Bellinzona, il progetto “Fortezza” finisce alle urne: riuscito il referendum sui Castelli

Scritto il 12/05/2026
da team.redazione


Il futuro dei Castelli di Bellinzona sarà deciso dal popolo. Dopo settimane di raccolta firme, il movimento “Avanti con Ticino&Lavoro” ha confermato la riuscita del referendum contro il credito approvato dal Consiglio comunale per il progetto denominato “Fortezza”.
Le firme sono state consegnate ieri, lunedì 11 maggio, alle ore 11.00. Secondo quanto comunicato dai promotori, le sottoscrizioni raccolte sono state oltre 4.600, di cui almeno 3.600 già verificate come appartenenti a cittadini aventi diritto di voto nel Comune di Bellinzona. Il quorum richiesto risulta quindi raggiunto e il progetto sarà sottoposto al giudizio popolare.
Al centro della contestazione vi è il credito di 18,565 milioni di franchi approvato dal Legislativo cittadino per la cosiddetta “fase 1A” del progetto, ai quali si aggiungono ulteriori 496.000 franchi destinati alla progettazione della fase successiva.
Secondo “Avanti con Ticino&Lavoro”, il progetto solleva interrogativi sotto diversi aspetti. Tra i punti maggiormente criticati vi è anzitutto la scelta del nome “Fortezza”, ritenuta dai referendisti una modifica simbolica capace di allontanarsi dalla tradizione storica legata ai Castelli di Bellinzona.
Un secondo elemento riguarda l’accessibilità degli spazi. I promotori del referendum contestano infatti l’ipotesi di introdurre un biglietto per accedere ad alcune aree oggi gratuite, come la corte interna di Castelgrande e la galleria della Murata. Secondo i contrari al progetto, si tratterebbe di una limitazione all’utilizzo pubblico di un bene considerato patrimonio collettivo.
Tra le critiche avanzate vi è anche la prevista gestione del sito attraverso una fondazione. I referendisti sostengono che questa soluzione rischierebbe di ridurre il controllo diretto della cittadinanza su uno dei luoghi simbolo della città e del Cantone.
Nel comunicato diffuso ieri, “Avanti con Ticino&Lavoro” ha inoltre denunciato episodi di pressione e atteggiamenti intimidatori avvenuti durante la raccolta firme, attribuiti ad esponenti della maggioranza politica comunale. Un’accusa che il movimento definisce incompatibile con i principi della democrazia diretta svizzera.
Per i promotori, il numero di firme raccolte in poche settimane rappresenta un segnale politico importante e dimostrerebbe la volontà della popolazione di esprimersi direttamente sul futuro del sito UNESCO bellinzonese. Saranno ora i cittadini a pronunciarsi definitivamente sul progetto.