La vicenda che coinvolge un docente delle scuole medie di Giubiasco, attualmente oggetto di un procedimento penale, arriva sul tavolo del Consiglio di Stato. Con un’interrogazione depositata il 20 agosto, il deputato della Lega dei Ticinesi Stefano Tonini chiede al Governo di fare piena luce non soltanto sui fatti al centro dell’inchiesta giudiziaria, ma soprattutto su ciò che sarebbe avvenuto negli anni precedenti all’apertura del procedimento.
Il punto centrale dell’atto parlamentare riguarda infatti le segnalazioni che, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbero state portate all’attenzione della direzione scolastica già molti anni fa e si sarebbero ripetute nel tempo. Un elemento che, qualora venisse confermato, sposterebbe inevitabilmente l’attenzione anche sul funzionamento dei meccanismi interni di controllo e di tutela dei minorenni.
Il procedimento penale e la responsabilità della scuola sono due questioni diverse
Tonini mantiene nettamente separati i due piani. Stabilire che cosa sia effettivamente accaduto e accertare eventuali responsabilità penali spetta alla Magistratura, nel rispetto della presunzione d’innocenza.
L’interrogazione pone però un’altra questione: che cosa sapevano la scuola e le autorità competenti, quando lo hanno saputo e come hanno reagito?
È questo il nodo politico e amministrativo dell’atto parlamentare.
Se davvero nel corso degli anni fossero giunte più segnalazioni, diventa infatti importante ricostruire non soltanto il loro contenuto, ma anche attraverso quali canali siano state trasmesse, chi ne fosse a conoscenza, quali verifiche siano state effettuate e quali eventuali provvedimenti siano stati adottati.
Tonini lo scrive anche da padre. Ogni giorno, osserva, migliaia di famiglie ticinesi affidano i propri figli alla scuola partendo da una certezza fondamentale: quella di consegnarli a un luogo sicuro. I genitori non possono essere presenti nelle aule e controllare personalmente ciò che accade durante lezioni e attività. Devono necessariamente fidarsi.
Nessuna caccia alle streghe, ma le segnalazioni devono lasciare una traccia
L’interrogazione evita di trasformare il caso in un’accusa generalizzata contro il corpo docente. Tonini sottolinea infatti che la categoria è composta, nella stragrande maggioranza, da professionisti seri e competenti che svolgono quotidianamente un ruolo fondamentale.
Il principio sollevato è differente: quando sono coinvolti minorenni, eventuali segnali relativi a comportamenti potenzialmente inappropriati di un adulto devono essere ascoltati, verificati e, quando necessario, approfonditi.
Una frase dell'interrogazione riassume efficacemente il problema: «una segnalazione non può finire in un cassetto».
Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più importanti dell’intero documento. Una segnalazione considerata singolarmente può apparire insufficiente o difficile da valutare. Più segnalazioni distribuite nel tempo possono invece assumere un significato completamente diverso se vengono collegate tra loro.
Proprio per questo Tonini domanda al Governo se esista un sistema capace di mettere in relazione episodi segnalati in momenti differenti, evitando che vengano trattati come fatti isolati senza permettere di riconoscere un eventuale quadro ricorrente.
Ricostruire l'intera cronologia
L’interrogazione chiede quindi una ricostruzione che potrebbe andare molto indietro nel tempo.
Quando sarebbe arrivata la prima segnalazione? Quante ne sarebbero state formulate? Erano formali oppure verbali e informali? Chi ne era a conoscenza all’interno della direzione scolastica, del DECS o di altre strutture cantonali? Quali verifiche furono effettuate?
Ma Tonini va oltre e domanda esplicitamente se il Consiglio di Stato intenda avviare una verifica amministrativa interna indipendente dall’accertamento delle responsabilità penali, con l’obiettivo di ricostruire la cronologia completa delle segnalazioni e delle decisioni adottate.
La distinzione è importante: anche qualora il procedimento giudiziario seguisse il proprio corso, resterebbe infatti da stabilire se i meccanismi amministrativi e scolastici abbiano funzionato correttamente.
E qualora emergessero omissioni, sottovalutazioni o errori, l’interrogazione domanda se il Governo sia disposto ad accertare anche eventuali responsabilità a livello dirigenziale o amministrativo.
Il protocollo del 2023 è sufficiente?
