Quarantuno collaboratori coinvolti in una nuova ristrutturazione. Intanto, la società madre TX Group approva dividendi milionari e contabilizza compensi importanti per i propri vertici. I bilanci ufficiali raccontano una situazione economica più articolata di quanto possa suggerire il solo dato delle perdite operative. E la sciura Maria comincia a fare qualche domanda.
Il 5 ottobre 2026 Tamedia ha annunciato un nuovo piano di ristrutturazione che coinvolge 41 collaboratori e prevede la soppressione di 34 posti equivalenti a tempo pieno: 30 nell'attività giornalistica e quattro nella preparazione delle pagine per la stampa.
Le misure interessano le redazioni di Zurigo, Berna, Basilea, Losanna e Ginevra.
La conferma arriva direttamente dal comunicato ufficiale di Tamedia, pubblicato il 5 ottobre 2026.
La decisione giunge appena cinque giorni dopo la scadenza della moratoria sui licenziamenti negoziata nel 2024 con impressum, l'associazione professionale dei giornalisti svizzeri.
La reazione dell'organizzazione è stata durissima. impressum denuncia una successione di riduzioni del personale che rischia di indebolire il patrimonio professionale delle redazioni e chiede alla direzione di rinunciare ai tagli.
Secondo l'associazione, la progressiva perdita di competenze, conoscenze territoriali e capacità di verifica delle notizie rappresenta un problema non soltanto occupazionale, ma anche democratico .
Tamedia motiva invece la ristrutturazione con il cambiamento del mercato pubblicitario, la trasformazione digitale e la necessità di concentrare le risorse sulle attività considerate strategiche.
Motivazioni che meritano di essere considerate. Ma che non esauriscono la questione.
Perché quando un gruppo editoriale annuncia nuovi sacrifici, è legittimo domandarsi dove finiscano le risorse disponibili e quali priorità vengano assegnate alla loro distribuzione.
I conti della sciura Maria
La sciura Maria non ha studiato economia all'università. Ma quando deve far quadrare il bilancio di casa, una cosa la sa: prima di rinunciare a qualcosa di importante, controlla dove finiscono i soldi.
Abbiamo quindi esaminato il rapporto annuale 2025 di TX Group, il verbale dell'assemblea degli azionisti del 10 aprile 2026 e i documenti pubblicati dall'Ufficio federale delle comunicazioni.
Ne emerge un quadro che merita attenzione.
Fonte dei dati: TX Group, rapporto annuale 2025 ; verbale assemblea generale 2026 ; UFCOM, agevolazioni postali 2025.
Una perdita di 9,2 milioni. Ma quale perdita?
Tamedia ha effettivamente registrato nel 2025 una perdita operativa contabile di 9,2 milioni di franchi.
Il dato è corretto. Ma da solo non racconta tutta la situazione.
Il rapporto annuale 2025 di TX Group riporta infatti per Tamedia un risultato operativo prima degli ammortamenti (EBITDA) positivo per 10,2 milioni di franchi.
Nello stesso esercizio risultano contabilizzati 19,4 milioni di ammortamenti complessivi, di cui 18,2 milioni derivanti da precedenti acquisizioni aziendali.
Queste registrazioni incidono sul risultato economico, senza necessariamente comportare uscite di denaro nello stesso esercizio.
La perdita non è dunque inventata, né può essere considerata irrilevante. Ma sarebbe altrettanto scorretto interpretarla automaticamente come una perdita di liquidità.
La stessa società pubblica infatti un risultato operativo rettificato positivo di 11,5 milioni di franchi.
Anche nel primo semestre 2026 emerge questa distinzione: perdita operativa contabile di 5,2 milioni, ma risultato operativo rettificato positivo di 4,8 milioni.
Sono cifre riportate nei documenti finanziari ufficiali di TX Group (vedi link sopra).
Dividendi: oltre 41 milioni agli azionisti
La sciura Maria continua a sfogliare i documenti e trova un'altra cifra.
Il 10 aprile 2026 l'assemblea generale di TX Group ha approvato un dividendo di quattro franchi per azione, con il 99,95% dei voti rappresentati favorevoli.
La distribuzione prevista, considerando le azioni proprie detenute dalla società alla fine del 2025, ammontava a circa 41,1 milioni di franchi.
La decisione e l'importo figurano nel verbale ufficiale dell'assemblea, al punto 3 dell'ordine del giorno.
Naturalmente, distribuire dividendi è perfettamente lecito.
Occorre inoltre ricordare che TX Group comprende altre attività oltre a Tamedia. Non sarebbe corretto attribuire i dividendi ai soli risultati dell'azienda editoriale.
Nel 2025 il gruppo ha registrato un utile netto consolidato di 36,6 milioni di franchi, di cui 8,6 milioni attribuibili agli azionisti di TX Group e 28 milioni alle partecipazioni di terzi.
Sono grandezze diverse, che non vanno confuse.
