Da domani 17 luglio al 1° agosto tornano le Feste Boff… al Penz, appuntamento estivo organizzato dal Gruppo Urani nella propria sede di via Sottopenz. Quest'anno Chiasso TV ha scelto di raccontare non soltanto il programma, ma anche un po' della storia di un'associazione che, dal 1932, continua a custodire una parte importante della memoria e della vita sociale della nostra città.
Ci sono appuntamenti che si aspettano perché offrono buona musica, una cucina apprezzata e l'occasione di trascorrere qualche ora in compagnia. Poi ce ne sono altri che, oltre a tutto questo, raccontano la storia di una comunità.
Le Feste Boff… al Penz appartengono certamente a questa seconda categoria.
Per questo motivo, quest'anno Chiasso TV ha deciso di fare una scelta diversa dal solito. Invece della tradizionale video-intervista di presentazione del programma, abbiamo preferito dedicare questo spazio al Gruppo Urani, l'associazione che organizza la manifestazione e che, da quasi un secolo, rappresenta uno dei simboli del volontariato e della vita associativa di Chiasso.
Quando domani sera si accenderanno le griglie e inizieranno ad arrivare i primi ospiti nella sede di via Sottopenz, chi arriverà da fuori o visiterà la festa per la prima volta, difficilmente immaginerà che dietro questa manifestazione si nasconde una storia iniziata quasi cent'anni fa.
Le radici del Gruppo affondano infatti negli anni Venti del Novecento. Già allora un gruppo di amici del quartiere Boffalora si impegnava nell'organizzazione delle tradizionali feste di Sant'Anna, ospitate nel parco del Boffalorino. Non esisteva ancora un'associazione strutturata, ma c'era già quello spirito di collaborazione che avrebbe caratterizzato tutte le generazioni successive: cittadini che mettevano gratuitamente a disposizione il proprio tempo per creare occasioni d'incontro e di festa per l'intera popolazione.
Il nome Urani nasce invece nel 1932, in modo del tutto particolare.
In quell'anno la Società Filodrammatica chiassese stava preparando una grande rappresentazione del Guglielmo Tell. Servivano numerose comparse per interpretare il popolo dei tre cantoni primitivi e, durante una prova, il gruppo di amici proveniente da Boffalora decise di impersonare gli abitanti del Canton Uri. Da quell'episodio nacque spontaneamente il nome "Urani", destinato a rimanere fino ai giorni nostri. Una denominazione nata quasi per gioco, ma che nel tempo sarebbe diventata parte integrante della storia cittadina.
Da allora il Gruppo non si è limitato a organizzare le feste estive.
Per decenni gli Urani hanno cucinato il tradizionale risotto di Carnevale, partecipato attivamente alla vita dei rioni cittadini, promosso iniziative popolari e sostenuto innumerevoli attività benefiche e solidali a favore della comunità. Un impegno che, accanto ai momenti di festa, ha contribuito a rafforzare quel senso di appartenenza e di servizio che rappresenta uno degli aspetti più preziosi del volontariato locale. Generazioni diverse si sono succedute, ma lo spirito è rimasto immutato: lavorare insieme affinché la comunità possa ritrovarsi, condividere, aiutarsi e crescere attraverso i valori della solidarietà.
Anche i luoghi cambiano, mentre i valori restano.
Per moltissimi anni il cuore delle manifestazioni estive è stato il parco del Boffalorino. Successivamente, grazie all'impegno dei volontari e al sostegno di tante persone vicine all'associazione, il Gruppo ha potuto acquistare e recuperare l'ex Grotto Grütli, trasformandolo nell'attuale Casa Urani.
Non si è trattato soltanto del recupero di uno stabile storico, ma della volontà di creare un luogo aperto alla collettività. Oggi la Casa Urani ospita eventi durante tutto l'anno ed è messa a disposizione di enti e associazioni del Mendrisiotto come spazio di incontro e di condivisione. È un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Da domani, venerdì 17 luglio, questo luogo tornerà ad animarsi con l'edizione 2026 delle Feste Boff… al Penz.
