Il Cinema Teatro di Chiasso apre il mese di maggio 2026 con due appuntamenti che raccontano in modo esemplare la vocazione culturale della città: essere luogo di passaggio, dialogo e incontro tra linguaggi, territori e sensibilità diverse. Prima con la Maggiolata, martedì 5 maggio alle 20.30, poi con La Sonata a Kreutzer – Tra passione e perdizione, sabato 9 maggio alle 20.30, il palcoscenico chiassese diventa spazio in cui musica, letteratura, voce e teatro si intrecciano in una proposta di grande densità artistica.
La Maggiolata, evento fuori abbonamento proposto da RSI e trasmesso in diretta su Rete Due, è un doppio concerto dedicato alla forza espressiva della voce e alla ricchezza delle tradizioni musicali europee rilette con sensibilità contemporanea. L’ingresso è gratuito, su prenotazione, dettaglio che rende l’appuntamento ancora più prezioso: una serata di alto profilo artistico aperta al pubblico, pensata come occasione di ascolto, scoperta e partecipazione.
La prima parte della serata è affidata a La Triada, progetto vocale guidato da Corin Curschellas, artista tra le più autorevoli e originali della scena musicale svizzera. Da anni Curschellas lavora sulla valorizzazione delle lingue minoritarie e dei repertori popolari alpini, costruendo un percorso in cui memoria, poesia e ricerca timbrica convivono con naturalezza. Con lei, in questo progetto, ci sono Ursina Giger e Astrid Alexandre: tre voci che non si limitano a eseguire un repertorio, ma lo abitano, lo trasformano, lo fanno risuonare nel presente.
In La Triada, la voce diventa uno spazio di relazione. Il canto non è solo emissione sonora, ma deposito di storia, lingua, paesaggio e appartenenza. Le tradizioni alpine, spesso custodite nella trasmissione orale e nelle lingue meno visibili, trovano qui una forma nuova, essenziale e contemporanea. È un lavoro sottile, che evita sia il folklore da cartolina sia la nostalgia fine a sé stessa: il passato viene riportato alla luce come materia viva, capace di parlare a un pubblico di oggi.
La seconda parte della Maggiolata guarda invece verso il Sud d’Italia con Alessia Tondo, cantante salentina tra le interpreti più sensibili della nuova scena legata alla tradizione. Già voce del Canzoniere Grecanico Salentino, Tondo porta a Chiasso un percorso musicale intenso e personale, nel quale il canto popolare del Sud diventa luogo di radicamento e insieme di apertura. La sua voce restituisce profondità a un patrimonio musicale fatto di terra, lingua, rito e memoria collettiva, ma lo fa con una sensibilità contemporanea, capace di superare ogni confine geografico.
La Maggiolata costruisce così un dialogo ideale tra Nord e Sud Europa. Da una parte le risonanze alpine, dall’altra il respiro mediterraneo; da una parte le lingue minoritarie svizzere, dall’altra il canto salentino; al centro, la voce come strumento primario di espressione umana. La serata, presentata da Christian Gilardi, assume anche un valore radiofonico e culturale più ampio grazie alla diretta su Rete Due, che ne amplifica la portata oltre la sala teatrale.
Pochi giorni dopo, sabato 9 maggio, il Cinema Teatro cambia registro ma non prospettiva: con La Sonata a Kreutzer – Tra passione e perdizione, la musica torna a essere strumento di conoscenza, questa volta però entrando negli angoli più oscuri della psiche e della relazione umana. Lo spettacolo, in abbonamento, vede protagonista Gioele Dix, affiancato dalla violinista Laura Marzadori e da I Solisti di Pavia, con orchestrazione di Richard Tognetti e testi tratti da La Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj.
Qui emerge un elemento fondamentale: lo spettacolo e l’incontro che lo precede si svolgono in collaborazione con la ventesima edizione del Festival internazionale di letteratura CHIASSOLETTERARIA. Non si tratta di un dettaglio organizzativo, ma di una chiave di lettura decisiva. La presenza di CHIASSOLETTERARIA inserisce La Sonata a Kreutzer in un orizzonte che va oltre la rappresentazione scenica: l’appuntamento diventa parte di una riflessione culturale sulla letteratura, sulla sua capacità di attraversare il tempo e sulla possibilità di rileggerla alla luce delle urgenze contemporanee.
