La Lega dei Ticinesi torna a chiedere una presa di posizione decisa del Consiglio federale dopo il riemergere del dibattito europeo sulle regole relative alla disoccupazione dei lavoratori frontalieri. Secondo il movimento, Berna dovrebbe respingere qualsiasi modifica che trasferisca maggiori oneri finanziari sulla Svizzera.
Bruxelles e il nodo della disoccupazione dei frontalieri
Il tema della copertura della disoccupazione dei lavoratori frontalieri torna al centro del confronto tra Svizzera e Unione europea. Secondo la Lega dei Ticinesi, la questione era prevedibile da anni e il movimento ricorda di aver già sollevato il problema nel 2017 con un primo intervento parlamentare a Berna.
In un comunicato diffuso oggi, la Lega invita il Consiglio federale a chiarire senza esitazioni che la Confederazione non intende accettare un eventuale trasferimento di responsabilità finanziarie legate ai frontalieri.
Le preoccupazioni espresse dalla Lega
Secondo il movimento, qualora la Svizzera fosse chiamata a finanziare direttamente le indennità di disoccupazione dei titolari di permesso G, le conseguenze ricadrebbero sul sistema sociale elvetico.
La Lega sostiene che ciò potrebbe tradursi in un aumento dei contributi salariali a carico dei lavoratori svizzeri e comportare nuovi costi amministrativi, in particolare per il Canton Ticino, che dovrebbe rafforzare gli Uffici regionali di collocamento per gestire un maggior numero di pratiche.
Nel comunicato viene inoltre richiamata la mozione presentata in Consiglio nazionale dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri, con la quale si chiede al Governo federale di escludere questa eventualità.
Il collegamento con i ristorni dei frontalieri
Pur precisando che si tratta di due questioni distinte, la Lega collega il dibattito europeo anche alla recente decisione del Consiglio di Stato ticinese di bloccare temporaneamente 50 milioni di franchi destinati ai ristorni dei frontalieri.
Secondo il movimento, sarebbe contraddittorio che la Svizzera, oltre a versare i ristorni previsti dagli accordi fiscali, dovesse anche assumersi l'onere economico della disoccupazione dei lavoratori frontalieri.
Un tema destinato a rimanere al centro del dibattito
La questione potrebbe tornare rapidamente nell'agenda politica federale, soprattutto nell'ambito delle future relazioni tra Berna e Bruxelles. Per il Ticino il dossier riveste un'importanza particolare, considerato l'elevato numero di lavoratori frontalieri impiegati quotidianamente nel Cantone.
Resta ora da vedere quale sarà la posizione ufficiale del Consiglio federale rispetto alle richieste formulate dal movimento politico ticinese.