La Fondazione Federica Spitzer e la Città di Locarno hanno presentato il progetto per la creazione di un “Giardino dei Giusti” nel Parco della Pace. L’iniziativa intende rafforzare la tradizione del Locarnese come luogo di accoglienza, solidarietà e costruzione della pace, rendendo omaggio a persone comuni che si sono distinte nell’aiuto a perseguitati, vittime di guerre, oppressioni politiche e discriminazioni.
Il Giardino sarà dedicato a quattro figure legate al territorio: Polia Rusca, Lilly Volkart, Luigi «Lüisin» Rusca e Wladimir Rosenbaum. Ognuno sarà ricordato con una targa e alberi di ulivo, simbolo di pace. Il progetto è stato presentato a Palazzo Marcacci dal sindaco Nicola Pini, dal presidente della Fondazione Spitzer Moreno Bernasconi e dallo storico Marino Viganò, che ha guidato la commissione incaricata di selezionare i “Giusti”. Tra marzo e maggio 2026 sono previste conferenze dedicate alle loro vite, mentre l’inaugurazione ufficiale del Giardino è prevista il 18 settembre 2026, seguita da una proiezione al PalaCinema in collaborazione con il Locarno Film Festival.
Il sindaco Pini ha sottolineato che l’iniziativa si inserisce nello spirito di dialogo e cooperazione internazionale associato allo “spirito di Locarno”, nato con il Patto del 1925. Il Giardino vuole essere non solo un luogo di memoria, ma anche uno spazio di riflessione civica e di educazione alla pace, in continuità con altre iniziative commemorative legate alla storia di accoglienza della regione, come la recente targa dedicata ai rifugiati accolti a Locarno tra il 1943 e il 1945.
Secondo Bernasconi, la pace si costruisce anche attraverso l’impegno delle persone comuni. I “Giusti” ricordati dal Giardino rappresentano esempi di solidarietà e responsabilità civile capaci di ispirare le nuove generazioni e le scuole, mostrando come singoli individui e comunità possano opporsi alla barbarie e difendere la dignità umana.
Viganò ha ricordato come la Svizzera e in particolare il Ticino abbiano una lunga tradizione di accoglienza per perseguitati politici e religiosi: dai disertori dell’epoca napoleonica ai patrioti del Risorgimento, dagli intellettuali europei dell’Ottocento ai rifugiati del nazifascismo, fino ai profughi ungheresi del 1956 e ai perseguitati del regime di Pinochet. In questo contesto, Locarno ha svolto un ruolo significativo come luogo di rifugio e solidarietà.
Le quattro figure scelte rappresentano esempi concreti di questo impegno: l’avvocato russo-ebraico Wladimir Rosenbaum, che trasformò la sua casa di Comologno in rifugio per artisti e intellettuali; l’imprenditore locarnese Luigi Rusca, che aiutò esuli politici e sostenne ambienti antifascisti; la dottoressa med. Polia Rusca, attiva nell’assistenza sanitaria e sociale e nella difesa dei diritti delle donne; e l’attivista Lilly Volkart, impegnata nell’accoglienza di bambini poveri, orfani e profughi durante la Seconda guerra mondiale.
Quello di Locarno sarà il secondo Giardino dei Giusti in Svizzera, dopo quello inaugurato a Lugano nel 2018. La Fondazione Spitzer metterà inoltre a disposizione delle scuole ticinesi una piattaforma didattica dedicata alle vite dei “Giusti”, che dall’autunno 2026 includerà anche le figure ricordate a Locarno.
Anche Locarno avrà un Giardino dei Giusti
Scritto il 11/03/2026