Tremona, il Medioevo rivive per i più giovani

Scritto il 02/09/2026
da team.redazione


Realtà aumentata, archeologia e un nuovo percorso KIDS saranno al centro delle Giornate europee del patrimonio del 12 e 13 settembre. Il Parco archeologico di Tremona propone un fine settimana dedicato a bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, per scoprire come si viveva in un villaggio medievale e perché conservarne le tracce significa proteggere una parte della nostra storia.

Come si racconta a un ragazzo la vita di persone scomparse da secoli? A Tremona la risposta passa anche attraverso la tecnologia.
Sabato 12 e domenica 13 settembre il Parco archeologico parteciperà alle Giornate europee del patrimonio 2026 con un programma rivolto in particolare ai più giovani, nel quale archeologia, storia e realtà aumentata si incontreranno per trasformare la visita al sito in una vera esperienza nel passato.
Il tema scelto quest’anno per le Giornate europee del patrimonio è “In pericolo?”: un invito a riflettere non soltanto sui rischi ai quali è esposto il patrimonio culturale, ma anche sugli strumenti che possono permettere di conservarlo e trasmetterne la conoscenza alle nuove generazioni.
Ed è proprio su queste ultime che Tremona ha deciso di puntare.

Dieci anni del Parco e un percorso pensato per i ragazzi

L'iniziativa sarà anche l'occasione per scoprire il nuovo percorso KIDS in realtà aumentata, introdotto quest'anno dalla Città di Mendrisio in occasione dei dieci anni dall'apertura del Parco e realizzato in collaborazione con l'archeologa e mediatrice culturale Ilaria Verga.
Attraverso gli appositi occhiali, bambini e ragazzi potranno osservare il sito archeologico andando oltre ciò che oggi rimane materialmente visibile.
Le strutture e i reperti diventano così il punto di partenza per ricostruire virtualmente ambienti e situazioni e immaginare più concretamente come potesse presentarsi il villaggio medievale e quale fosse la vita quotidiana dei suoi abitanti.
La tecnologia, in questo caso, non sostituisce l'archeologia: diventa piuttosto uno strumento per renderne comprensibili i risultati anche a chi si avvicina per la prima volta alla storia del territorio.

Sabato, un viaggio nel tempo

Il programma prenderà il via sabato 12 settembre.
Alle 10.30 e alle 16.00, bambini e ragazzi accompagnati da un adulto potranno partecipare alla visita del Parco utilizzando gratuitamente gli occhiali di realtà aumentata e sperimentando il nuovo percorso KIDS.
Ogni visita durerà circa un'ora e 45 minuti e potrà accogliere al massimo 15 partecipanti.
Alle 14.30, nella sala didattica dell'Infopoint, sarà invece proposta l'attività formativa “Un villaggio medievale in pericolo”, condotta da Ilaria Verga.
Il punto di partenza sarà proprio l'abbandono dell'antico insediamento di Tremona.
Muri, oggetti e reperti apparentemente silenziosi possono infatti conservare informazioni sulla comunità che abitò questi luoghi. Attraverso il lavoro degli archeologi, i partecipanti scopriranno come quelle tracce possano essere interpretate e trasformate in una narrazione capace di riportare alla luce aspetti della vita di un villaggio scomparso.
L'attività durerà circa un'ora e 15 minuti, sarà limitata a 20 partecipanti e si concluderà con una piccola merenda.

Domenica con l'archeologa

Il programma continuerà domenica 13 settembre, con due visite previste alle 10.30 e alle 15.00, questa volta accompagnate direttamente dall'archeologa Ilaria Verga.
Anche in questa occasione saranno utilizzati gli occhiali di realtà aumentata e il percorso KIDS.
L'esperienza permetterà ai ragazzi di esplorare il sito archeologico affiancati da chi può aiutarli a leggere ciò che resta sul terreno e, contemporaneamente, osservare attraverso la ricostruzione digitale come poteva apparire il villaggio nel Medioevo.
Le visite domenicali avranno una durata di circa due ore e 30 minuti, saranno riservate a un massimo di 15 partecipanti per turno e termineranno con una piccola merenda.

Un patrimonio costruito anche dal volontariato

Dietro il Parco archeologico di Tremona c'è però una storia che precede di molto gli strumenti digitali.
La realtà che oggi può essere visitata è infatti legata all'importante lavoro svolto dall'ARAM e dai numerosi volontari che per decenni hanno partecipato agli scavi, recuperando reperti e contribuendo progressivamente alla ricostruzione della storia del luogo.
Il progetto è sostenuto finanziariamente dalla Città di Mendrisio, in collaborazione con Ufficio Beni Culturali, ARAM, Patriziato di Tremona e Organizzazione Turistica Regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio.
Un lavoro nel quale ricerca archeologica, impegno del territorio e, oggi, nuove tecnologie finiscono per incontrarsi attorno allo stesso obiettivo: impedire che ciò che è stato riportato alla luce torni, questa volta culturalmente, a scomparire.