Polemiche su un documentario al Liceo di Bellinzona: il Partito Comunista denuncia pressioni per cancellare la proiezione

Scritto il 16/03/2026
da team.redazione


Il Partito Comunista denuncia pressioni esercitate da ambienti vicini all’ambasciata ucraina a Berna per annullare la proiezione del documentario “Maidan: la strada verso la guerra”, prevista martedì al Liceo Cantonale di Bellinzona nell’ambito delle Giornate Culturali Autogestite. Secondo il partito, tali interventi rappresenterebbero un’ingerenza inaccettabile nella libertà di insegnamento e nel pluralismo del dibattito all’interno della scuola pubblica ticinese. Di seguito, il comunicato inviato dal Partito Comunista.

Individui intolleranti sostenuti dall’ambasciata ucraina a Berna stanno tentando in queste ore di far annullare la proiezione del film documentario “Maidan: la strada verso la guerra” previsto martedì al Liceo Cantonale di Bellinzona nel contesto delle Giornate Culturali Autogestite. Il film in questione - che era già stato ingiustamente censurato dal Municipio di Muralto a seguito di analoghe pressioni esterne - è una pellicola utile per comprendere il contesto storico, a partire dal golpe del 2014, dal quale è poi purtroppo scaturita la guerra. Che un governo straniero e una comunità immigrata interferiscano apertamente nello stabilire cosa sia lecito o meno discutere nella scuola pubblica ticinese è semplicemente inaccettabile: si tratta di un grave affronto alla libertà di insegnamento e di apprendimento che, a nostra memoria, mai era accaduto prima d’ora nella ormai trentennale storia delle Giornate Culturali Autogestite.

Il Partito Comunista esprime solidarietà agli studenti che, con impegno, promuovono e organizzano centinaia di attività culturali e di dibattito democratico su tre giorni e che non meritano polemiche e ricatti di questo genere. Apprezziamo anche la professionalità dimostrata dalla Direzione del Liceo Cantonale di Bellinzona che, riconoscendo il ruolo della scuola nel promuovere il pluralismo delle opinioni, delle letture storiografiche e lo sviluppo del pensiero critico, ha giustamente rifiutato di censurare l’attività come richiesto con arroganza da individui della comunità ucraina.