Il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto apre una nuova dimensione di fruizione culturale con “Vela a più voci”, una serie di podcast pensata per valorizzare la collezione permanente e offrire uno sguardo inedito sulle opere dello scultore ticinese. Il progetto, curato dalla giornalista culturale Emanuela Burgazzoli insieme al sound designer Fabio Bosia, punta su un linguaggio accessibile e immersivo per avvicinare pubblici diversi all’arte.
L’idea alla base è quella di costruire una narrazione corale: accanto agli esperti trovano spazio voci del territorio, studenti, lavoratori e rappresentanti di comunità contemporanee. Un approccio che trasforma le sculture di Vincenzo Vela in occasioni di dialogo su temi attuali, dalla dignità del lavoro alle tensioni sociali, fino alle identità culturali.
I podcast possono essere ascoltati online oppure direttamente durante la visita nelle sale di Villa Vela, ampliando così l’esperienza museale oltre i confini fisici. L’obiettivo è rendere il museo un luogo sempre più inclusivo e dinamico, capace di parlare anche alle nuove generazioni attraverso strumenti narrativi contemporanei.
Ad aprire la serie sono due opere emblematiche: lo “Spartaco” (1847–1849), simbolo di libertà e riscatto, e l’altorilievo “Le vittime del lavoro” (1882), uno dei primi monumenti europei dedicati alla classe operaia. Quest’ultimo dialoga anche con la mostra “Bertille Bak. Voci dalla terra”, in programma dal 26 aprile, dedicata al tema del lavoro nella società contemporanea.
Il cuore del progetto risiede nelle testimonianze raccolte: interviste a studenti, migranti, docenti e lavoratori – tra cui operai impegnati nei trafori alpini – che restituiscono una lettura viva e partecipata delle opere. Come spiegano gli autori, il processo creativo si è basato sull’ascolto diretto e sull’incontro tra pubblico e scultura, lasciando emergere emozioni e riflessioni personali in un vero e proprio “corpo a corpo” con l’arte.
Il risultato è una narrazione sonora stratificata, in cui le voci contemporanee si intrecciano con quella evocata dello stesso Vela, contribuendo a rinnovare il significato delle sue opere e a rafforzare il ruolo del museo come spazio di connessione tra passato e presente.
“Vela a più voci”: il museo si racconta in podcast tra memoria, lavoro e contemporaneità
Scritto il 27/03/2026