Un caso di tentato furto e danneggiamento riportato dalla stampa riapre in Ticino una questione concreta: cosa succede quando chi provoca un danno non dispone dei mezzi per risarcire la vittima? I deputati leghisti Stefano Tonini e Raffaella Zucchetti chiedono al Consiglio di Stato dati, chiarimenti sulle coperture assicurative e sulle responsabilità economiche.
Un episodio riportato nei giorni scorsi dalla stampa ticinese diventa ora oggetto di un’interrogazione parlamentare depositata il 14 settembre 2026 dal deputato della Lega dei Ticinesi Stefano Tonini, primo firmatario, insieme alla deputata Raffaella Zucchetti.
Il titolo scelto dai due parlamentari sintetizza la questione: «Prima il danno, poi anche il conto? Chi tutela le vittime?».
Secondo quanto richiamato nell’interrogazione, una cittadina avrebbe subito il danneggiamento del proprio scooter durante un tentativo di furto che sarebbe stato commesso da un richiedente l’asilo ospitato in una struttura presente sul territorio. La donna avrebbe inoltre denunciato la sottrazione di alcuni oggetti e riferito di essere stata minacciata.
Gli stessi interroganti precisano che spetterà alle autorità competenti accertare fatti e responsabilità. Ma, sostengono, il caso pone una domanda che va oltre il singolo episodio.
Chi paga quando il responsabile non ha mezzi?
Il punto centrale riguarda infatti il risarcimento.
Secondo quanto riportato dalla stampa e ripreso nell’atto parlamentare, non esisterebbe un meccanismo generale attraverso il quale la Confederazione subentri automaticamente nei debiti di un richiedente l’asilo insolvibile. Nemmeno lo Stato sarebbe automaticamente responsabile dei danni provocati.
Si potrebbe quindi creare una situazione paradossale: la vittima subisce un reato, affronta le conseguenze materiali e personali dell’accaduto e, qualora il responsabile non disponga di patrimonio, reddito o di un’adeguata copertura assicurativa, rischia di dover sopportare almeno una parte del danno economico.
È proprio su questo meccanismo che Tonini e Zucchetti chiedono chiarezza al Governo.
Tra le dodici domande rivolte al Consiglio di Stato figura innanzitutto quella relativa alle coperture assicurative previste per i richiedenti l’asilo ospitati nelle strutture ticinesi, e in particolare all'eventuale esistenza di una responsabilità civile per i danni provocati a terzi.
I deputati chiedono inoltre se esistano, a livello cantonale o federale, fondi, garanzie, assicurazioni o altri strumenti che permettano alla vittima di ottenere un risarcimento quando il responsabile risulta privo dei mezzi necessari.
Richiesti i dati degli ultimi cinque anni
L’interrogazione non si limita però al caso specifico.
Il Governo viene invitato a indicare quanti episodi di furto, tentato furto, danneggiamento, minaccia, aggressione o altri reati abbiano coinvolto richiedenti l’asilo presenti nelle strutture ticinesi negli ultimi cinque anni, possibilmente suddividendo i dati per anno e per tipologia di reato.
Viene inoltre chiesto quante delle persone coinvolte fossero già note alle autorità per precedenti comportamenti problematici o penalmente rilevanti.
Un altro punto riguarda direttamente le conseguenze economiche: quanti danni provocati negli ultimi cinque anni sarebbero stati effettivamente risarciti e quanti sarebbero invece rimasti, integralmente o parzialmente, a carico delle vittime o delle loro assicurazioni?
Nel caso in cui questi dati non vengano oggi raccolti, Tonini e Zucchetti chiedono al Consiglio di Stato se non ritenga opportuno introdurre uno specifico sistema di monitoraggio.
Le misure per i casi ripetuti
L’interrogazione affronta anche il tema delle persone che si rendono ripetutamente protagoniste di reati, danneggiamenti o altri comportamenti problematici.
I parlamentari chiedono quali misure possano essere adottate e quali possibilità esistano, nel rispetto del diritto federale, per procedere a trasferimenti, allontanamenti o provvedimenti più restrittivi.
Viene inoltre chiesto come avvenga lo scambio di informazioni tra Cantone, Confederazione, Segreteria di Stato della migrazione, Polizia cantonale, Polizie comunali e gestori delle strutture quando una persona ospitata manifesta ripetutamente comportamenti problematici.
Il Consiglio di Stato dovrà infine esprimersi su una questione più generale: gli strumenti attualmente disponibili sono sufficienti per tutelare la popolazione e, soprattutto, chi subisce concretamente un danno?
«Accogliere chi ne ha diritto, ma rispettare le regole»
Nella parte conclusiva dell’interrogazione, i firmatari riconoscono che la politica dell’asilo è materia complessa e che numerose competenze appartengono alla Confederazione.
Rivendicano però la necessità di affrontare anche le conseguenze concrete che si manifestano sul territorio.
Il principio espresso dai due deputati è che l’accoglienza di chi ne ha diritto, prevista dalle leggi, debba procedere insieme al rispetto delle regole da parte di chi vive sul territorio.
Ed è soprattutto sul piano della tutela delle vittime che l’interrogazione chiede una risposta politica.
Perché la domanda, al di là del singolo episodio che dovrà essere accertato dalle autorità, rimane estremamente semplice: quando il responsabile di un danno non è in grado di pagare, chi risarcisce concretamente chi quel danno lo ha subito?
Sarà ora il Consiglio di Stato a dover chiarire quali strumenti esistano oggi in Ticino e se vi siano eventuali lacune sulle quali intervenire.
L’interrogazione chiede inoltre espressamente statistiche degli ultimi cinque anni, informazioni sulle coperture RC, sui possibili fondi di risarcimento, sulle misure per i recidivi e sul coordinamento tra Cantone, Confederazione, SEM e forze di polizia. La conclusione invita il Cantone, qualora emergano lacune, ad attivarsi anche presso la Confederazione.