Martedì 22 settembre alla Biblioteca Salita dei Frati un incontro dedicato a Plinio Martini e alla rete di relazioni culturali costruita dallo scrittore valmaggese. Relatore Matteo Ferrari, con la moderazione di Roberto Garavaglia.
Ci sono amicizie che appartengono al passato, ma che continuano a parlare attraverso lettere, carteggi, appunti e documenti conservati negli archivi. È da questa prospettiva che nasce “Martini, Pozzi e gli altri. Amicizie di ieri negli archivi di oggi”, la conferenza in programma martedì 22 settembre 2026 alle ore 18.00 alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano.
Al centro dell'incontro c'è Plinio Martini, scrittore profondamente legato alla Valmaggia, e in particolare a Cavergno, il paese nel quale visse, insegnò e sviluppò gran parte della propria attività letteraria.
La storia proposta dalla conferenza parte dal 1951, quando un giovane Martini esordisce con Paese così, raccolta di poesie oggi poco conosciuta. L'anno successivo, ricordando quel primo passo nel mondo letterario, scrive una frase significativa: «Bisognava che mi togliessi dal mio isolamento». Il volantino della Biblioteca ricorda come Martini, allora giovane maestro elementare a Cavergno, riuscì negli anni successivi a costruire, pur restando nel proprio paese, una vasta rete di rapporti e amicizie letterarie.
Da Cavergno a una rete culturale molto più ampia
È forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell'incontro: comprendere come, in un'epoca nella quale le distanze pesavano ben più di oggi, un autore radicato in un piccolo paese valmaggese sia riuscito a inserirsi in una rete culturale che andava ben oltre i confini della valle.
Di quelle relazioni restano oggi numerose tracce negli archivi. Lettere e documenti consentono non soltanto di conoscere meglio la figura di Martini, ma anche di ricostruire una parte dell'ambiente culturale ticinese degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.
Tra gli incontri più significativi figura quello, avvenuto circa quindici anni dopo il suo esordio, con Giovanni Pozzi, critico, filologo e professore. Nel fondo Pozzi custodito proprio presso la Biblioteca Salita dei Frati sono conservate diverse testimonianze di quel rapporto. Secondo la presentazione dell'incontro, il caso Martini-Pozzi è emblematico ma non isolato: seguire gli scambi dello scrittore permette infatti di intravedere una trama culturale più ampia, capace di estendersi anche oltre il Ticino.
Matteo Ferrari racconta Martini attraverso le carte
A guidare il pubblico all'interno di questa rete di amicizie sarà Matteo Ferrari, docente al Liceo Lugano 2 e autore di numerosi contributi di critica letteraria.
Ferrari si è occupato a lungo dell'opera di Plinio Martini. Insieme a Mattia Pini ha curato nel 2017 per Casagrande un'edizione commentata de Il fondo del sacco e nel 2025 ha pubblicato uno studio sulla genesi del romanzo accompagnato da un'edizione critica. Ha inoltre curato due carteggi martiniani per l'Archivio Storico Ticinese: quello tra Plinio Martini ed Enrico Filippini e, più recentemente, quello tra Martini e Leonardo Sciascia.
La serata sarà moderata da Roberto Garavaglia.
Più che una semplice conferenza dedicata a uno scrittore, l'appuntamento offre quindi l'occasione per entrare nel lavoro degli archivi e osservare come documenti apparentemente privati — lettere, scambi personali, testimonianze di amicizia — possano diventare strumenti preziosi per comprendere un'intera stagione culturale.