Più trasparenza sui dati fiscali: Galeazzi propone un rapporto annuale più completo per il Ticino

Scritto il 06/07/2026
da team.redazione


Una nuova mozione presentata dal deputato Tiziano Galeazzi chiede al Consiglio di Stato di pubblicare un rapporto annuale di statistica fiscale più dettagliato. L'obiettivo è fornire al Parlamento e ai cittadini strumenti più efficaci per valutare le riforme fiscali e l'attrattività del Cantone.

Quanto conosciamo realmente della situazione fiscale del Canton Ticino? Secondo il deputato Tiziano Galeazzi, le statistiche oggi disponibili rappresentano una base utile, ma non sufficiente per consentire al Gran Consiglio di prendere decisioni pienamente informate in materia di politica fiscale.
Con una mozione depositata oggi, 6 luglio 2026, il parlamentare chiede infatti al Consiglio di Stato di elaborare e pubblicare un rapporto annuale di statistica fiscale cantonale più completo, strutturato e stabile nel tempo, capace di offrire una fotografia più dettagliata della realtà economica del Cantone.

La proposta nasce dalla constatazione che il semplice confronto delle aliquote fiscali tra Cantoni non è sufficiente per valutare l'effettiva competitività del Ticino. Per comprendere realmente gli effetti di eventuali riforme fiscali, sostiene Galeazzi, occorre conoscere anche come si distribuiscono redditi, patrimoni, utili societari e relativo gettito fiscale.
Nella mozione viene ricordato che il Cantone pubblica già numerose statistiche fiscali, ma queste risultano spesso frammentate e non consentono un'analisi approfondita della composizione della base imponibile. In particolare, per le persone fisiche gli scaglioni disponibili terminano oggi con la categoria dei redditi superiori ai 200 mila franchi e dei patrimoni oltre i 5 milioni di franchi, senza ulteriori suddivisioni che permettano di comprendere la distribuzione delle fasce più elevate.

Secondo il deputato UDC, proprio queste informazioni assumono particolare importanza, poiché i contribuenti con redditi e patrimoni elevati rappresentano una parte significativa del gettito fiscale e possono essere maggiormente sensibili alla concorrenza intercantonale.
La mozione cita inoltre alcuni esempi provenienti da altri Cantoni. A Sciaffusa e Svitto, ad esempio, le statistiche fiscali distinguono classi di reddito e di patrimonio molto più dettagliate, arrivando a prevedere scaglioni superiori al milione di franchi per il reddito e oltre i 100 milioni per la sostanza, sempre nel pieno rispetto del segreto fiscale grazie alla pubblicazione di dati esclusivamente aggregati e anonimi.

L'approccio proposto dovrebbe essere esteso anche alle persone giuridiche. L'obiettivo è comprendere meglio come siano distribuiti utili, capitale imponibile e gettito fiscale tra le imprese, così da valutare con maggiore precisione gli effetti delle future modifiche legislative.

Tra gli elementi innovativi contenuti nella mozione figura anche la richiesta di rendere noto l'ammontare complessivo annuale dei crediti fiscali non incassati e di quelli ormai inesigibili, indicando inoltre le modalità attualmente utilizzate per il recupero dei crediti e l'eventuale necessità di migliorarle.
Nel dettaglio, Galeazzi invita il Consiglio di Stato a predisporre un rapporto annuale organico corredato da note metodologiche, a valorizzare le tabelle statistiche già esistenti, a distinguere con maggiore chiarezza i dati cantonali da quelli comunali e a separare i contribuenti assoggettati illimitatamente da quelli assoggettati solo limitatamente nel Cantone. Chiede inoltre di analizzare le migliori pratiche adottate in altri Cantoni e di presentare successivamente al Gran Consiglio una proposta operativa che definisca struttura, periodicità e contenuti del nuovo rapporto statistico.

Secondo il promotore, una conoscenza più approfondita della struttura della fiscalità ticinese consentirebbe non soltanto al Parlamento, ma anche ai Comuni, agli operatori economici e ai cittadini di valutare con maggiore consapevolezza le future riforme fiscali e le politiche pubbliche. Per Galeazzi, infatti, la qualità delle decisioni politiche dipende anche dalla qualità delle informazioni disponibili, motivo per cui un rapporto statistico più completo rappresenterebbe uno strumento di supporto importante per il dibattito istituzionale.