Una inedita mostra merita una visita : sei artisti si sono uniti sotto il titolo ”LE VIE DEL VENTO”, interpretando le parole di presentazione del festival con l‘unicità dei loro diversi linguaggi espressivi. Eliana Bernasconi ha dedicato un’opera in esposizione ai Volontari, per le Nazioni Unite questo 2026 è l’anno internazionale del Volontariato; tutti conosciamo la necessità del loro meraviglioso lavoro; altri lavori presentano volti incompleti, doppi o spezzati che nascono da immagini archetipiche inconsce e alludono all’ambivalenza umana. L’opera di Franco Ghielmetti contiene in sottofondo la necessità profonda di praticare una “poetica della sottrazione” nell‘omologazione banalizzante della società. Le opere che presenta concludono una serie di lavori in ”piccolo formato” che ha voluto intitolare ”almost black&white”, e che gli sono state imposte dalla necessità di dare un impronta netta ad un impulso vitale che si adagia sulla tela con pensieri rivolti, tra altre e altri ...a George Méliès.. Patrizia Cavalli..Moby Dick.. I lavori di Francesca Lurati ci suggeriscono che forse potremo difendere la nostra autonomia di esseri umani anche nell’era del digitale. Con l’inconfondibile soave leggerezza del suo segno che sembra sorvolare la superficie ricostruisce sulla tela la pianta, il ramo, le foglie in nuove visioni che si mutano a volte in astrazione conservando il legame con la bellezza primitiva della loro origine e il suo felice rapporto con la poesia del cosmo. Con disincanto e delicatezza estrema le sue linee ridisegnano l’energia di un vento che tutti attendono. Giuseppe Merlo conduce parallelamente al suo lavoro artistico una attività di incoraggiamento e promozione della creatività artistica altrui in gruppi dove è appassionatamente seguito, continuando idealmente l’opera di Gino Macconi. Nella sua opera una significativa evoluzione lo ha portato dalle immagini di figure umane inespressive e astratte all’essere umano autentico, visto come soggetto sociale e politico,il suo stile di ascendenza figurativa vive una costante evoluzione verso soluzioni informali nella fusione tra linea, forma e superficie. Ivana Taglioni presenta le installazioni che sono il suo linguaggio artistico preferito; con tecniche e materiali molto diversi, apparentemente scollegati tra loro. Possono essere fili o sassi o altri materiali sempre ispirati dai mille aspetti della nostro vivere sociale. Alla mostra presenta fra l’altro un lungo, elaborato lavoro di intaglio in legno e vari tipi di filo, due costruzioni plastiche dall’evidente significato simbolico : ACCOGLIENZA. Franco Valsangiacomo presenta il risultato della straordinaria maturità del lavoro di una vita dove una continua consapevolezza è sottesa a una strutturazione "architettonica”, la figura umana in continua dissoluzione persiste pur sempre, metafora di misteriose visioni interiori. I sei artisti che durante il periodo della loro esposizione usufruiscono dell’ampio spazio ex Ferramenta Chiesa in Via Valdani 2 ringraziano i proprietari, gli eredi fu Costantino Chiesa, depositari di una lunga storia iniziata nella seconda metà dell’800 che ha notevolmente contribuito al progresso di quella che ai tempi era solo una cittadina pre-industriale che guardava al futuro. Attualmente molti artisti, non necessariamente sempre giovani, desiderano visibilità e risentono moltissimo della carenza di spazi espositivi, purtroppo questi sono ben pochi, oseremmo dire quasi inesistenti, se escludiamo le sedi istituzionali come i vari Musei, che operano una rigida selezione e una scelta ristretta, e le Gallerie d’arte veramente serie si contano sulle dita di una mano. Si voleva far notare che la ricerca da noi fatta per trovare spazi espositivi, eccezion fatta di ex Ferramenta Chiesa, ha sempre avuto esito negativo, eppure sappiamo che spazi inutilizzati, aree dismesse o ex industriali esistono eccome, e vorremmo che altri gruppi di artisti potessero utilizzarli riunendosi o seguendo il nostro esempio. Ma diffidenza, competitività, confronto, per ora difficilmente sanno considerarsi vere opportunità di crescita, anche se nuovi paradigmi inevitabilmente avanzano. Difficile abbandonare la radicata logica della propria convenienza e dell’esclusivo tornaconto, soprattutto in una società dove pochi possono permettersi di non confrontarsi con incertezze economiche, e tanto meno di rinunciare ai propri privilegi. Eppure le vecchie logiche non sono più paganti, il nostro rapporto con il denaro e il suo potere viene prima di ogni altro valore. E vogliamo qui rimandare al lavoro di Manuela Pagani Larghi, ricercatrice indipendente, economista, umanista, “sognatrice lucida” come da sua definizione, diplomata in “counseling” presso l’Istituto Ricerche di gruppo di Lugano. Manuela ha abbandonato volontariamente una posizione direttiva in ambito bancario per occuparsi di riorientare le persone nei confronti dei propri condizionamenti economici. In controtendenza al sentire comune si dedica alla nascita di progetti e imprese sociali che non abbiamo come obiettivo esclusivo il profitto ma il suo reinvestimento in modelli innovativi di impresa privata sociale e di consapevolezza del territorio, un diverso modo di considerare la propria vita è necessario non solo per gli artisti ma per ognuno di noi.
Le Vie del Vento: l’arte contemporanea incontra Chiasso/Letteraria tra visioni, poesia e impegno sociale
Scritto il 07/05/2026
da Eliana Bernasconi, artista