Ma una domanda rimane: quando un gruppo distribuisce oltre 41 milioni di franchi ai propri azionisti, quali alternative vengono concretamente esaminate prima di ridurre ulteriormente gli organici delle redazioni?
Quasi otto milioni per i vertici
Il capitolo delle remunerazioni offre un altro elemento di riflessione.
Secondo il rapporto ufficiale sulle remunerazioni 2025, TX Group ha contabilizzato complessivamente 7'749'000 franchi per il consiglio d'amministrazione e la direzione esecutiva, includendo anche compensi spettanti a ex dirigenti.
All'interno di questa cifra figurano 1'822'000 franchi di remunerazione complessiva per la presidenza del gruppo e 1'083'000 franchi per il dirigente esecutivo maggiormente remunerato.
Si tratta di importi lordi complessivi, comprendenti anche contributi previdenziali, bonus, rimborsi e altre prestazioni. Non sono stipendi netti.
Le cifre sono pubblicate nel capitolo Compensation Report del rapporto annuale 2025, sottoposto a revisione.
Nessuna delle cifre individuali deve essere sommata una seconda volta al totale.
Non conosciamo invece quanti direttori di redazione, caporedattori e altri responsabili editoriali percepiscano stipendi superiori ai 120'000 franchi netti annui.
I documenti pubblici non permettono di ricostruire questo dato.
Rimane tuttavia legittimo domandarsi se, prima di procedere alla soppressione dei posti di lavoro, siano state considerate anche misure di contenimento delle remunerazioni più elevate e degli altri costi organizzativi.
Una domanda alla quale soltanto la direzione potrebbe dare una risposta documentata.
E ci sono anche i soldi della Confederazione
L'Ufficio federale delle comunicazioni pubblica ogni anno l'elenco dei beneficiari delle agevolazioni postali destinate alla stampa regionale e locale.
Abbiamo esaminato il prospetto ufficiale relativo al 2025 e sommato gli importi attribuiti a tredici testate pubblicate da società riconducibili a Tamedia.
Il risultato è 3'434'891.32 franchi.
Fra le testate beneficiarie figurano 24 heures, Tribune de Genève, Basler Zeitung, Berner Zeitung e Der Bund.
Il totale è ricavato direttamente dagli importi indicati nell'elenco federale.
È importante precisare che non si tratta di sovvenzioni dirette destinate al pagamento degli stipendi dei giornalisti, bensì di agevolazioni sulla distribuzione postale.
Dal 1° gennaio 2026, inoltre, il contributo federale destinato alla distribuzione ordinaria della stampa regionale e locale è aumentato da 30 a 40 milioni di franchi annui.
Questi strumenti di sostegno sono pensati per favorire la diffusione dei giornali e contribuire alla pluralità dell'informazione.
Non impediscono agli editori di riorganizzarsi, né comportano automaticamente l'obbligo di conservare ogni posto di lavoro.
Ma proprio perché sono finanziati con risorse pubbliche, è ragionevole interrogarsi sull'efficacia complessiva del sistema nel preservare un'informazione pluralista e sufficientemente radicata nei territori.
Il costo che non compare nei bilanci
Un giornalista non è soltanto una voce nella colonna delle spese.
È una persona che conosce il territorio, verifica documenti, segue le decisioni politiche, incontra le fonti e pone domande anche quando risultano scomode.
Ridurre gli organici può significare sottrarre tempo e competenze a queste attività.
impressum sostiene che le ripetute ristrutturazioni stiano progressivamente indebolendo il giornalismo svizzero e invita TX Group a valutare anche una diversa distribuzione delle risorse finanziarie.
I dati che abbiamo presentato non dimostrano, da soli, che i licenziamenti possano essere evitati.
I dividendi agli azionisti, le remunerazioni dei dirigenti e le agevolazioni pubbliche appartengono a capitoli economici differenti e non costituiscono necessariamente risorse immediatamente trasferibili alle redazioni.
Ma dimostrano che la discussione merita ben più di una semplice dichiarazione sulla necessità di contenere i costi.
La sciura Maria chiude il quaderno
La sciura Maria non pretende di insegnare agli amministratori di un grande gruppo editoriale come gestire un'impresa.
Ma una cosa vorrebbe capirla.
Se ci sono dividendi milionari, compensi dirigenziali importanti, agevolazioni pubbliche e un risultato operativo rettificato positivo, perché la riduzione delle redazioni dovrebbe rappresentare una scelta inevitabile?
Forse esistono spiegazioni economiche convincenti. Forse la ristrutturazione risponde a problemi strutturali che non possono essere risolti semplicemente spostando qualche cifra da una colonna all'altra.
Ma allora queste spiegazioni meritano di essere esposte con altrettanta chiarezza.
Perché i bilanci raccontano quanto costa un'impresa. Non sempre riescono a misurare quanto costa alla società perdere chi la informa.