Il Preventivo 2027 del Cantone Ticino presenta un disavanzo di 98,5 milioni di franchi. Ma è guardando agli anni successivi che le cifre assumono dimensioni ben più preoccupanti: secondo il Piano finanziario cantonale, il deficit potrebbe raggiungere i 460 milioni nel 2030. Di fronte a queste prospettive, la deputata Amalia Mirante, insieme ai colleghi Giovanni Albertini ed Evaristo Roncelli, chiede al Consiglio di Stato di spiegare perché le decisioni strutturali per il risanamento dei conti continuino a essere rinviate.
Un disavanzo destinato a crescere
Novantotto milioni e mezzo nel 2027, 236 milioni nel 2028, 411 milioni nel 2029 e 460 milioni nel 2030. È questa la progressione dei disavanzi prevista dai documenti finanziari cantonali e richiamata nell'interpellanza urgente depositata il 14 ottobre 2026.
Numeri che pongono interrogativi non soltanto sulla tenuta delle finanze pubbliche, ma anche sulle conseguenze che un simile deterioramento potrebbe avere per cittadini, famiglie, imprese e Comuni.
Dal 2028, inoltre, l'autofinanziamento diventerebbe negativo, con ripercussioni sull'indebitamento del Cantone e sulla sua capacità di finanziare investimenti e servizi.
La questione sollevata dai tre deputati di Avanti con Ticino&Lavoro è precisa: se queste difficoltà sono già prevedibili, perché attendere ancora per affrontarle?
Il piano di risanamento arriverà con il prossimo Governo
Il riequilibrio delle finanze pubbliche figurava tra gli obiettivi prioritari della legislatura 2023–2027. Eppure, il Consiglio di Stato ha annunciato che il piano pluriennale di risanamento sarà presentato soltanto all'inizio della prossima legislatura.
Un rinvio che Mirante, Albertini e Roncelli considerano problematico, soprattutto perché una parte delle difficoltà finanziarie deriva da cambiamenti già conosciuti.
Tra questi figurano l'introduzione del finanziamento uniforme delle prestazioni sanitarie (EFAS), l'attuazione delle iniziative sui premi di cassa malati, le misure di risparmio della Confederazione, l'abolizione del valore locativo e la futura imposizione individuale.
Non si tratta quindi esclusivamente di eventi imprevedibili o di conseguenze dell'instabilità economica internazionale.
I deputati riconoscono gli sforzi compiuti dal Governo per contenere la spesa e incrementare le entrate, ma contestano l'assenza, a loro giudizio, di una strategia organica capace di affrontare gli squilibri nel lungo periodo.
Risparmi temporanei o soluzioni durature?
Nel Preventivo 2027 figurano interventi con effetti finanziari complessivi stimati in circa 237 milioni di franchi.
Una cifra significativa, che tuttavia comprende anche operazioni di carattere straordinario o temporaneo: vendita di beni patrimoniali, utilizzo di fondi e riserve e maggiori contributi provenienti da aziende partecipate.
Misure che possono migliorare il risultato di un singolo esercizio, ma che non garantiscono necessariamente un riequilibrio duraturo.
È proprio su questa distinzione che insiste l'interpellanza: il Cantone sta correggendo le cause strutturali del disavanzo oppure sta principalmente contenendone gli effetti immediati?
La revisione della spesa ancora senza un piano operativo
La richiesta di una revisione sistematica della spesa pubblica non nasce oggi.
Già nel novembre 2023, con una mozione presentata da Evaristo Roncelli e cofirmatari, Avanti con Ticino&Lavoro aveva sollecitato una spending review, ossia un esame approfondito dei compiti dello Stato, dei costi e dell'efficienza dell'amministrazione.
Nel febbraio 2024 il Gran Consiglio aveva approvato un decreto legislativo sulla revisione della spesa, seguito dallo studio affidato a BAK Economics e presentato nel dicembre 2025.
L'analisi aveva individuato un differenziale di costo di circa 96,7 milioni di franchi rispetto a Cantoni comparabili. Un dato che, come precisa la stessa interpellanza, non può essere automaticamente tradotto in risparmi realizzabili.
Rimane però aperta una domanda: quali provvedimenti concreti sono stati elaborati sulla base di questo lavoro e quali risultati sono stati ottenuti?
Per i firmatari, una revisione della spesa dovrebbe permettere di migliorare l'efficacia dell'amministrazione senza tradursi necessariamente in tagli indiscriminati alle prestazioni.
E le imposte? Mirante chiede chiarezza
Uno degli aspetti più delicati dell'interpellanza riguarda la fiscalità.
Nel presentare il Preventivo 2027, il Governo ha indicato che il futuro piano di riequilibrio dovrà comprendere anche una riflessione sulle entrate.
I deputati chiedono quindi di sapere se siano già state valutate ipotesi come un aumento del moltiplicatore cantonale d'imposta, una riduzione delle soglie di esenzione, modifiche delle aliquote per coniugi e famiglie oppure altre revisioni della legislazione tributaria.
Non si tratta di aumenti fiscali già decisi, ma di possibilità sulle quali i firmatari chiedono al Governo di fare chiarezza.
Il tema assume particolare importanza anche in vista dell'introduzione dell'imposizione individuale, destinata a modificare il quadro fiscale.
Le risposte devono arrivare prima del Preventivo
L'interpellanza contiene sei gruppi di domande che riguardano il rinvio del piano di riequilibrio, la revisione della spesa, le misure strutturali, le conseguenze finanziarie dei ritardi, la fiscalità e gli impegni che il Governo intende assumere prima della conclusione della legislatura.
Mirante e i cofirmatari chiedono che l'atto venga riconosciuto urgente e che le risposte arrivino prima della discussione e dell'approvazione del Preventivo 2027.
L'obiettivo è consentire al Gran Consiglio di pronunciarsi conoscendo non soltanto i numeri dell'esercizio successivo, ma anche le possibili alternative per affrontare il peggioramento previsto negli anni seguenti.
Perché il rischio evidenziato nell'interpellanza è che, rinviando oggi gli interventi, si finisca per dover adottare domani misure più pesanti e concentrate nel tempo, con conseguenze sulle prestazioni pubbliche, sulle condizioni di lavoro e sulla pressione fiscale.
Il nodo politico, in definitiva, non è soltanto quanto il Cantone spenderà nel 2027, ma chi dovrà assumersi la responsabilità delle scelte necessarie negli anni successivi.
Con disavanzi previsti fino a 460 milioni di franchi, il tempo a disposizione non è una variabile secondaria. E il prossimo Governo potrebbe ritrovarsi a dover affrontare problemi che quello attuale conosce già.