Ogni sera, a partire dalle 19.00, saranno in funzione la griglia e la ricca buvette, accompagnate da un programma che alterna musica dal vivo, DJ set, tombole e momenti conviviali.
L'apertura sarà affidata a DJ Drillo, insieme allo storico "Spaccamese" del Bar Manhattan, una formula ormai conosciuta dagli appassionati della vita notturna chiassese.
Per Chiasso TV, la serata di sabato 18 luglio avrà naturalmente un sapore particolare.
Dietro la consolle ci sarò io con "La Baléra da Ciass", una serata dedicata a chi ama ancora ballare sulle grandi melodie che hanno accompagnato diverse generazioni. Il viaggio musicale attraverserà gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, senza dimenticare il liscio tradizionale e i più popolari balli di gruppo, con l'obiettivo di creare un'atmosfera allegra e inclusiva, nella quale giovani e meno giovani possano condividere la stessa pista da ballo. Al termine della serata sarà poi la volta del DJ Set di DJ Luis.
Il programma proseguirà domenica con la proiezione della finale dei Mondiali di calcio 2026, mentre nelle settimane successive non mancheranno due appuntamenti particolarmente attesi dagli appassionati: la tombola organizzata dall'Hockey Club Chiasso e quella del Football Club Chiasso.
La musica dal vivo accompagnerà anche le serate successive. Venerdì 24 luglio salirà sul palco Luca Macciacchini, artista varesotto conosciuto per la sua capacità di unire canzone d'autore, teatro e ironia, dando vita a spettacoli che alternano leggerezza e riflessione. Il giorno seguente sarà la volta dei CC Trio, formazione apprezzata nelle feste popolari del Cantone per un repertorio che spazia dai classici italiani ai brani da ballo più conosciuti.
Il 30 luglio la tradizionale Festa Anziani sarà accompagnata dalla Bandella di Tremona, mentre il 31 luglio toccherà ai New BossHogg, prima del karaoke con DJ Mauj.
La manifestazione si concluderà sabato 1° agosto, quando la Festa per il Natale della Patria sarà celebrata, come ogni anno ormai da decenni, con l'accompagnamento dell'Orchestra Molinari, chiudendo idealmente un percorso che, ancora una volta, avrà unito divertimento, amicizia e senso di appartenenza.
Forse è proprio questa la forza del Gruppo Urani. In un mondo che cambia rapidamente, continua a fare ciò che fa da quasi un secolo: mettere le persone attorno a un tavolo, creare occasioni d'incontro, offrire qualche ora di serenità e dimostrare che il volontariato non è soltanto organizzazione, ma soprattutto relazione umana. È un patrimonio fatto di tempo, passione e disponibilità che passa di generazione in generazione senza perdere il proprio valore.
In un'epoca in cui spesso si parla della difficoltà di coinvolgere nuove persone nella vita associativa, gli Urani dimostrano che esistono ancora realtà capaci di trasmettere entusiasmo, continuità e spirito di servizio.
Novantaquattro anni dopo quel gruppo di giovani che, quasi per caso, scelse di rappresentare il Canton Uri durante una rappresentazione del Guglielmo Tell, lo spirito è rimasto sorprendentemente lo stesso.
Cambiano le generazioni, cambiano i luoghi, cambia perfino il nome della festa. Quello che non cambia è la voglia di creare occasioni di incontro, di offrire qualche ora di serenità, di fare solidarietà e di ricordare che una comunità vive davvero quando le persone decidono di costruire qualcosa insieme.
Ed è forse proprio questo il significato più autentico delle Feste Boff… al Penz.
Non soltanto un appuntamento dell'estate chiassese, ma una tradizione che continua a scrivere, anno dopo anno, nuove pagine della storia della nostra città.