La Sagra di San Giuseppe: a Ligornetto torna il rito del falò che saluta la primavera
A Ligornetto la primavera arriva con il fuoco. È il grande falò della vigilia di San Giuseppe, che ogni anno illumina il sagrato dell’oratorio dedicato al santo e richiama abitanti e visitatori da tutto il Mendrisiotto e dal vicino Varesotto. Una tradizione secolare che unisce devozione religiosa, riti contadini e momenti di festa popolare. La Sagra di San Giuseppe, celebrata il 19 marzo, affonda infatti le sue radici nella storia e nella cultura del territorio. Il culto del santo fu introdotto nel Mendrisiotto dopo la Controriforma. L’oratorio di Ligornetto – documentato già nell’844 e in origine dedicato alla Madonna della Cervia – venne poi associato alla figura di San Giuseppe con l’arrivo di una statua lignea tra il 1705 e il 1720, dono di emigranti di Ligornetto e Rancate attivi come muratori, stuccatori e scalpellini nelle province piemontesi e lombarde.
Il falò della vigilia, rito tra fede e tradizione contadina
Il momento più suggestivo della sagra resta il falò della vigilia. La grande pira, allestita sul sagrato dell’oratorio, viene preparata secondo uno schema tramandato nel tempo: al centro un albero conficcato nel terreno, attorno fascine, sarmenti e legna raccolta nelle settimane precedenti. Un tempo erano soprattutto i ragazzi del paese a occuparsi della raccolta della legna, girando di casa in casa tra Ligornetto e Rancate. La questua era accompagnata da un grido diventato parte della memoria collettiva: "Ehibò ehibò demm i legn da fa ul falò”. La costruzione della catasta rappresentava un vero lavoro comunitario. Dieci giorni prima della festa, alcuni uomini si recavano nel bosco per “rubare” in segreto l’albero destinato a diventare l’ossatura centrale della pira, che veniva poi trascinato e preparato per il grande rogo. Per i contadini il falò non era solo uno spettacolo, ma anche un rito propiziatorio. Dall’andamento delle fiamme si cercavano segni sul futuro della stagione agricola: se il fuoco riusciva a lambire la sedia posta in cima alla catasta, si diceva che l’annata sarebbe stata favorevole.
I turtéi da San Giüsèpp
Tra i simboli della festa spiccano i tradizionali “turtéi da San Giüsèpp”. Dolci fritti serviti spesso con panna, sono ancora oggi la specialità più attesa della sagra. In passato erano legati a una piccola tradizione domestica: si raccontava ai bambini che fosse proprio San Giuseppe a portarli. I più piccoli, impazienti, gridavano verso il camino aspettando che il santo lasciasse i tortelli in casa. Accanto a questi dolci non mancavano altre specialità come gli “sprèll”, paste fritte tagliate a dadi o a strisce. Durante i giorni della novena il profumo di queste preparazioni si diffondeva per le vie del paese, provenendo praticamente da ogni casa.
Una festa che anima il paese
Oggi la sagra conserva il suo spirito popolare. Il giorno di festa il sagrato dell’oratorio si anima con bancarelle, musica e prodotti gastronomici. Un tempo tra le merci predominavano anche le sementi per gli orti primaverili; oggi non mancano dolciumi, giocattoli, fischietti e i tradizionali girasoli.
Per l’edizione 2026 il programma prevede due momenti principali.
Mercoledì 18 marzo alle 20 si terrà la Santa Messa nella chiesetta di San Giuseppe. Seguirà l’accensione del grande falò preparato dall’associazione Quii da la Pianta, accompagnato da uno spettacolo pirotecnico. Giovedì 19 marzo, dalle 9 alle 18, il selciato che conduce all’oratorio e il suo piazzale ospiteranno il mercatino con numerose bancarelle e la degustazione dei tipici tortelli. Durante la giornata circolerà anche un trenino turistico tra Ligornetto e Stabio. Per agevolare la viabilità, sarà predisposto un parcheggio straordinario in via Cercera a Rancate, sul terreno di fronte al cimitero, mentre si invita il pubblico a non parcheggiare lungo la strada principale tra Rancate e Ligornetto. Tra falò, dolci e tradizioni tramandate da generazioni, la Sagra di San Giuseppe continua così a rappresentare uno dei riti più sentiti della fine dell’inverno nel Mendrisiotto, un appuntamento che ogni anno rinnova il legame tra comunità, memoria e festa.