Il dibattito sul possibile divieto del velo islamico nelle scuole pubbliche del Canton Zurigo potrebbe arrivare anche in piazza. MASS-VOLL! ha infatti annunciato di stare valutando l’organizzazione di una contromanifestazione per sabato 26 settembre, in concomitanza con una manifestazione già prevista sull’Europaplatz di Zurigo contro il progetto di vietare il velo nelle scuole pubbliche e nelle scuole dell’infanzia.
Secondo quanto riferito dal movimento in un comunicato inviato ai media, la manifestazione annunciata per le 16.30 vedrebbe tra i partecipanti anche Vera Çelik, consigliera comunale zurighese del Partito socialista.
La posizione espressa da MASS-VOLL! presenta due elementi distinti. Da una parte, il movimento dichiara di non sostenere un divieto statale del velo, sostenendo che debba spettare alla singola donna decidere cosa indossare. Dall’altra afferma di volersi opporre a quello che definisce «islam politico», distinguendolo dalla pratica religiosa privata e dalla libertà di culto.
Il presidente di MASS-VOLL!, Nicolas A. Rimoldi, sintetizza così la posizione del movimento: «no al divieto statale del velo e no all’islam politico». Nel comunicato, l’argomento viene presentato soprattutto come una questione di libertà individuale, che secondo MASS-VOLL! non dovrebbe essere limitata né dallo Stato né da pressioni di carattere religioso o politico.
La mozione approvata dal Parlamento zurighese
Alla base della discussione c’è la mozione 379/2025, presentata in seno al Gran Consiglio zurighese. Il 31 agosto il Parlamento cantonale l’ha trasmessa al Governo con 87 voti favorevoli, 82 contrari e 6 astensioni. Il testo chiede di vietare nelle scuole pubbliche e negli asili pubblici del Cantone l’uso, da parte di donne e ragazze, di indumenti che coprono il capo per motivi religiosi o ideologici.
Il voto parlamentare, tuttavia, non equivale all’entrata in vigore di un divieto. Il Governo cantonale deve ora elaborare una proposta accompagnata da rapporto e motivazioni; per farlo dispone di un termine di due anni. Soltanto le successive fasi legislative permetteranno quindi di conoscere contenuto preciso, limiti ed eventuali modalità di applicazione della futura normativa.
È proprio su questo passaggio che MASS-VOLL! prende una posizione particolare rispetto al dibattito: pur dichiarandosi contrario a ciò che definisce «islam politico», il movimento respinge contemporaneamente lo strumento del divieto generalizzato imposto dallo Stato.
Una contromanifestazione ancora da definire
Per il momento, quella di MASS-VOLL! resta comunque una possibilità e non un appuntamento definitivamente fissato. Il movimento riferisce di stare verificando gli aspetti organizzativi e giuridici di una possibile «contromanifestazione pacifica» per il 26 settembre, indicandone come temi patria, religione e identità. Luogo, orario e modalità dovrebbero essere comunicati soltanto al termine di queste verifiche.
Nel comunicato viene inoltre chiamato direttamente in causa il Partito socialista, al quale MASS-VOLL! domanda dove collochi il confine tra libertà religiosa e quello che il movimento definisce «islam politico». Si tratta, evidentemente, della posizione politica espressa da MASS-VOLL! e non di una qualificazione neutra delle persone o delle organizzazioni coinvolte nella manifestazione.
La giornata del 26 settembre potrebbe quindi diventare un ulteriore momento pubblico di confronto su una questione che, dopo il voto del Parlamento cantonale, rimane aperta sia sul piano politico sia su quello legislativo.