Negli Stati Uniti si apre una nuova fase nella gestione delle politiche sanitarie federali, con una nomina che potrebbe incidere non solo sugli equilibri economici del sistema, ma anche sul modo in cui viene affrontato il tema dell’accesso alle cure. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha infatti annunciato la designazione dell’economista Casey B. Mulligan come capo economista e responsabile della regolamentazione.
La scelta, resa pubblica attraverso un comunicato ufficiale, inserisce nel cuore del sistema sanitario federale una figura con un profilo fortemente legato all’analisi economica, ma anche all’elaborazione di politiche pubbliche orientate all’efficienza. Mulligan, professore all’Università di Chicago, ha già ricoperto ruoli di rilievo nell’amministrazione statunitense, tra cui quello di capo economista nel Consiglio dei Consulenti Economici durante la prima presidenza Trump.
Secondo quanto dichiarato nel comunicato, il suo incarico sarà quello di affiancare il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e i vertici dell’HHS nello sviluppo di politiche capaci di rendere il sistema sanitario più accessibile. In questo senso, l’obiettivo dichiarato non si limita a una razionalizzazione dei costi, ma si estende a una più ampia riflessione sull’equilibrio tra sostenibilità economica e accesso ai servizi.
«Casey Mulligan rappresenta il tipo di talento di alto livello che stiamo portando all’interno dell’HHS», ha affermato il Segretario Kennedy, sottolineando come l’economista abbia «avuto un ruolo centrale nel contribuire ai successi della politica economica del Presidente Trump» e come ora sia chiamato ad applicare «la stessa competenza al settore sanitario, che rappresenta quasi un quinto della nostra economia».
Nel comunicato viene inoltre evidenziato come il lavoro di Mulligan comprenderà attività di analisi costi-benefici delle regolamentazioni, modellazione econometrica e valutazione dei programmi di spesa. Strumenti tecnici che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbero contribuire a migliorare l’efficienza complessiva del sistema, senza perdere di vista l’impatto concreto sulle persone.
Lo stesso Mulligan ha posto l’accento su questo aspetto, dichiarando: «Sono onorato che il Presidente Trump e il Segretario Kennedy mi abbiano affidato il compito di applicare i principi fondamentali dell’economia per massimizzare l’accessibilità dell’assistenza sanitaria». Un’affermazione che suggerisce come l’intervento economico venga interpretato non solo come strumento di controllo della spesa, ma anche come leva per ampliare l’accesso ai servizi sanitari.
Nel suo intervento, Mulligan ha inoltre espresso la volontà di contribuire a «prevenire le malattie croniche e ridurre ulteriormente i costi all’interno del sistema», indicando una direzione che unisce sostenibilità economica e attenzione alla salute pubblica.
La nomina si inserisce in un contesto in cui la sanità statunitense, che rappresenta circa un quinto dell’intera economia nazionale, è da tempo al centro di un dibattito complesso tra contenimento dei costi, qualità delle cure e accessibilità. In questo quadro, l’introduzione di una figura con competenze economiche avanzate potrebbe essere letta come un tentativo di trovare un punto di equilibrio tra questi elementi.
Resta da vedere in che modo questo approccio si tradurrà concretamente nelle politiche future. Tuttavia, il riferimento esplicito all’accessibilità delle cure e alla prevenzione suggerisce un orientamento che, almeno nelle intenzioni, mira a coniugare efficienza economica e attenzione ai bisogni delle persone.
Sanità USA, verso un approccio più “umano”? La nomina dell’economista Casey Mulligan
Scritto il 18/04/2026