Un autobus di Medici Senza Frontiere (MSF) con a bordo dieci membri dello staff umanitario è stato danneggiato a Gaza City in seguito a un attacco aereo israeliano contro un veicolo che si trovava a circa due metri di distanza. Un operatore di MSF è rimasto ferito.
È quanto riferisce Medici Senza Frontiere in un comunicato stampa diffuso il 14 settembre 2026, nel quale l’organizzazione precisa che l’episodio è avvenuto il giorno precedente, 13 settembre.
Secondo quanto riportato da MSF, l’autobus era chiaramente identificabile come mezzo dell’organizzazione e presentava sul tetto un grande adesivo con il simbolo di Medici Senza Frontiere. Nel comunicato, MSF accusa le forze israeliane di aver mostrato ancora una volta «un evidente disprezzo per la sicurezza del personale medico e umanitario».
Il racconto del medico a bordo
Nel comunicato viene riportata anche la testimonianza del dottor Awni Al Jaafarawi, medico di MSF presente sull’autobus al momento dell’attacco.
Al Jaafarawi racconta che il gruppo stava rientrando dopo un turno di 24 ore quando si è verificata l’esplosione. Il medico descrive un lampo improvviso, l’odore della polvere da sparo, le urla e i vetri infranti che sono entrati dal finestrino. Poco dopo si è reso conto che un’automobile vicina era stata colpita.
Il medico riferisce di aver controllato immediatamente se fosse rimasto ferito e poi le condizioni delle altre persone presenti. Nella sua testimonianza descrive anche la condizione quotidiana nella Striscia di Gaza, dove, afferma, il personale continua a lavorare sapendo che un attacco può provocare in pochi istanti feriti o vittime.
L’appello di Medici Senza Frontiere
Nel comunicato MSF sostiene che a Gaza nessun luogo è sicuro e richiama alla protezione dei civili, degli operatori sanitari e del personale umanitario.
L’organizzazione ribadisce inoltre che i mezzi medici e umanitari chiaramente identificati devono essere risparmiati dagli attacchi.
La fotografia allegata al comunicato mostra l’autobus indicato da MSF come il mezzo danneggiato nell’attacco del 13 settembre. Sul tetto è visibile il simbolo dell’organizzazione.