ASILO, QUADRI CHIEDE DI ESCLUDERE I RICHIEDENTI DAL MAGHREB DALLA PROCEDURA

Scritto il 15/09/2026
da team.redazione


l consigliere nazionale Lorenzo Quadri presenta una mozione al Consiglio federale: Algeria, Marocco e Tunisia al centro della proposta. Alla base, il bassissimo tasso di protezione e i dati diffusi dalla SEM sulle persone registrate come imputate in procedimenti penali.

Una proposta destinata ad alimentare il dibattito sull’asilo e sulla sicurezza arriva dal consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, che ha presentato una mozione al Consiglio federale chiedendo di escludere dalla procedura d’asilo i richiedenti provenienti dai Paesi del Maghreb.
La richiesta si fonda sull’articolo 55 della Legge federale sull’asilo e parte da due dati: secondo quanto indicato nella mozione, circa il 99% delle domande provenienti dall’area considerata avrebbe esito negativo, mentre nel 2024 l’80,5% dei richiedenti provenienti dal Maghreb sarebbe stato registrato almeno una volta come imputato in un procedimento penale.
È proprio quest’ultimo dato a rappresentare uno degli elementi centrali dell’atto parlamentare.

Il dato dell’80,5%

La percentuale era emersa nelle scorse settimane da un’analisi interna della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ottenuta sulla base della Legge sulla trasparenza e successivamente diventata oggetto di dibattito politico.
Il dato si riferisce in particolare ai richiedenti provenienti da Algeria, Marocco e Tunisia che nel 2024 sono stati registrati almeno una volta come imputati o accusati nell’ambito di un procedimento penale, durante la procedura d’asilo o dopo una decisione negativa.
È su questa situazione che Quadri costruisce comunque una parte rilevante della motivazione politica della mozione, parlando di un problema di «delinquenza d’importazione» e sostenendo che la permanenza sul territorio di persone con prospettive praticamente nulle di ottenere protezione produrrebbe conseguenze sia sul piano della sicurezza sia su quello dei costi pubblici.

Nel 2025 oltre 3'600 domande

Secondo i dati riportati nell’atto parlamentare, nel 2025 Algeria, Marocco e Tunisia avrebbero generato complessivamente 3'642 domande d’asilo, delle quali 2'127 presentate da cittadini algerini.
Per Quadri, sottoporre queste richieste all’intero iter previsto dal sistema significa impegnare risorse amministrative e giudiziarie anche quando le possibilità di ottenere una protezione sono estremamente ridotte.
La mozione richiama inoltre la possibilità di ricorsi al Tribunale amministrativo federale e i tempi che possono derivarne, sostenendo che nel frattempo persone destinate con ogni probabilità a ricevere una decisione negativa continuano a rimanere sul territorio svizzero.

La Confederazione ha già introdotto la procedura di 24 ore

La questione dei richiedenti provenienti dal Nord Africa è in realtà già da tempo al centro della strategia della Confederazione.
Dal novembre 2023 la SEM aveva iniziato a sperimentare a Zurigo una procedura d’asilo di 24 ore per le domande provenienti da Paesi caratterizzati da un tasso di concessione dell’asilo particolarmente basso. Dalla primavera del 2024 il sistema è stato esteso alle regioni d’asilo e applicato in particolare ai richiedenti provenienti da Algeria, Marocco, Tunisia e Libia.
Lo scopo è concentrare in tempi molto brevi le principali fasi della procedura nei casi con scarse prospettive di successo, pur mantenendo la rappresentanza legale e le garanzie previste dalla procedura d’asilo.
La proposta di Quadri andrebbe quindi oltre l'accelerazione già introdotta dalla SEM: l’obiettivo della mozione è chiedere al Consiglio federale di utilizzare i poteri straordinari previsti dall’articolo 55 LAsi per arrivare all’esclusione dalla procedura d’asilo dei richiedenti provenienti dai Paesi del Maghreb.

Cosa prevede l’articolo 55

L’articolo 55 della Legge sull’asilo riguarda le cosiddette «circostanze eccezionali».
La norma stabilisce che, in periodi di grave tensione internazionale, in caso di conflitto armato nel quale la Svizzera non sia coinvolta oppure in presenza di un afflusso straordinario di persone in cerca d’asilo, il Consiglio federale può adottare le misure necessarie.
In particolare può, derogando alla legge, disciplinare in modo più restrittivo le condizioni per la concessione dell’asilo e lo statuto dei rifugiati e introdurre disposizioni procedurali speciali, informandone immediatamente l’Assemblea federale.
È su questa possibilità che Quadri basa la propria richiesta. La mozione sostiene che lo strumento debba essere utilizzato per impedire che il sistema ordinario venga appesantito da procedure che, secondo il consigliere nazionale, non presentano concrete prospettive di protezione.
La decisione politica spetterà ora alle Camere federali e, qualora la mozione venisse accolta, al Consiglio federale per quanto riguarda le modalità con cui dare seguito al mandato.
La questione posta dall’atto è netta: quando una categoria di domande presenta percentuali di accoglimento estremamente basse e contemporaneamente emergono dati particolarmente elevati sul coinvolgimento in procedimenti penali, è ancora giustificato sottoporla alla normale procedura d’asilo oppure occorre cambiare radicalmente sistema?
È su questa domanda che si aprirà ora il confronto politico a Berna.