Al Museo d’arte Mendrisio torna “Teatro in mostra”. Sabato 19 e domenica 20 settembre, negli spazi dell’esposizione dedicata a Felice Varini, Massimiliano Zampetti porta in scena il monologo “Quattro linee rosse e una blu”, scritto da Tommaso Giacopini. Un racconto sul tempo, sui ricordi e su ciò che rimane quando qualcosa scompare.
Un museo che per una sera smette di essere soltanto il luogo nel quale osservare un’opera e diventa esso stesso parte della rappresentazione. È da questa idea che nasce “Teatro in mostra”, la rassegna ideata dal Museo d’arte Mendrisio per mettere in dialogo linguaggi artistici differenti, facendo incontrare teatro e arti visive direttamente all’interno degli spazi espositivi.
Il prossimo appuntamento è previsto sabato 19 settembre alle 20.30 e domenica 20 settembre alle 19.00, nell’ambito degli eventi collaterali della mostra dedicata a Felice Varini, attualmente ospitata dal museo.
In scena ci sarà Massimiliano Zampetti con Quattro linee rosse e una blu, monologo scritto da Tommaso Giacopini.
Ciò che passa e ciò che rimane
Al centro dello spettacolo c’è un tema molto semplice e, nello stesso tempo, universale: l’impermanenza.
Ricordi, occasioni mancate, esperienze personali e passare del tempo si intrecciano in una narrazione che riflette sulla natura effimera delle cose. Quello che esiste oggi può non esserci più domani; quello che sembra scomparso può riaffiorare attraverso la memoria.
Ed è proprio qui che teatro e mostra cominciano a sovrapporsi.
Secondo quanto comunicato dal Museo d’arte Mendrisio, il percorso narrativo entra infatti in risonanza con le opere di Felice Varini e con la natura necessariamente temporanea dell'intervento artistico: anche una mostra esiste in un determinato luogo e in un determinato momento, per poi essere smontata e lasciare spazio a qualcosa di nuovo.
Le linee del titolo assumono così un significato che va oltre la semplice forma geometrica.
Segni che appaiono, si sovrappongono, cambiano e infine scompaiono diventano una possibile rappresentazione della memoria stessa: qualcosa resta, qualcosa viene trasformato, qualcos’altro inevitabilmente si perde.
Il teatro entra nello spazio espositivo
È proprio questa contaminazione a caratterizzare “Teatro in mostra”.
La rassegna è nata alcuni anni fa con l’intento di offrire al pubblico una modalità diversa di vivere il museo. L’opera esposta non rimane semplicemente sullo sfondo della rappresentazione teatrale: lo spazio, le installazioni e il racconto possono entrare in relazione fra loro e modificare reciprocamente la percezione dello spettatore.
In questo caso il collegamento appare particolarmente evidente. Le geometrie e le linee che caratterizzano il lavoro di Varini incontrano infatti una storia che parla proprio di segni, punti, linee, cancellazioni e permanenze.
Il museo diventa quindi qualcosa di più di un contenitore: diventa parte della drammaturgia.
Come riferito dal Museo d’arte Mendrisio, l'obiettivo della rassegna è proprio quello di favorire l'incontro fra linguaggi artistici differenti e proporre modalità di fruizione nuove e coinvolgenti all'interno degli spazi museali.
Una compagnia tra teatro e sperimentazione
La Compagnia Tommaso Giacopini, fondata nel 2018, opera nell'ambito del teatro contemporaneo, della performance sonora e della produzione radiofonica.
Il suo lavoro è caratterizzato da una ricerca che mette in relazione scrittura, suono e forme espressive differenti, un'impostazione che trova quindi una collocazione naturale in un progetto come “Teatro in mostra”, costruito proprio sull'incontro fra discipline diverse.
Con Quattro linee rosse e una blu, dunque, il pubblico non assisterà semplicemente a uno spettacolo collocato all'interno di una mostra.
Il tentativo è più sottile: fare in modo che parola, spazio e opera visiva dialoghino fra loro attorno a una domanda che riguarda tutti.
Che cosa resta, quando ciò che abbiamo davanti inevitabilmente passa?
I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a museo@mendrisio.ch.
Biglietto: CHF 25.–