Cinque solisti di primo piano, provenienti dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dalla Tonhalle Orchester di Zurigo, chiuderanno domenica 6 settembre la stagione 2026 dei Concerti dei Serviti. Nel Chiostro di Mendrisio un percorso da Rossini a Bizet e Gershwin, fino alle grandi colonne sonore di Morricone e Rota.
Sarà un viaggio attraverso quasi due secoli di musica, capace di portare nello spazio raccolto di un quintetto di fiati i colori dell’opera, della musica americana e del grande cinema. Domenica 6 settembre 2026, alle ore 21, il Chiostro dei Serviti di Mendrisio ospiterà l’ultimo appuntamento della stagione 2026 dei Concerti dei Serviti.
Protagonista della serata sarà un quintetto decisamente fuori dall’ordinario, composto da musicisti che occupano ruoli di primo piano in due fra le più prestigiose istituzioni orchestrali europee.
Sul palco saliranno Andrea Oliva al flauto, Francesco Di Rosa all’oboe, Calogero Palermo al clarinetto, Andrea Zucco al fagotto e Guglielmo Pellarin al corno.
Oliva, Di Rosa, Zucco e Pellarin sono prime parti soliste dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, mentre Palermo è primo clarinetto della Tonhalle Orchester di Zurigo. Alle spalle hanno esperienze e collaborazioni con alcune delle maggiori orchestre internazionali, tra cui Berliner Philharmoniker, Chamber Orchestra of Europe, Lucerne Festival Orchestra, Orchestre National de France e Orchestra del Teatro alla Scala.
Cinque strumenti con i colori di un’orchestra
Il titolo scelto per presentare la serata ne sintetizza bene lo spirito: “Dall’opera al grande schermo: il fascino dell’orchestra in cinque strumenti”.
Flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno costituiscono infatti una delle formazioni classiche della musica da camera. Il quintetto di fiati può essere considerato, per questa famiglia di strumenti, una sorta di equivalente del quartetto d’archi: cinque timbri profondamente differenti che, combinandosi, permettono di ottenere una sorprendente varietà di colori.
Una caratteristica che diventa particolarmente interessante quando il repertorio scelto nasce originariamente per organici molto più ampi. Il programma mendrisiense metterà infatti alla prova proprio questa capacità: far percepire l’energia e la ricchezza dell’orchestra attraverso appena cinque strumenti.
Dal “Barbiere” alla Carmen
Il viaggio partirà dall’Ottocento italiano con Giulio Briccialdi e la sua Fantasia su Il Barbiere di Siviglia, pagina virtuosistica costruita sulle celebri melodie dell’opera rossiniana.
Si passerà quindi in Francia con Georges Bizet e la Carmen Suite, attraverso alcune delle atmosfere più riconoscibili e popolari del repertorio operistico europeo.
Un ulteriore cambio di scenario porterà il pubblico oltreoceano con George Gershwin e una Suite da Porgy and Bess. Nell'opera del compositore americano confluiscono tradizione classica, jazz, blues e spiritual, creando quel linguaggio immediatamente riconoscibile che ha fatto di Gershwin una delle figure musicali più originali del Novecento.
Poi si accendono le immagini del cinema
Nella seconda parte della serata il rapporto fra musica e immagine diventerà protagonista.
Il percorso inizierà con Ezio Bosso e la Quo Vadis Baby Suite, per arrivare quindi a uno dei compositori che più profondamente hanno segnato l'immaginario cinematografico del Novecento: Ennio Morricone.
Il quintetto proporrà musiche tratte da The Mission e C’era una volta in America, due partiture molto diverse ma accomunate dalla straordinaria capacità di Morricone di trasformare la colonna sonora in una componente narrativa autonoma, capace di sopravvivere al film e di entrare nella memoria collettiva.
La conclusione sarà affidata a Nino Rota, altro gigante italiano della musica cinematografica. Tre i mondi evocati: Amarcord, nato dal lungo sodalizio artistico con Federico Fellini, Il Padrino di Francis Ford Coppola e Il Gattopardo di Luchino Visconti.
Tre film, tre atmosfere e tre pagine musicali diventate praticamente inseparabili dalle immagini per le quali furono concepite.
Una chiusura nel cuore storico di Mendrisio
A rendere particolare il concerto contribuirà naturalmente anche la cornice del Chiostro dei Serviti, dove musica e architettura tornano a incontrarsi per l'ultimo appuntamento della stagione.
In caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli, il concerto non sarà annullato ma verrà trasferito nella vicina Chiesa di San Giovanni.
Biglietto: CHF 30.–, tariffa unica Ingresso gratuito: fino ai 14 anni
Prevendita:
prenota.mendrisio.ch Informazioni: Museo d’arte Mendrisio – Concerti dei Serviti Telefono: +41 (0)58 688 33 50 E-mail: museo@mendrisio.ch