Alle 18.30, nel foyer del Cinema Teatro, è previsto anche un incontro gratuito con Gioele Dix, intervistato dalla giornalista Michela Daghini. È un momento importante, perché consente al pubblico di avvicinarsi allo spettacolo non solo come spettatore, ma come interlocutore. L’incontro offre la possibilità di entrare nei temi dell’opera, nel rapporto tra Tolstoj e Beethoven, nella costruzione drammaturgica e nella scelta di portare oggi in scena un testo così inquieto e ancora così necessario.
La frase di Gioele Dix riportata nella presentazione sintetizza il cuore dell’operazione: “Tolstoj e Beethoven ci parlano ancora. La ‘Kreutzer’ è un grido contro la gelosia assassina”. È una dichiarazione forte, che sposta immediatamente lo spettacolo dal piano del repertorio classico a quello della responsabilità civile e culturale. La vicenda narrata da Tolstoj, con il suo precipitare nella gelosia, nell’ossessione e nella violenza, viene riletta come riflessione sul femminicidio e sulle dinamiche distruttive del possesso.
In scena, la parola di Tolstoj incontra la musica di Beethoven. Il racconto letterario e la celebre sonata non vengono semplicemente accostati, ma messi in tensione reciproca. Gioele Dix conduce il pubblico dentro i meandri di una psiche gelosa e ossessa, mentre il violino solista di Laura Marzadori e l’ensemble de I Solisti di Pavia danno corpo musicale a quella stessa tensione. L’orchestrazione di Richard Tognetti offre una rilettura della musica beethoveniana pensata per violino solista e orchestra d’archi, creando una dimensione sonora intensa, teatrale e drammatica.
La presenza di Laura Marzadori aggiunge ulteriore prestigio allo spettacolo. Primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala, ruolo conquistato giovanissima con giudizio unanime della commissione presieduta da Daniel Barenboim, Marzadori porta con sé un’esperienza artistica internazionale e una qualità interpretativa riconosciuta da grandi direttori, tra cui Zubin Mehta, che ne ha elogiato temperamento, suono e precisione tecnica.
Accanto a lei, I Solisti di Pavia rappresentano un’eccellenza musicale di respiro internazionale. Nato nel 2001 sotto l’egida del leggendario violoncellista Mstislav Rostropovich, l’ensemble ha calcato palcoscenici prestigiosi in Europa e nel mondo, dal Teatro dell’Ermitage di San Pietroburgo alla Salle Gaveau di Parigi, dal Teatro Coliseo di Buenos Aires al Teatro alla Scala di Milano. La loro presenza conferisce alla serata una qualità cameristica e orchestrale di assoluto rilievo.
Il valore culturale dell’appuntamento sta proprio in questa stratificazione: Tolstoj, Beethoven, Gioele Dix, Laura Marzadori, I Solisti di Pavia, CHIASSOLETTERARIA. Ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza che è insieme spettacolo, concerto, riflessione letteraria e interrogazione etica. La Sonata a Kreutzer non viene proposta come un classico da contemplare a distanza, ma come un’opera capace di colpire il nostro presente, di obbligarci a guardare dentro le zone d’ombra delle relazioni, del desiderio, della gelosia e della violenza.
Letti insieme, i due appuntamenti raccontano molto della funzione culturale del Cinema Teatro di Chiasso. La Maggiolata porta in scena la voce come memoria collettiva, come radice, come patrimonio condiviso. La Sonata a Kreutzer porta invece in scena la voce come confessione, turbamento, denuncia. In entrambi i casi, la musica non è ornamento, ma linguaggio capace di generare pensiero.
Chiasso si conferma così luogo di confine nel senso più ricco del termine: non soltanto confine geografico, ma spazio in cui si incontrano tradizioni, lingue, discipline e pubblici diversi. Con la collaborazione di RSI, di Rete Due e di CHIASSOLETTERARIA, questi eventi superano la dimensione locale e si inseriscono in una rete culturale più ampia, capace di valorizzare il territorio ma anche di dialogare con la scena artistica nazionale e internazionale.
Maggio, al Cinema Teatro di Chiasso, diventa dunque un mese in cui la cultura si manifesta nella sua forma più viva: come ascolto, come memoria, come domanda, come responsabilità.
Chiasso tra parola, voce e musica: dalla Maggiolata a Gioele Dix, maggio porta in scena la cultura che attraversa i confini
Scritto il 28/04/2026
da team.redazione
