Il Partito Socialista ticinese approva il proprio Manifesto per la scuola e sollecita il Gran Consiglio a procedere con la riforma dei corsi A e B. Al centro del documento, pari opportunità, qualità dell'insegnamento e maggiori investimenti nell'istruzione pubblica.
La difesa della scuola pubblica e il superamento delle disuguaglianze educative tornano al centro dell'agenda politica del Partito Socialista ticinese. Durante la conferenza cantonale dedicata all'istruzione, il PS ha discusso e approvato un Manifesto per la scuola, destinato a orientare il proprio impegno politico e istituzionale nei prossimi anni.
«Occuparsi di scuola significa occuparsi del futuro: è nelle aule di oggi che prende forma la società di domani», ha dichiarato il copresidente Fabrizio Sirica, sottolineando la necessità di garantire opportunità formative indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali delle famiglie.
La scuola pubblica come investimento collettivo
Il documento nasce in un contesto caratterizzato dal contenimento della spesa pubblica. Secondo il PS, le misure di risparmio rischiano di compromettere la qualità dell'insegnamento e di accentuare le differenze tra gli studenti.
Sirica ha riconosciuto il lavoro svolto dalla consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti alla guida del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS), evidenziando la difficoltà di conciliare le responsabilità governative con le priorità socialiste.
La stessa Carobbio, intervenuta alla conferenza per un primo bilancio della propria attività dipartimentale, ha ribadito il ruolo della scuola pubblica quale elemento fondamentale della democrazia e della coesione sociale.
In questa prospettiva, il PS sostiene la necessità di risorse adeguate, di una maggiore valorizzazione del personale scolastico e di un sistema educativo accessibile a tutti. Il partito esprime inoltre preoccupazione per la crescita delle scuole private a scopo di lucro, ritenendo che possa contribuire ad ampliare le disuguaglianze.
Riforma dei livelli: una sperimentazione anche a Chiasso
Uno dei punti centrali del Manifesto riguarda il superamento dei corsi attitudinali e di base, conosciuti come livelli A e B, attualmente previsti per matematica e tedesco negli ultimi due anni della scuola media.
La riforma è già stata oggetto di una sperimentazione negli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, coinvolgendo sei istituti ticinesi: Chiasso, Massagno, Caslano, Bellinzona 2, Ambrì e Acquarossa.
Il progetto ha previsto classi eterogenee, con differenti modalità di codocenza e insegnamento in gruppi ridotti, in alternativa alla tradizionale separazione degli allievi secondo i livelli.
Secondo la valutazione ufficiale presentata dal Cantone nel marzo 2026, la sperimentazione ha prodotto effetti positivi sul clima scolastico, sulla motivazione e sul benessere degli studenti, senza evidenziare conseguenze negative sui risultati di apprendimento.
Sulla base di queste conclusioni, il Consiglio di Stato ha presentato il Messaggio governativo n. 8666, che propone l'estensione graduale del nuovo modello a tutte le scuole medie ticinesi a partire dall'anno scolastico 2027/2028, con completamento previsto entro il 2032/2033.
Il PS sollecita il Parlamento
Nonostante i risultati della sperimentazione, il Partito Socialista denuncia il rallentamento dell'iter parlamentare della riforma, attualmente all'esame della Commissione formazione e cultura del Gran Consiglio.
Il progetto comporta un importante impegno finanziario, che il comunicato socialista richiama nella misura di quasi 9 milioni di franchi.
Per il PS, il superamento dei livelli rappresenta uno strumento per contrastare la selezione scolastica precoce, ridurre le disparità e attenuare la pressione esercitata sugli studenti.
La deputata Tessa Prati, presidente della Commissione formazione e cultura, ha richiamato la necessità di trasformare gli orientamenti del Manifesto in iniziative politiche concrete.
Nel suo intervento ha contrapposto due concezioni dell'istruzione: quella che, secondo la sua lettura, privilegia una selezione anticipata basata sulle prestazioni e quella sostenuta dal PS, orientata a mantenere percorsi comuni valorizzando le differenti capacità e necessità degli allievi.
Prati ha invitato docenti, famiglie e studenti a partecipare attivamente al dibattito sul futuro della scuola ticinese.
Più risorse per l'istruzione, meno per gli armamenti
La conferenza ha affrontato anche il tema delle priorità nella distribuzione delle risorse pubbliche.
Laura Guscetti, membro del Comitato direttivo della Gioventù Socialista Svizzera (GISO), ha richiamato l'attenzione sulle mobilitazioni giovanili che chiedono maggiori investimenti nella formazione e una riduzione delle risorse destinate agli armamenti.
Guscetti ha inoltre invitato il PS a partecipare, insieme a studenti e organizzazioni sindacali, allo sciopero giovanile previsto per venerdì 20 novembre 2026 a Bellinzona.
La giornata comprenderà un pranzo collettivo alle ore 12.00 e una manifestazione alle ore 15.00.
Una scelta politica ancora aperta
Con l'approvazione del Manifesto, il Partito Socialista definisce dunque le proprie priorità educative, collegando la difesa della scuola pubblica al tema dell'equità sociale e delle scelte di bilancio.
Sul piano istituzionale, il prossimo passaggio decisivo rimane l'esame parlamentare della riforma dei livelli.
La sperimentazione ha già fornito elementi di valutazione e il Governo ha presentato la propria proposta. Spetterà ora al Gran Consiglio decidere se e con quali modalità procedere verso il nuovo modello di scuola media.