Un altro passaggio riguarda il protocollo introdotto nel 2023.
Tonini domanda se le nuove procedure sarebbero oggi realmente in grado di evitare che una successione di segnali possa protrarsi per anni senza provocare un approfondimento complessivo.
La questione, quindi, non riguarda soltanto ciò che potrebbe essere accaduto in passato. Riguarda anche la capacità attuale del sistema scolastico ticinese di riconoscere tempestivamente situazioni potenzialmente problematiche.
Da qui anche la proposta, formulata sotto forma di domanda al Governo, di valutare l'introduzione di un canale cantonale indipendente attraverso il quale allievi, genitori, docenti e collaboratori possano segnalare situazioni delicate senza essere obbligati a passare dalla direzione della singola sede scolastica.
La questione fondamentale è la fiducia
Al di là del singolo caso, l’interrogazione pone quindi una domanda molto più ampia sul rapporto tra famiglie e istituzioni.
La scuola pubblica funziona anche grazie a un patto di fiducia: i genitori affidano per molte ore al giorno i propri figli a persone e strutture che devono garantirne non soltanto l'istruzione, ma anche la sicurezza e l'integrità.
Per questo, sostiene Tonini, ogni segnalazione riguardante un minorenne deve poter essere presa in carico, documentata, verificata e seguita fino alla conclusione.
Le parole conclusive dell'interrogazione sono particolarmente nette: se qualcosa non ha funzionato, occorre capire che cosa sia accaduto, individuare le responsabilità e correggere il sistema affinché non possa ripetersi. Perché dietro procedure, segnalazioni e dossier, ricorda il deputato, «ci sono i figli di qualcuno».
Ed è precisamente su questo che ora il Consiglio di Stato è chiamato a rispondere.
Le 14 domande integrali rivolte al Consiglio di Stato
1. Corrisponde al vero che negli anni precedenti all’apertura dell’attuale procedimento penale siano state formulate segnalazioni alla direzione scolastica riguardanti il docente in questione?
2. In caso affermativo, a quando risale la prima segnalazione di cui il DECS o la direzione scolastica hanno conoscenza?
3. Quante segnalazioni sono state formulate nel corso degli anni e di quale natura erano, nella misura in cui sia possibile rispondere senza interferire con il procedimento penale in corso?
4. Attraverso quali canali sono state effettuate tali segnalazioni? Erano segnalazioni formali oppure anche comunicazioni verbali o informali?
5. Chi, all’interno della direzione scolastica, del DECS o di altre strutture cantonali, ne era a conoscenza?
6. Quali verifiche sono state effettuate a seguito delle singole segnalazioni e quali provvedimenti sono stati eventualmente adottati?
7. Il Consiglio di Stato ritiene che tutte le segnalazioni siano state trattate in maniera adeguata rispetto alla loro natura e gravità?
8. È stata avviata o si intende avviare una verifica amministrativa interna volta a ricostruire l’intera cronologia delle segnalazioni e delle relative decisioni, indipendentemente dall’accertamento delle responsabilità penali?
9. Qualora emergessero omissioni, sottovalutazioni o errori nella gestione delle segnalazioni, il Consiglio di Stato intende accertare anche eventuali responsabilità a livello dirigenziale o amministrativo?
10. Quali obblighi aveva, nei diversi periodi interessati, una direzione scolastica confrontata con segnalazioni riguardanti comportamenti inappropriati di un docente? Le procedure allora vigenti sono state rispettate?
11. Il protocollo introdotto nel 2023 sarebbe oggi in grado di impedire che una successione di segnali possa protrarsi per anni senza determinare un approfondimento complessivo della situazione?
12. È previsto un sistema che permetta di collegare tra loro segnalazioni formulate in momenti differenti, evitando che episodi apparentemente isolati vengano valutati singolarmente senza cogliere un eventuale quadro ricorrente?
13. Il Consiglio di Stato ritiene necessario introdurre un canale cantonale indipendente attraverso il quale allievi, genitori, docenti e collaboratori possano segnalare situazioni delicate senza dover necessariamente passare dalla direzione della singola sede?
14. Come intende il Governo garantire alle famiglie ticinesi che una segnalazione riguardante la sicurezza e l’integrità di un minorenne venga presa in carico, documentata, verificata e seguita fino alla sua conclusione?
