L'asse ferroviario del San Gottardo torna al centro del dibattito politico federale. Con una nuova interpellanza depositata al Consiglio degli Stati, il senatore ticinese Fabio Regazzi solleva dubbi sul processo che porterà alla definizione del Messaggio 2027 per gli investimenti ferroviari, chiedendo se alcune opere strategiche per il Ticino siano state escluse troppo presto dalle valutazioni federali.
L'asse ferroviario del San Gottardo rappresenta una delle infrastrutture più importanti della Svizzera, non soltanto per i collegamenti tra nord e sud del Paese, ma anche per il traffico internazionale e per la strategia federale di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia. Proprio per questo motivo il consigliere agli Stati ticinese Fabio Regazzi ha depositato il 18 giugno 2026 un'interpellanza indirizzata al Consiglio federale, chiedendo spiegazioni sul processo di pianificazione che porterà alla definizione del Messaggio 2027 relativo ai futuri investimenti ferroviari.
Al centro dell'atto parlamentare vi è la preoccupazione che alcune opere considerate strategiche dal Cantone Ticino non siano state adeguatamente prese in considerazione nelle analisi preparatorie condotte a livello federale. In particolare, Regazzi cita il raddoppio della tratta Cadenazzo–Locarno sui ponti della Verzasca e del Ticino, l'adeguamento del nodo ferroviario di Mendrisio e il potenziamento dei nodi di Bellinzona e Lugano. Secondo il parlamentare, queste proposte non sarebbero state incluse nel mandato di valutazione affidato al Politecnico federale di Zurigo nell'ambito della perizia denominata «Trasporti ’45».
L'interpellanza pone una serie di interrogativi che toccano sia gli aspetti tecnici sia quelli strategici della pianificazione ferroviaria nazionale. Regazzi domanda, ad esempio, se sia corretto che infrastrutture non sottoposte alla valutazione degli esperti dell'ETHZ possano essere di fatto escluse dalla discussione sul Messaggio 2027. Chiede inoltre se il Consiglio federale ritenga che le infrastrutture oggi previste a sud del San Gottardo siano realmente sufficienti per rispondere alla crescita attesa del traffico regionale, nazionale, internazionale e merci nei prossimi decenni.
Un altro tema riguarda la concreta attuazione del concetto d'offerta ferroviaria previsto per il 2035. Il senatore ticinese vuole conoscere quali verifiche siano state effettuate dall'Ufficio federale dei trasporti e dalle Ferrovie Federali Svizzere e quali eventuali criticità siano emerse. Inoltre, solleva la questione delle nuove esigenze formulate recentemente dalle FFS per il traffico a lunga percorrenza tra Zurigo, Lucerna e Lugano, chiedendo perché tali sviluppi non abbiano portato a una rivalutazione complessiva delle infrastrutture necessarie.
L'interpellanza guarda però anche oltre l'orizzonte immediato. Regazzi domanda infatti se il Consiglio federale sia disposto a riesaminare le proposte ticinesi qualora ne venga dimostrata la necessità per raggiungere gli obiettivi di servizio fissati dalla Confederazione. Chiede inoltre la promozione di uno studio globale sull'asse ferroviario nord-sud, analogo a quello realizzato per l'asse ovest-est nell'ambito di «Trasporti ’45», affinché il ruolo del corridoio del San Gottardo venga adeguatamente considerato nella pianificazione ferroviaria fino al 2050.
Particolarmente significativa è anche l'ultima domanda contenuta nell'atto parlamentare. Facendo riferimento a recenti osservazioni del Controllo federale delle finanze, che avrebbe evidenziato fragilità nella pianificazione finanziaria del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria e limiti nelle proiezioni a lungo termine, Regazzi chiede se le basi metodologiche e finanziarie utilizzate per stabilire le priorità di investimento siano sufficientemente solide da giustificare l'esclusione di determinati progetti infrastrutturali.
L'iniziativa parlamentare si inserisce in un dibattito destinato a intensificarsi nei prossimi mesi. Le decisioni che confluiranno nel Messaggio 2027 influenzeranno infatti lo sviluppo della rete ferroviaria svizzera per diversi decenni e avranno conseguenze dirette anche sul Ticino, cantone che continua a svolgere un ruolo centrale nei collegamenti tra la Svizzera e il resto d'Europa attraverso il corridoio del San Gottardo.
Resta ora da vedere quale sarà la risposta del Consiglio federale e se le preoccupazioni espresse dal rappresentante ticinese porteranno a una rivalutazione delle opere considerate prioritarie per il futuro della mobilità ferroviaria nazionale.
Le domande rivolte al Consiglio federale
- Perché le proposte infrastrutturali presentate dal Cantone Ticino non sono state incluse nella valutazione affidata al Politecnico federale di Zurigo?
- È corretto che misure non valutate dagli esperti possano essere escluse a priori dal Messaggio 2027?
- Le infrastrutture previste a sud del San Gottardo saranno sufficienti per la domanda futura?
- Quali verifiche sono state svolte da UFT e FFS sul concetto d'offerta 2035?
- Perché le nuove esigenze delle FFS non hanno portato a una rivalutazione delle infrastrutture?
- Il Consiglio federale è disposto a riesaminare le proposte ticinesi se ne verrà dimostrata la necessità?
- Verrà promosso uno studio globale sull'asse ferroviario nord-sud?
- Come sarà garantito il ruolo strategico del corridoio del San Gottardo fino al 2050?
- Le basi finanziarie e metodologiche utilizzate sono sufficientemente solide per escludere determinati progetti?