Al Centro sportivo dell’Adorna si è svolta la sesta edizione di «Alberi della vita», l’iniziativa che celebra le nuove nascite e arricchisce il patrimonio verde cittadino. Un progetto nato nel 2016 che continua a unire famiglie, ambiente e comunità.
C’è un modo particolare di celebrare una nuova vita: piantare un albero e lasciare che cresca insieme a chi è appena arrivato al mondo. A Mendrisio questa idea è diventata una tradizione che, anno dopo anno, mette radici nel territorio e nella memoria delle famiglie.
Sabato 10 ottobre 2026, al Centro sportivo dell’Adorna, la Città di Mendrisio ha celebrato la sesta edizione di «Alberi della vita – Un albero per ogni bambino», un’iniziativa che associa simbolicamente le nuove nascite alla crescita del patrimonio arboreo comunale.
La cerimonia ha riunito le famiglie coinvolte nel progetto, offrendo un momento di incontro e di riflessione sul rapporto tra le nuove generazioni, l’ambiente e la comunità in cui cresceranno.
Ad aprire l’appuntamento è stato Gabriele Martinenghi, capo settore della Sezione Gestione infrastrutture e territorio del Dicastero Ambiente e servizi urbani. È quindi intervenuta Nora Jardini Croci Torti, responsabile del Dicastero, che ha richiamato il significato dell’iniziativa.
Un’idea nata quasi dieci anni fa
La storia di «Alberi della vita» comincia nel 2016, quando una mozione presentata in Consiglio comunale propone di creare un legame concreto e duraturo tra i nuovi nati e il territorio cittadino.
Nel 2017 il Municipio accoglie favorevolmente la proposta, dando avvio a un percorso che negli anni si è trasformato in un appuntamento significativo per numerose famiglie.
Dal 2017 al 2025 sono stati 208 i bambini e le bambine che hanno partecipato all’iniziativa. Un numero che racconta la continuità di un progetto nel quale il valore simbolico si accompagna a un risultato tangibile: nuovi alberi destinati a diventare parte del paesaggio urbano.
L’idea è semplice, ma il suo significato va oltre la cerimonia. Un albero cresce lentamente, attraversa le stagioni, cambia aspetto e diventa parte del luogo in cui vive. Proprio come un bambino, ha bisogno di tempo, attenzioni e di un ambiente favorevole per svilupparsi.
L’Adorna, uno spazio verde che si trasforma
Il Centro sportivo dell’Adorna non è soltanto la cornice della manifestazione. È anche uno dei luoghi nei quali il progetto contribuisce concretamente alla valorizzazione del verde cittadino.
Negli anni, gli interventi di piantumazione e sistemazione paesaggistica hanno progressivamente arricchito l’area. Il percorso verde perimetrale, realizzato per tappe successive, rappresenta oggi un elemento importante per l’ombreggiatura, la biodiversità e la continuità ecologica, senza compromettere la funzione sportiva delle infrastrutture esistenti.
Nel 2025 erano stati messi a dimora tre ciliegi giapponesi della varietà Prunus serrulata 'Kanzan', conosciuti per la loro abbondante fioritura primaverile.
Una scelta dal forte valore simbolico: i fiori che tornano ogni primavera richiamano il rinnovamento della natura, mentre gli alberi, crescendo, diventano testimonianze durature del passaggio delle generazioni.
Anche l’edizione 2026 si inserisce in questo percorso di valorizzazione degli spazi verdi dell’Adorna.
Un legame che continua anche dopo la cerimonia
Uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa è la volontà di mantenere vivo nel tempo il rapporto tra le famiglie e gli alberi.
Il sistema di targhe e certificati previsto dal progetto accompagna infatti la dimensione ufficiale della cerimonia, attribuendo un riferimento concreto a un gesto che altrimenti potrebbe esaurirsi nella giornata della piantumazione.
L’intenzione è anche quella di favorire una maggiore consapevolezza verso il patrimonio verde comune: gli alberi non rappresentano soltanto un elemento decorativo, ma contribuiscono alla qualità degli spazi pubblici e dell’ambiente urbano.
In un contesto nel quale la cura del territorio e l'adattamento ai cambiamenti climatici assumono crescente importanza, iniziative di questo genere possono offrire anche un’occasione educativa, avvicinando le famiglie al significato della tutela ambientale attraverso un’esperienza personale.
Piantare oggi pensando a domani
Il valore di «Alberi della vita» sta forse proprio nella sua capacità di mettere in relazione due dimensioni apparentemente lontane: la gioia immediata di una nascita e i tempi lunghi della natura.
Un bambino che oggi muove i primi passi potrà, negli anni, ritrovare un albero cresciuto insieme a lui. E quel luogo potrà diventare un piccolo riferimento nella sua storia personale, oltre che un elemento del patrimonio collettivo.
Non occorrono grandi monumenti per lasciare una traccia nel territorio. A volte basta un albero, purché qualcuno se ne prenda cura.
A Mendrisio, da quasi dieci anni, questo gesto rinnova un messaggio semplice: il futuro di una città non si costruisce soltanto con edifici e infrastrutture, ma anche creando le condizioni perché la vita possa crescere.