La flavescenza dorata torna sotto osservazione nel Mendrisiotto e richiama all'azione non soltanto i viticoltori professionisti, ma anche tutti i cittadini che possiedono una vite nel proprio giardino, una pergola o un piccolo filare. Con un comunicato diffuso questa mattina, il Comune di Chiasso ha infatti ricordato che, nell'ambito della lotta obbligatoria contro questa pericolosa malattia della vite, sono state definite precise misure di prevenzione da applicare durante la stagione vegetativa 2026.
L'iniziativa coinvolge i territori di Chiasso, Pedrinate e Seseglio e nasce dalla collaborazione tra il Comune, la Sezione cantonale dell'agricoltura e il Servizio fitosanitario. L'obiettivo è contenere la diffusione di una delle più gravi patologie che possono colpire la vite e che negli ultimi decenni ha causato ingenti danni in numerose regioni viticole europee.
La flavescenza dorata è provocata da un fitoplasma, un microrganismo che si insedia nei vasi linfatici della pianta alterandone il normale funzionamento. I sintomi possono manifestarsi con ingiallimenti o arrossamenti delle foglie, disseccamento dei grappoli, mancata maturazione dei tralci e progressiva perdita di vigore della pianta. Nei casi più gravi la vite può arrivare a morire nel giro di pochi anni.
Ciò che rende particolarmente insidiosa questa malattia è il fatto che non esiste una cura in grado di guarire una vite già infetta. Per questo motivo la comunità scientifica internazionale concorda nel considerare la prevenzione e il contenimento dell'insetto vettore come gli strumenti più efficaci per limitarne la diffusione.
A trasmettere il fitoplasma è infatti una piccola cicalina denominata Scaphoideus titanus. Questo insetto non è originario dell'Europa, bensì del Nord America, da dove è stato accidentalmente introdotto nel continente insieme al materiale vivaistico destinato alla viticoltura. Proprio la sua origine extraeuropea costituisce uno dei principali problemi nella gestione della malattia: alle nostre latitudini lo Scaphoideus titanus non dispone infatti degli stessi nemici naturali presenti nel suo habitat originario. La mancanza di predatori e parassitoidi specializzati favorisce la sopravvivenza e la proliferazione delle sue popolazioni, aumentando il rischio di diffusione della flavescenza dorata.
Per questa ragione le autorità fitosanitarie insistono da anni sull'importanza della sorveglianza continua del territorio. Anche una singola vite trascurata può trasformarsi in un focolaio capace di favorire la propagazione della malattia verso vigneti sani situati nelle vicinanze.
Secondo le disposizioni comunicate dal Servizio fitosanitario cantonale, tutte le viti presenti nelle zone interessate dovranno essere sottoposte a due trattamenti specifici contro l'insetto vettore. Le finestre temporali previste sono dall'8 al 14 giugno per il primo intervento e dal 22 al 28 giugno per il secondo. I proprietari sono chiamati a procurarsi autonomamente prodotti omologati e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni ufficiali.
Le autorità ricordano inoltre che le viti e i vigneti abbandonati devono essere estirpati senza indugio. Una pianta non controllata può infatti rappresentare un importante serbatoio sia per il fitoplasma sia per l'insetto vettore, compromettendo gli sforzi di contenimento messi in atto dall'intera comunità.
Accanto ai prodotti prescritti nell'ambito della lotta obbligatoria, esistono anche diverse soluzioni utilizzate nell'agricoltura biologica e nella gestione ecologica dei vigneti. Tra queste figura il piretro naturale, insetticida di origine vegetale autorizzato in agricoltura biologica e caratterizzato da una rapida azione abbattente sugli insetti.
Molti coltivatori biologici ricorrono inoltre all'associazione tra sapone molle potassico e olio di Neem. Il sapone agisce per contatto sulle forme giovanili dell'insetto, mentre il Neem contribuisce a limitarne lo sviluppo. Un altro strumento di prevenzione è il caolino, una polvere minerale naturale che crea sulle foglie una sottile barriera biancastra con effetto repellente. Anche i formulati a base di olio essenziale d'arancio dolce, autorizzati in agricoltura biologica, possono contribuire a contenere gli stadi giovanili dell'insetto attraverso un'azione di contatto.
È tuttavia importante ricordare che nelle aree sottoposte a lotta obbligatoria le strategie biologiche devono integrarsi con le prescrizioni emanate dalle autorità fitosanitarie. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto è quindi opportuno verificare che esso sia autorizzato e conforme alle disposizioni cantonali e federali vigenti.
La sfida contro la flavescenza dorata non riguarda soltanto gli addetti ai lavori. In un territorio come il Mendrisiotto, dove la vite è parte integrante del paesaggio, della tradizione agricola e della cultura locale, ogni cittadino può svolgere un ruolo importante. Controllare periodicamente le proprie piante, riconoscere eventuali sintomi sospetti e rispettare le misure di prevenzione significa contribuire concretamente alla tutela di un patrimonio che appartiene all'intera comunità.
La lotta contro la flavescenza dorata si vince soprattutto attraverso la prevenzione. Quando i sintomi diventano evidenti, spesso il danno è già stato fatto. Per questo le autorità insistono sulla collaborazione di tutti: viticoltori, proprietari di pergole e semplici appassionati. La salute dei vigneti del territorio dipende anche dall'attenzione dei singoli cittadini.
Flavescenza dorata: trattamenti obbligatori a Chiasso. Anche il biologico può aiutare la prevenzione
Scritto il 02/06/2026