“Troppi psicofarmaci ai bambini”: l’amministrazione Kennedy lancia il piano MAHA per cambiare la salute mentale negli USA

Scritto il 08/05/2026
da team.redazione


Negli Stati Uniti si apre un nuovo fronte politico e sanitario destinato a far discutere. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani americano (HHS) ha annunciato un vasto piano d’azione per contrastare quella che definisce “l’eccessiva prescrizione di farmaci psichiatrici”, con particolare attenzione ai minori. L’iniziativa è stata presentata il 4 maggio 2026 durante un summit del MAHA Institute dedicato alla salute mentale e alla cosiddetta “overmedicalization”, ovvero la tendenza crescente a medicalizzare disagi psicologici, emotivi e sociali. A riportarlo è lo stesso HHS in una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito istituzionale.
Al centro dell’operazione vi è Robert F. Kennedy Jr., attuale segretario dell’HHS, che nel discorso conclusivo dell’evento ha delineato una strategia destinata a modificare profondamente l’approccio americano alla psichiatria moderna. Secondo Kennedy, negli ultimi decenni gli psicofarmaci sarebbero diventati troppo spesso la risposta automatica a problemi di ansia, depressione, disagio comportamentale e sofferenza emotiva, anche nei bambini e negli adolescenti.
Nel comunicato diffuso dall’HHS si legge che il nuovo piano intende “promuovere prescrizioni appropriate” e favorire percorsi di “deprescribing”, termine utilizzato in ambito medico per indicare la riduzione graduale o la sospensione controllata dei farmaci quando clinicamente indicato. Kennedy ha dichiarato che l’obiettivo non è demonizzare le terapie farmacologiche, bensì “sostenere l’autonomia dei pazienti, il consenso informato e un processo decisionale condiviso tra medico e paziente”.
Il segretario ha inoltre affermato: “Oggi intraprendiamo un’azione chiara e decisa per affrontare la crisi della salute mentale nel nostro Paese, affrontando l’abuso di farmaci psichiatrici  - soprattutto tra i bambini”. Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito negli Stati Uniti, dove il consumo di antidepressivi e altri psicofarmaci è cresciuto costantemente negli ultimi vent’anni.
Secondo quanto riportato dalla stampa americana, tra cui il quotidiano britannico The Guardian, l’amministrazione intende spingere verso un modello sanitario maggiormente orientato alla prevenzione, alla psicoterapia, agli stili di vita e a un approccio definito “olistico” alla salute mentale. L’HHS parla apertamente della necessità di aumentare la trasparenza nei confronti dei pazienti e di riesaminare le pratiche prescrittive attualmente diffuse negli Stati Uniti.
Particolarmente delicata è la questione dei minori. Kennedy ha più volte sostenuto che negli Stati Uniti vi sarebbe un uso eccessivo di antidepressivi, stimolanti e altri farmaci psichiatrici nei confronti di bambini e adolescenti. Il tema si inserisce nella più ampia agenda “Make America Healthy Again” (MAHA), movimento politico-sanitario promosso dall’attuale amministrazione e focalizzato sulle malattie croniche, sull’alimentazione, sugli stili di vita e sulla riduzione dell’influenza delle grandi industrie farmaceutiche e alimentari.
Secondo quanto emerge dai documenti dell’HHS, il piano prevede anche programmi di formazione per i medici sulla gestione della sospensione graduale delle terapie farmacologiche, oltre a una revisione delle linee guida relative alle prescrizioni psichiatriche. L’intenzione dichiarata è quella di garantire che i farmaci vengano utilizzati solo quando realmente necessari e con una piena comprensione, da parte del paziente, dei benefici e dei possibili effetti collaterali.
Le reazioni del mondo medico, tuttavia, sono state immediate e in alcuni casi molto critiche. L’American Psychiatric Association ha espresso preoccupazione per il rischio che il messaggio politico possa alimentare sfiducia verso trattamenti considerati essenziali da milioni di persone. Diversi specialisti hanno ricordato che depressione, disturbi d’ansia e altre patologie psichiatriche possono avere conseguenze gravissime se non adeguatamente curate, compreso il rischio suicidario.
Sempre secondo The Guardian, alcune associazioni impegnate nella prevenzione del suicidio hanno invitato alla prudenza, sottolineando che gli antidepressivi rappresentano per molti pazienti una terapia salvavita. Altri osservatori, invece, ritengono che il piano MAHA stia intercettando un disagio reale presente nella società americana: la sensazione che il sistema sanitario abbia progressivamente privilegiato la risposta farmacologica rispetto all’analisi delle cause profonde del malessere psicologico.
La questione appare destinata a estendersi ben oltre i confini americani. Anche in Europa, infatti, il crescente utilizzo di psicofarmaci - soprattutto tra giovani e adolescenti - è da anni al centro di discussioni scientifiche, etiche e politiche. Negli Stati Uniti, però, la differenza è che il tema è ormai entrato direttamente nell’agenda governativa.
E l’impressione è che, con il piano MAHA, l’amministrazione Kennedy abbia deciso di trasformare la salute mentale in uno dei terreni simbolici della propria battaglia culturale contro l’eccessiva medicalizzazione della società contemporanea.