AIAP-Ticino invita il DECS, la CEAS e il Consiglio di Stato ad aprire un confronto pubblico prima dell'avvio del nuovo percorso obbligatorio sull'educazione affettiva e sessuale destinato agli insegnanti. Link alla petizione in fondo all'articolo.
Una petizione rivolta al Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), alla Commissione per l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole (CEAS) e al Consiglio di Stato riapre il confronto sulle modalità con cui viene proposta l'educazione affettiva e sessuale nella scuola ticinese.
A promuoverla è l'Alleanza per un'Infanzia e Adolescenza Protette (AIAP-Ticino), che chiede la sospensione temporanea del nuovo percorso formativo obbligatorio online destinato ai docenti, affinché i suoi contenuti possano essere oggetto di un dibattito pubblico prima della piena applicazione.
Nel comunicato diffuso il 3 luglio, l'associazione precisa di condividere pienamente gli obiettivi di prevenzione degli abusi, di contrasto al bullismo e di promozione di relazioni rispettose tra i giovani. Tuttavia, ritiene che tali finalità debbano rimanere distinte da altri temi che considera controversi, tra cui l'identità di genere, l'orientamento sessuale, la fluidità di genere, la transizione di genere, la pornografia, la contraccezione d'emergenza e l'aborto.
Secondo AIAP-Ticino, l'obbligatorietà del corso rischierebbe inoltre di comportare un'implicita adesione ai contenuti e ai valori proposti nel percorso formativo, motivo per cui l'associazione domanda che la partecipazione dei docenti diventi facoltativa.
La petizione avanza anche altre richieste: la pubblicazione integrale dei materiali utilizzati durante la formazione, l'introduzione del consenso informato dei genitori per le attività di educazione sessuale e la costituzione di una commissione indipendente, pluralista e interdisciplinare incaricata di esaminare i contenuti del programma.
Nel documento si evidenzia inoltre come il dibattito scientifico e pedagogico riguardante alcuni aspetti dell'educazione sessuale, dell'identità di genere e dello sviluppo dei minori sia tuttora aperto. Per questo motivo, secondo i promotori, sarebbe opportuno affrontare questi temi con particolare prudenza e nel rispetto delle diverse sensibilità culturali, etiche ed educative presenti nella società.
La raccolta firme è aperta a cittadini, genitori, docenti, educatori e a tutte le persone interessate alla scuola ticinese.
Resta ora da capire quale sarà la risposta del DECS e degli altri destinatari della petizione e se la richiesta di un confronto pubblico porterà all'apertura di un percorso di approfondimento prima dell'attuazione definitiva del nuovo corso obbligatorio.