Chiasso, il teatro racconta libertà, identità e coraggio

Scritto il 09/10/2026
da team.redazione


Tre donne, tre storie molto diverse e un interrogativo comune: quanto siamo davvero liberi di scegliere chi essere e come vivere? 

È da questa domanda che prende forma Cuori liberi cuori felici, la rassegna del Cinema Teatro di Chiasso che, tra ottobre e dicembre, porta sul palcoscenico vicende di emancipazione, ricerca della propria identità e riconoscimento dei diritti.
Accanto alla rassegna, il programma autunnale propone teatro, musica, danza e occasioni di riflessione, con un'attenzione particolare anche alla realtà culturale e sociale del nostro territorio.

Irene Bernasconi, una chiassese nell'Agro romano

Ad aprire Cuori liberi cuori felici, sabato 24 ottobre alle 20.30 e domenica 25 ottobre alle 17.00, sarà Il diario di Irene Bernasconi, dedicato a una figura femminile ancora poco conosciuta.
Nel 1915, mentre l'Europa era sconvolta dalla Prima guerra mondiale, la giovane Irene lasciò Chiasso per dirigere una «Casa dei bambini» nell'Agro romano, seguendo il metodo educativo Montessori.
Una scelta tutt'altro che scontata per una donna dell'epoca. In una realtà segnata dalla povertà, Irene Bernasconi decise di dedicarsi all'istruzione dei figli dei braccianti, portando una possibilità di crescita e riscatto in luoghi dove l'accesso all'educazione era tutt'altro che garantito.
La rappresentazione restituisce spazio a una storia che lega direttamente Chiasso a un'esperienza educativa e umana di particolare significato.
Domenica 25 ottobre, alle 19.00, è previsto anche l'incontro A tu per tu – 1915. Una maestra svizzera nella campagna romana, curato dalla giornalista Lucia Cuocci. Interverranno Irene Agnello, nipote di Irene Bernasconi, la ricercatrice pedagogista Martine Gilsoul e Lorenzo Cantatore, professore dell'Università Roma Tre.

Princesa, il diritto di essere sé stessi

Il secondo appuntamento della rassegna è fissato per sabato 28 novembre, alle 20.30, con Princesa.
Lo spettacolo ripercorre la vicenda di Fernanda Farias De Albuquerque, la cui storia ispirò anche una celebre canzone di Fabrizio De André.
Al centro del racconto vi sono il percorso di ricerca della propria identità, il desiderio di essere riconosciuti per ciò che si è e le difficoltà incontrate da chi non corrisponde alle aspettative e alle convenzioni sociali.
Il teatro diventa così uno spazio per affrontare questioni che vanno oltre la vicenda individuale: il riconoscimento, la dignità e la libertà di vivere la propria identità.
Alle 19.00, prima dello spettacolo, è in programma un incontro A tu per tu con Vladimir Luxuria, curato dalla giornalista Natascia Bandecchi, in collaborazione con l'Associazione Imbarco Immediato.

Quando il dolore delle donne non viene ascoltato

Mercoledì 2 e giovedì 3 dicembre, alle 20.30, la rassegna si concluderà con La donna si cura (kills the party), testo della drammaturga svizzera Julia Haenni, presentato in prima assoluta in lingua italiana.
La regia è affidata a Giulia Rumasuglia, con Anahì Traversi, Marta Malvestiti e Silvia di Cesare.
La vicenda parte da una situazione apparentemente semplice: una donna soffre di dolori al basso ventre e cerca una risposta medica. Consulta un primo medico, poi un secondo e un terzo. Nessuno riesce a risolvere il problema e, soprattutto, nessuno sembra prendere davvero sul serio il suo dolore.
Attraverso una scrittura contemporanea che alterna diverse voci, ironia e riflessione, lo spettacolo affronta il rapporto storico fra medicina, corpo femminile e sguardo maschile.
Una questione che invita a interrogarsi non soltanto sul passato, ma anche sull'importanza dell'ascolto e del riconoscimento dell'esperienza delle pazienti.

Manifica presenza, il teatro che nasce dal territorio

Tra gli appuntamenti di ottobre figura anche Manifica presenza, in programma martedì 27 ottobre alle 20.30.
La rappresentazione è proposta dalla compagnia Club'74, con la regia di Diego Willi Corna.
Lo spettacolo nasce da interrogativi che appartengono all'esperienza di tutti: quante volte ci siamo sentiti impotenti davanti alle difficoltà della vita? Quante parole avremmo voluto pronunciare e quante, invece, sarebbe stato meglio tacere?
Un percorso teatrale fatto di gesti, emozioni, relazioni e ricerca di significato.
Club'74 è una realtà legata all'omonima associazione presso l'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) di Mendrisio. La compagnia trasforma esperienze personali ed emozioni in un lavoro creativo condiviso, offrendo un esempio concreto di come il teatro possa diventare anche uno strumento di espressione e partecipazione.

Novembre tra Gaber, musica e memoria industriale

Il calendario del Cinema Teatro proseguirà il 10 novembre con Gaber – Mi fa male il mondo, interpretato da Neri Marcorè.
Il 14 novembre sarà la volta di Dance of the sun, con la Geneva Camerata, mentre il 22 novembre arriverà Mitsou, La Via Lattea è in festa!
Un capitolo particolare della programmazione è rappresentato dalla rassegna Entusiasmo d'acciaio, dedicata al mondo industriale e alle sue trasformazioni.
Si comincia il 5 novembre con Trasformazioni. Dall'industria al digitale, incontro a cura di Christian Marazzi, a ingresso libero.
Seguiranno Monteforno, di Sara Rossi Guidicelli, il 7 novembre; Mare di ruggine, produzione del Teatro Bellini di Napoli, il 18 novembre; ILVA Football Club, di Usine Baug e i Fratelli Maniglio, il 26 novembre; ed Entusiasmo – La Sinfonia del Donbass, di Dziga Vertov, il 27 novembre.
La programmazione segnala inoltre, per il 12 febbraio 2027, Tap Factory, spettacolo ideato da Vincent Pausanias.

Un teatro che invita anche a riflettere

Il filo che attraversa questi appuntamenti è la volontà di proporre al pubblico qualcosa che vada oltre il semplice intrattenimento.
Dalla storia di una maestra chiassese alle questioni legate all'identità personale, dal rapporto fra donne e medicina alle trasformazioni del lavoro industriale, il palcoscenico diventa un luogo dove osservare la società da prospettive differenti.
Non è necessario condividere ogni interpretazione proposta dagli spettacoli per cogliere il valore di queste occasioni: il teatro permette anche di confrontarsi con esperienze lontane dalle proprie, formulare domande e sviluppare nuove riflessioni.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di una stagione culturale: offrire al pubblico non soltanto storie da seguire, ma anche argomenti sui quali continuare a discutere una volta usciti dalla sala.