Consentire ai Cantoni di fissare un numero massimo di psicoterapeuti psicologici autorizzati a fatturare le proprie prestazioni all’assicurazione malattia obbligatoria. È quanto chiede il consigliere nazionale Lorenzo Quadri con una mozione indirizzata al Consiglio federale, motivata dal forte aumento dell’offerta e dei costi registrato dopo l’introduzione del modello di prescrizione.
Dal luglio 2022 gli psicoterapeuti psicologici possono fatturare direttamente all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) le prestazioni effettuate sulla base di una prescrizione medica. Il nuovo sistema ha sostituito progressivamente il precedente modello della psicoterapia delegata.
Secondo Lorenzo Quadri, questa modifica avrebbe però prodotto un’espansione dell’offerta che richiede ora nuovi strumenti di regolazione.
La mozione presentata dal consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi chiede quindi al Consiglio federale di proporre una modifica della LAMal che permetta ai Cantoni di stabilire numeri massimi anche per gli psicoterapeuti psicologici e per le relative organizzazioni autorizzate a fatturare all’AOMS.
Un meccanismo analogo esiste già per determinate categorie di medici attraverso l’articolo 55a della LAMal.
Più psicoterapeuti dopo il cambio di sistema
Nella motivazione della mozione vengono messi a confronto diversi dati relativi all’evoluzione dell’offerta.
Tra il 2022 e il 2025, secondo quanto riportato nel testo, il numero degli specialisti in psichiatria e psicoterapia sarebbe passato da 3'974 a 4'141, con una crescita del 4,2%. Gli specialisti in psichiatria e psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza sarebbero invece aumentati da 742 a 772, pari al 4%.
Molto più marcato, sempre secondo la mozione, sarebbe stato l’aumento delle strutture di psicoterapia psicologica dotate di un numero di concordato ZSR attivo: da 2'437 nel terzo trimestre del 2022 a 5'374 nel secondo trimestre del 2024, quindi più del doppio.
Quadri richiama in particolare la situazione ticinese, sostenendo che nel Cantone sia cresciuto sensibilmente il numero di professionisti provenienti dall’Italia e che il consumo pro capite di prestazioni psicoterapeutiche sia superiore di oltre il 50% alla media nazionale.
Sono elementi sui quali il consigliere nazionale invita a interrogarsi anche sotto il profilo dell’appropriatezza delle prestazioni erogate.
Costi passati da 528 a 922 milioni
Il capitolo economicamente più rilevante riguarda l’evoluzione della spesa.
I dati dell’Osservatorio svizzero della salute indicano che i costi della psicoterapia psicologica a carico dell’assicurazione obbligatoria sono passati da circa 528 milioni di franchi nel 2021 a circa 922 milioni nel 2024.
L’aumento medio annuo è stato del 20,4%.
Il rapporto Obsan precisa tuttavia che la crescita non può essere attribuita a una sola causa. Una parte deriva dagli effetti tariffari, dalla crescita demografica e dalla tendenza già esistente negli anni precedenti. Per la quota restante vengono considerate anche altre possibili spiegazioni, tra cui il trasferimento di costi precedentemente sostenuti direttamente dai pazienti o dalle assicurazioni complementari e un maggiore ricorso alle cure favorito dalla riduzione degli ostacoli finanziari all’accesso alla psicoterapia.
La crescita della spesa, dunque, è documentata; più complessa rimane l’interpretazione delle sue cause.
Il riferimento alle rendite AI dei giovani
Nella mozione Quadri collega il tema anche all’aumento delle nuove rendite AI riconducibili a disturbi psichici tra i più giovani.
Nel testo si fa riferimento a circa 2'800 nuove rendite assegnate nel 2025 a persone tra i 18 e i 24 anni, delle quali circa il 70% legate a disturbi psichici.
Su questo punto il consigliere nazionale pone una domanda esplicitamente politica: se tutte queste nuove rendite siano effettivamente giustificate e se l’evoluzione complessiva del settore non richieda un maggiore controllo.
Il dato sulle rendite e il giudizio sulla loro possibile giustificazione restano però due piani distinti: il primo riguarda l’evoluzione statistica dell’AI, il secondo rappresenta la valutazione espressa dal promotore della mozione.
La richiesta: più potere ai Cantoni
La proposta non prevede un numero massimo nazionale di psicoterapeuti e non chiede di limitare direttamente il diritto dei pazienti ad accedere alle cure.
L’obiettivo è invece fornire ai Cantoni uno strumento con il quale intervenire sull’offerta, introducendo la possibilità di fissare tetti alle autorizzazioni a fatturare a carico dell’AOMS, sul modello di quanto già previsto dalla legislazione federale per alcune categorie mediche.
La questione destinata a entrare nel dibattito politico sarà quindi quella dell’equilibrio tra controllo dei costi, disponibilità delle prestazioni e accesso alle cure psicologiche, in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una trasformazione profonda sia nel modello di finanziamento sia nelle dimensioni dell’offerta.