“Cosa accade nei cieli svizzeri?” Lettera choc al Consiglio federale sulla geoingegneria

Scritto il 02/04/2026
da team.redazione


Cosa succede davvero sopra le nostre teste? È la domanda che rilancia con forza una lettera aperta indirizzata al Consiglio federale, riportando al centro dell’attenzione pubblica il tema della geoingegneria e delle attività di modificazione climatica.
Il documento, firmato dall’associazione HelvEthica Ticino e datato 31 marzo 2026, contesta la risposta ricevuta pochi mesi prima dalla Direzione clima. In quella comunicazione ufficiale si afferma che le tecniche di geoingegneria solare non sono autorizzate in Svizzera e che non esistono indicazioni di dispersione di sostanze nei cieli del Paese .
Ma per i firmatari non basta.
Nella lettera si sostiene che interventi sull’atmosfera sono già una realtà concreta. Viene citata, tra gli esempi, l’inseminazione delle nuvole per la prevenzione della grandine, effettuata anche in Svizzera tramite voli aerei e con l’utilizzo di sostanze specifiche . Una pratica riconosciuta, che secondo l’associazione dimostrerebbe come la modificazione meteorologica non sia un’ipotesi teorica, ma un’attività già operativa.
Il punto più controverso riguarda però ciò che si osserva nei cieli. Le scie persistenti, visibili anche per ore, vengono descritte come fenomeni ricorrenti. Ufficialmente classificate come “velature”, per i firmatari non sarebbero esclusivamente naturali e richiederebbero verifiche indipendenti .
La lettera allarga poi lo sguardo oltre i confini svizzeri, evidenziando un quadro internazionale frammentato: da un lato Paesi e Stati che introducono divieti o restrizioni, dall’altro programmi attivi di modificazione delle precipitazioni. Un contesto che, secondo i promotori dell’iniziativa, rende ancora più urgente una presa di posizione chiara anche in Svizzera .
Tra gli elementi più forti del documento vi è il richiamo a studi indipendenti su materiali filamentosi rinvenuti in diversi Paesi europei. Analisi che, secondo quanto riportato, avrebbero identificato fibre polimeriche contenenti numerosi composti chimici .
Da qui una richiesta precisa alle istituzioni: fare chiarezza. Quali attività sono autorizzate? Quali sostanze vengono utilizzate? Chi controlla? E quali sono gli effetti sull’ambiente e sulla salute?
Domande dirette, che chiamano in causa non solo le autorità, ma anche il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Non è però la prima volta che il tema emerge.

Già nel 2018 un’interrogazione parlamentare in Gran Consiglio ticinese, firmata dalla deputata Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali), aveva sollevato dubbi sull’utilizzo di un aereo antigrandine di una nota compagnia assicuratrice, per la dispersione di ioduro d’argento. Una sostanza classificata come pericolosa per l’ambiente, al centro di domande su controlli, autorizzazioni e possibili effetti. Un precedente che dimostra come il dibattito sulle modificazioni atmosferiche sia aperto da anni e tutt’altro che risolto.
Il cielo, oggi, non è più solo una questione meteorologica. È diventato un tema politico.

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