Il cantiere del nuovo Centro professionale tecnico del settore tessile, destinato a diventare il nuovo polo cantonale della formazione nella moda e nell'abbigliamento a Chiasso, torna al centro dell'attenzione politica. Il deputato della Lega dei Ticinesi Stefano Tonini, insieme ai cofirmatari Matteo Quadranti, Andrea Rigamonti, Roberto Ostinelli, Giovanni Capoferri, Ivo Durisch e Raffaella Zucchetti, ha infatti depositato un'interrogazione al Consiglio di Stato chiedendo di fare piena luce sulla situazione dell'opera.
Secondo quanto riportato nel testo parlamentare, il progetto rappresenta un investimento strategico per il Cantone Ticino. La nuova struttura sorgerà nel comparto della stazione FFS di Chiasso e riunirà sotto un unico tetto la Scuola d'arti e mestieri della sartoria e la Scuola specializzata superiore di abbigliamento e design della moda, oggi distribuite tra Viganello e Biasca. L'intervento comprende inoltre la realizzazione di un'autorimessa Park&Rail ed è sostenuto principalmente dal Cantone, con la partecipazione del Comune di Chiasso per la parte relativa ai posteggi. Il costo complessivo previsto ammonta a circa 68 milioni di franchi.
L'interrogazione prende spunto dalle notizie relative a un sostanziale rallentamento del cantiere registrato dalla metà di maggio 2026. La spiegazione finora resa pubblica dalla Sezione della logistica del Dipartimento delle finanze e dell'economia parla di verifiche tecniche e della temporanea sospensione di alcune lavorazioni per approfondire aspetti emersi durante l'esecuzione dell'opera. Per i firmatari, tuttavia, tali indicazioni non consentono di comprendere con sufficiente precisione la natura delle criticità riscontrate né le possibili conseguenze sui tempi e sui costi del progetto.
Una parte importante dell'interrogazione riguarda proprio le cause dello stop. I deputati chiedono se le verifiche siano riconducibili a problemi progettuali, a questioni costruttive oppure a elementi legati alla particolare posizione del cantiere, situato nelle immediate vicinanze dell'infrastruttura ferroviaria internazionale. Tra gli aspetti citati figurano eventuali problematiche relative alla sicurezza, alle vibrazioni, alla logistica di cantiere o a vincoli tecnico-autorizzativi. Viene inoltre domandato se siano stati coinvolti formalmente le FFS, specialisti esterni o altri enti competenti.
L'altro grande tema affrontato riguarda la sostenibilità finanziaria dell'opera. L'interrogazione chiede infatti al Governo di chiarire se il rallentamento possa tradursi in un aumento dei costi, in un superamento del credito già approvato dal Gran Consiglio oppure nella necessità di richiedere nuovi finanziamenti. I firmatari vogliono sapere se il preventivo di circa 68 milioni di franchi sia ancora considerato valido, se siano già emersi rincari o extracosti e se la voce destinata alle riserve e agli adeguamenti di prezzo sia ancora ritenuta sufficiente.
Particolare attenzione viene riservata anche all'autorimessa interrata prevista dal progetto. Poiché il messaggio governativo stabilisce che il costo definitivo della componente di competenza comunale sarà determinato a consuntivo, i deputati chiedono di chiarire se tale impostazione possa comportare maggiori oneri anche per la quota finanziata dal Cantone.
Complessivamente l'interrogazione si articola in 15 domande, attraverso le quali il Consiglio di Stato viene invitato a precisare quando sia stato informato del rallentamento del cantiere, quali siano oggi le prospettive per la ripresa dei lavori, se resti confermata la consegna dell'opera nel 2028 e con quali modalità intenda eventualmente affrontare possibili incrementi di spesa. Tra le richieste figura anche quella di un aggiornamento ufficiale al Gran Consiglio sullo stato del progetto e sui rischi finanziari eventualmente emersi.
L'iniziativa parlamentare non formula conclusioni sulle cause del rallentamento, ma punta a ottenere dal Governo un quadro dettagliato della situazione, ritenendo che un investimento pubblico di questa portata richieda la massima trasparenza sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello finanziario. Saranno ora le risposte del Consiglio di Stato a chiarire se il rallentamento rappresenti un semplice contrattempo operativo oppure il segnale di criticità destinate ad avere ripercussioni più ampie sul progetto.
Le 15 domande rivolte al Consiglio di Stato
Nell'interrogazione, i deputati chiedono al Governo di rispondere ai seguenti quesiti:
1) Da quando il Consiglio di Stato e i Dipartimenti competenti sono a conoscenza dell’interruzione o del forte rallentamento del cantiere del nuovo CPT del settore tessile?
2) Qual è il motivo preciso dello stop dei lavori e quali verifiche tecniche sono attualmente in corso?
3) La sospensione concerne l’intero cantiere oppure solo determinate lavorazioni o specifiche fasi esecutive?
4) Sono emerse criticità direttamente o indirettamente collegate alla vicinanza della linea ferroviaria internazionale o ad altre infrastrutture ferroviarie presenti nel comparto?
5) In relazione a tali eventuali criticità, sono stati coinvolti formalmente FFS, specialisti esterni o altri enti tecnici competenti?
6) Quali sono oggi i tempi previsti per la ripresa completa del cantiere e il Consiglio di Stato conferma ancora la consegna dell’opera nel 2028?
7) Il fermo di cantiere fin qui registrato ha già comportato o rischia di comportare ritardi rispetto al cronoprogramma iniziale approvato dal Cantone?
8) Il Consiglio di Stato può confermare se il costo complessivo del progetto, oggi indicato in circa 68 milioni di franchi, resta attuale oppure se sono già emersi scostamenti, rincari o extracosti?
9) Le verifiche tecniche in corso e il rallentamento del cantiere fanno temere un superamento del credito di costruzione approvato dal Gran Consiglio nel maggio 2024?
10) Il Consiglio di Stato dispone già di stime aggiornate o di scenari interni relativi a possibili aumenti dei costi complessivi del CPT e dell’autorimessa?
11) La voce di riserva/rincaro prevista nel quadro economico del progetto è ancora ritenuta sufficiente alla luce dell’attuale situazione di cantiere?
12) In relazione all’autorimessa interrata, il Consiglio di Stato può chiarire se la dicitura secondo cui l’importo definitivo scaturirà dai costi a consuntivo implichi la possibilità concreta di maggiori oneri anche per la componente di spesa cantonale?
13) Qualora emergessero extracosti, con quali modalità il Consiglio di Stato intende procedere: mediante assorbimento nei crediti esistenti, ridimensionamento di parti del progetto oppure richiesta di un credito supplementare al Gran Consiglio?
14) L’attuale stop può incidere anche sulle spese di progettazione, direzione lavori, coordinamento tecnico o altre voci del preventivo generale?
15) Il Consiglio di Stato intende informare il Gran Consiglio con un aggiornamento ufficiale sullo stato del cantiere, sulle cause della sospensione, sui rischi finanziari e sulle eventuali conseguenze per il credito già approvato?