Due appuntamenti per entrare nell’universo dell’artista ticinese: mercoledì 2 settembre un incontro pubblico al LAC di Lugano e domenica 6 settembre una visita guidata alla grande mostra monografica allestita al Museo d’arte Mendrisio.
Cerchi, ellissi, quadrati e poligoni sembrano galleggiare nello spazio. Basta però spostarsi di qualche passo perché ciò che appariva come una figura geometrica perfettamente definita si spezzi, invada pareti, porte, colonne e superfici diverse.
È il gioco – solo apparentemente semplice – sul quale Felice Varini ha costruito una ricerca artistica che dagli anni Ottanta indaga il rapporto tra pittura, architettura, spazio e percezione.
E nei prossimi giorni il pubblico ticinese avrà due occasioni per avvicinarsi al suo lavoro: prima attraverso la voce dello stesso artista, poi entrando fisicamente nelle opere realizzate negli spazi del Museo d’arte Mendrisio.
La prima grande monografica svizzera
Nato a Locarno nel 1952 e da decenni attivo sulla scena internazionale, Varini è protagonista fino all’11 ottobre della mostra allestita al Museo d’arte Mendrisio.
E non si tratta di un appuntamento qualsiasi.
Secondo quanto specificato dalla Città di Mendrisio, è infatti la prima grande mostra monografica di ampio respiro mai realizzata in Svizzera dedicata all'artista, nonché un importante riconoscimento istituzionale della sua lunga ricerca.
L'esposizione, curata da Barbara Paltenghi Malacrida, Felice Varini e Francesca Bernasconi, non utilizza il museo semplicemente come contenitore delle opere.
È il museo stesso a diventare parte dell'opera.
Il percorso coinvolge tutti gli ambienti, a partire dal chiostro cinquecentesco fino alle sale interne. Ogni installazione è stata pensata in rapporto alle caratteristiche strutturali, volumetriche e percettive dello spazio che la ospita. Accanto a lavori storici reinterpretati per Mendrisio trovano posto anche opere inedite realizzate appositamente per l'occasione.
È probabilmente questo il modo migliore per comprendere la definizione attribuita a Varini di “pittore dello spazio”.
Un quadro che esiste soltanto da un punto
La particolarità del suo lavoro emerge infatti nel rapporto diretto con chi guarda.
Varini interviene sull'architettura attraverso forme geometriche e campiture cromatiche che si distribuiscono su superfici differenti. Osservando l'ambiente da un preciso punto di vista, frammenti apparentemente separati si ricompongono davanti agli occhi formando un'immagine geometrica completa.
Poi ci si muove.
E l'immagine si rompe nuovamente.
Pareti, spigoli, aperture e profondità tornano a manifestarsi e quella che pochi istanti prima appariva come una figura bidimensionale rivela la propria distribuzione nello spazio reale.
Lo spettatore, quindi, non rimane semplicemente davanti all'opera: deve cercarla, attraversarla e modificarla con il proprio movimento.
La stessa Città di Mendrisio descrive le installazioni come opere che cambiano con lo spostamento del visitatore e con la luce naturale, generando prospettive differenti e un continuo rapporto tra pittura e architettura.
Mercoledì Varini racconta Varini
Il primo dei due appuntamenti è previsto mercoledì 2 settembre alle 18.00 nella Hall del LAC di Lugano, dove Felice Varini incontrerà il pubblico in una conversazione con Barbara Paltenghi Malacrida e Marco Franciolli.
Paltenghi Malacrida è curatrice della monografica di Mendrisio, mentre Franciolli cura L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione, esposizione in corso al Museo Casa Rusca di Locarno.
Il dialogo ripercorrerà l'esperienza artistica di Varini concentrandosi in particolare sulle opere site-specific, sul processo creativo e sui meccanismi della visione alla base della sua ricerca.
All'incontro interverranno inoltre Letizia Ragaglia, direttrice del Museo d'arte della Svizzera italiana, e Luigi Maria Di Corato, direttore della Divisione Cultura della Città di Lugano.
L'iniziativa nasce dalla collaborazione fra le Città di Lugano, Locarno e Mendrisio. L'ingresso è gratuito e la prenotazione è consigliata.
Domenica dentro le opere
Il secondo appuntamento porta invece direttamente a Mendrisio.
Domenica 6 settembre alle 15.00 il Museo d'arte propone una visita guidata aperta al pubblico alla mostra dedicata a Varini.
Ed è forse proprio muovendosi nelle sale che diventa più evidente il cuore della ricerca dell'artista: l'opera non coincide soltanto con ciò che è stato dipinto, ma nasce dall'incontro fra colore, geometria, architettura, posizione dell'osservatore e movimento.
In altre parole, per vedere davvero un Varini non basta guardarlo.
Bisogna cercare il punto dal quale l'immagine prende forma.
Posti limitati – prenotazione obbligatoria Tel. 058 688 33 50 museo@mendrisio.ch Ingresso + visita guidata: CHF 17.–
