attraverso pozzi, bacini, cisterne o prelievi temporanei dai corsi d’acqua nel rispetto del deflusso minimo vitale?
5. L’acquedotto a lago di Riva San Vitale entrerà effettivamente in funzione nel 2027? Quale sarà la sua capacità e, soprattutto, quali possibilità concrete avranno agricoltori e viticoltori del Mendrisiotto di utilizzare questa nuova fonte idrica per l’irrigazione?
6. Se l’acqua dell’acquedotto a lago sarà destinata esclusivamente all’acqua potabile, quali nuove infrastrutture intenderà realizzare il Cantone per garantire comunque all’agricoltura una fonte idrica sicura durante le future siccità?
7. Infine, come intende il Consiglio di Stato evitare che ogni estate gli agricoltori e i viticoltori del Mendrisiotto si ritrovino nuovamente a dover cercare disperatamente acqua senza disporre di infrastrutture adeguate?

