Asilo, trasferimenti verso l’Italia ancora fermi: Quadri interroga il Consiglio federale

Scritto il 29/09/2026
da team.redazione


Dopo l’annuncio della ripresa dei trasferimenti verso l’Italia, resta aperta la questione dei richiedenti l’asilo che Roma dovrebbe riprendere in carico. Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale numeri aggiornati, costi e chiarimenti sui passi intrapresi nei confronti delle autorità italiane.

La ripresa era stata annunciata, ma il meccanismo sembra non essersi ancora rimesso realmente in movimento. Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, Lega dei Ticinesi, ha presentato un’interpellanza al Consiglio federale per chiedere chiarimenti sulla situazione dei richiedenti l’asilo che, secondo le regole europee in materia, dovrebbero essere trasferiti dalla Svizzera all’Italia.

La questione risale al dicembre 2022, quando l’Italia sospese l’accoglienza dei richiedenti l’asilo trasferiti dagli altri Paesi europei nell’ambito del sistema di Dublino. La decisione riguardava tutti gli Stati partecipanti e venne motivata con il forte numero di arrivi e la pressione sulle strutture italiane di accoglienza. La Svizzera, insieme ad altri Paesi, aveva successivamente sollecitato Roma a riprendere i trasferimenti.

Nell’agosto scorso sembrava essersi aperto uno spiraglio. La Segreteria di Stato della migrazione aveva comunicato che i primi voli erano stati prenotati e che la ripresa sarebbe avvenuta gradualmente, inizialmente soltanto per alcuni casi. La partenza delle operazioni era prevista per la fine del mese.

A inizio settembre, tuttavia, la situazione risultava ancora bloccata. Una portavoce della SEM aveva spiegato a tvsvizzera.it che i trasferimenti non erano ancora cominciati e che erano in corso i preparativi. Secondo la stessa fonte, l’Italia continuava a reagire negativamente agli annunci di trasferimento provenienti dagli altri Stati europei.

È in questo contesto che interviene l’interpellanza di Quadri. Nel documento il consigliere nazionale richiama recenti dichiarazioni del consigliere federale Beat Jans, secondo le quali, nonostante le assicurazioni ricevute, l’Italia non avrebbe ancora ripreso in carico alcun richiedente l’asilo trasferito dalla Svizzera.

La questione dei costi

L’interpellanza mette l’accento anche sulle conseguenze finanziarie per la Confederazione.
Secondo i dati riportati da Quadri, tra dicembre 2022 e l’inizio di settembre 2025 sarebbero stati 1’850 i casi che la Svizzera ha dovuto trattare perché non era possibile procedere al trasferimento verso l’Italia. Il costo supplementare indicato ammonta a circa 75’000 franchi per persona, comprendendo accoglienza, procedura d’asilo e contributi ai Cantoni.
Proprio su questi numeri Quadri chiede ora un aggiornamento ufficiale.

Sei domande al Governo

Il primo interrogativo riguarda la situazione concreta: il consigliere nazionale vuole sapere se sia confermato che nessun richiedente l’asilo sia stato finora effettivamente trasferito dalla Svizzera all’Italia e quanti trasferimenti siano stati realizzati dopo l’annuncio della ripresa.
Quadri domanda inoltre quali assicurazioni siano state fornite da Roma e per quali ragioni queste, secondo quanto indicato nell’interpellanza, non avrebbero ancora prodotto risultati concreti. Chiede quindi quali passi il Consiglio federale intenda intraprendere affinché vengano rispettati gli obblighi previsti dal sistema europeo.

Al Governo viene richiesto anche di quantificare i costi supplementari complessivi sostenuti finora dalla Confederazione, di indicare quanti richiedenti l’asilo che avrebbero dovuto essere trasferiti in Italia siano ancora presenti in Svizzera e quanti dei loro dossier siano stati, o dovranno essere, esaminati dalle autorità elvetiche.

Un dossier ancora aperto

La vicenda si inserisce in una fase di trasformazione del sistema europeo dell’asilo. Il nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è applicato dal 12 giugno 2026 e la ripresa dei trasferimenti è stata annunciata proprio nel quadro delle nuove regole. Anche altri Paesi europei hanno cercato di riattivare le procedure verso l’Italia.
Il tema resta però tutt’altro che risolto. Ancora il 26 settembre, intervenendo al Munich Migration Meeting, Beat Jans ha indicato tra le priorità europee la necessità di disporre di procedure rapide, trasferimenti Dublino funzionanti e un’esecuzione sistematica degli allontanamenti.

L’interpellanza di Quadri porta quindi il dossier nuovamente davanti al Consiglio federale. La risposta del Governo dovrà chiarire soprattutto un punto: quanti dei trasferimenti annunciati siano effettivamente avvenuti e quali siano, nel frattempo, le conseguenze finanziarie e amministrative per la Svizzera.