Ven scià… Cünta sü!: otto edizioni di dialetto, storie, memoria e poesie

Scritto il 29/09/2026
da team.redazione


A Chiasso premiati i vincitori dell’ottava edizione del concorso letterario indipendente dedicato ai dialetti della lingua lombarda. Il giorno successivo, al Grotto Canvétt di Semione, la “merenda con gli autori”. Su Chiasso TV i video integrali dei due appuntamenti.

Otto edizioni. Quando un’iniziativa nasce quasi in punta di piedi e riesce ad arrivare fin qui, significa che qualcosa, nel frattempo, ha messo radici.

Sabato 26 settembre, alle 16.00, si è svolta a Chiasso la cerimonia di premiazione dell’ottava edizione del concorso letterario indipendente “Ven scià… Cünta sü!”, riservato a poesie e racconti brevi scritti nei dialetti della lingua lombarda e aperto agli autori del Canton Ticino, del Grigione italofono e della Lombardia.

Il concorso è patrocinato fin dalla prima edizione dal Comune di Chiasso.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni, il vicesindaco Davide Lurati, il capodicastero Socialità Davide Dosi e il sindaco di Novazzano Sergio Bernasconi, oltre agli autori, ai membri delle giurie e al pubblico.

Portando il saluto del Municipio, Davide Lurati ha posto l’accento su uno degli aspetti centrali dell’iniziativa: «Il dialetto è identità».

Un’identità che passa anche attraverso il racconto di ciò che eravamo, delle generazioni che ci hanno preceduto e di un patrimonio linguistico che rischia inevitabilmente di impoverirsi se non viene utilizzato, scritto e tramandato.

I vincitori dell’ottava edizione

Per la categoria poesia, il primo premio è stato assegnato a Rodolfo Fasani, di Mesocco, con “El fulà”. Seconda classificata Mariella Caccia, di Rancate, con “Falòpia”. Il terzo posto è stato assegnato ex aequo ad Angela Cristina Broccoli di Corbetta (Lombardia) con “Vòtt Marz, Milan”, e a Elena Sanna Bullo, di Claro, con “La stòrio dal Todésch”.

Nella categoria racconti brevi, primo premio per Luciana Albertoni Rigoni, di Bellinzona, con “El Mericàn”. Al secondo posto Gianni Delorenzi, di Vacallo, con “Per na grana da ris”, e al terzo Roberto Bottinelli, di Cadempino, con “Osteria da paés”.

Accanto alla classifica ufficiale sono state assegnate le Menzioni dell’Editore, affidate nelle ultime due edizioni a Elisa Plozza.

La particolarità è che le sue decisioni vengono fatte pervenire all’organizzazione in busta sigillata e sono quindi sconosciute allo stesso organizzatore fino al momento dell’apertura davanti al pubblico.

La Menzione dell’Editore per la poesia è andata a “El fulà” di Rodolfo Fasani, mentre per i racconti brevi è stato scelto “Quii d’in dénta” di Mariella Caccia.

Ed è stato proprio “Quii d’in dénta” ad aggiudicarsi anche il Premio della Critica, assegnato dai giornalisti Fosca Bernasconi, Prisca Colombini e Luca Bernasconi.

Anche in questo caso il verdetto rimane segreto fino all’ultimo momento e non viene comunicato preventivamente all’organizzatore.

Mombelli: attenzione alla lingua, ma anche alla costruzione del racconto

Particolarmente articolato l’intervento del professor Sandro Mombelli, membro anziano della giuria tecnico-popolare.
Mombelli ha espresso un giudizio molto positivo sul livello delle opere presentate, rilevando come la qualità del concorso si stia consolidando anno dopo anno.

Ha inoltre ricordato che ogni componente della giuria tecnico-popolare lavora individualmente: riceve le opere, le legge e formula autonomamente il proprio giudizio, senza confrontarsi preventivamente con gli altri membri.
Da ex docente, Mombelli ha poi richiamato gli autori a una maggiore attenzione nella trascrizione fonetica del dialetto. Nel dubbio, ha suggerito di fare riferimento alle opere del professor Franco Lurà o quantomeno alle poche regole basilari redatte dallo stesso Mombelli e pubblicate ormai da tre edizioni in appendice al “Ven scià… Cünta sü!”, proprio per offrire agli autori un aiuto pratico.

Non soltanto grafia, però.

Per i racconti brevi ha insistito anche sulla struttura: un racconto, per risultare vivo, non dovrebbe essere costituito esclusivamente da una successione di fatti, ma può alternare narrazione, descrizione, dialogo e riflessione.
E soprattutto, ha ricordato Mombelli, non bisogna avere fretta di scrivere: un testo nasce, viene costruito, cancellato, riscritto e corretto.
L’invito finale è stato quello di continuare a coltivare la scrittura anche al di fuori dei concorsi. Perché scrivere in dialetto aiuta certamente a mantenere viva una lingua, ma costituisce anche un esercizio prezioso per mantenere viva la mente.

Dalla premiazione alla “merenda con gli autori”

La festa del “Ven scià… Cünta sü!” non si è però conclusa sabato.
Nel pomeriggio di domenica 27 settembre, il Grotto Canvétt di Semione ha ospitato la “merenda con gli autori”, un secondo momento volutamente più informale, dedicato all’incontro, alla conversazione e alla condivisione.
Un modo diverso per prolungare lo spirito del concorso oltre classifiche e riconoscimenti: sedersi insieme, conoscersi e dare un volto alle persone che, attraverso poesie e racconti, continuano a utilizzare e tramandare le diverse parlate del nostro territorio.
Chiasso TV pubblica insieme a questo articolo il video integrale della cerimonia di premiazione di sabato 26 settembre e il video della “merenda con gli autori” di domenica 27 settembre al Grotto Canvétt di Semione.
Perché, alla fine, il senso del “Ven scià… Cünta sü!” rimane proprio quello suggerito dal suo nome: venite qui e raccontate.

Raccontate ciò che ricordate, ciò che avete vissuto, ciò che avete sentito raccontare. E fatelo soprattutto nella lingua che avete ricevuto da chi è venuto prima di voi.

Un ringraziamento particolare a Massimo Enzo Grandi per le foto.