Nonostante l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Libano, nel sud del Libano continuano a registrarsi vittime civili, feriti e pesanti difficoltà per il sistema sanitario locale. È quanto denuncia Medici Senza Frontiere in un comunicato diffuso l’8 maggio 2026.
Secondo l’organizzazione umanitaria, la tregua annunciata tre settimane fa “non ha garantito sicurezza alla popolazione”, poiché gli attacchi aerei proseguono quotidianamente e restano in vigore ordini di evacuazione e sfollamenti forzati.
Nel distretto di Tiro/Sour, tra il 18 aprile e il 3 maggio, l’ospedale di Jabal Amel – supportato da MSF – ha ricoverato 173 feriti, mentre 145 persone sono morte in seguito alle ferite riportate. Nel distretto di Nabatiyeh, nello stesso periodo, altri due ospedali sostenuti dall’organizzazione hanno accolto 65 feriti e registrato 26 persone arrivate già decedute.
La dottoressa Thienminh Dinh, medico di pronto soccorso di MSF impegnata negli ospedali della zona, riferisce di casi particolarmente gravi, tra cui intere famiglie coinvolte nei bombardamenti. Nel comunicato viene descritto il caso di due bambini con fratture e lesioni multiple, insieme ai loro genitori rimasti sotto le macerie dell’abitazione colpita.
MSF sottolinea inoltre che gli ospedali del sud del Libano continuano a operare in condizioni estremamente difficili. Le équipe mediche lavorano spesso per oltre 30 ore consecutive e devono fare i conti con carenze di sangue e di materiali essenziali, oltre a problemi nei trasferimenti dei pazienti dovuti all’insicurezza sulle strade.
L’organizzazione segnala anche un peggioramento della salute mentale della popolazione civile. Molte persone rientrate nelle proprie case dopo l’annuncio della tregua hanno trovato abitazioni distrutte o gravemente danneggiate.
Per far fronte all’emergenza, MSF sta ampliando le attività delle cliniche mobili nelle province meridionali del Libano, con l’obiettivo di raggiungere le comunità più isolate e le famiglie rientrate nelle aree colpite dal conflitto.
Il capo missione di MSF in Libano, Jeremy Ristord, afferma che “senza una protezione significativa e un accesso senza ostacoli all’assistenza sanitaria, lo sfollamento non ha portato sicurezza né ha protetto i civili”.
Sud del Libano, MSF denuncia: “Civili ancora colpiti nonostante il cessate il fuoco”
Scritto il 11/05/2026