DALLA RUSSIA CON AMORE Confessione senza paracadute di un futurista (inquieto)

Scritto il 16/07/2026
da Giorgio Grandini


Sarà forse il caldo ... ma tranquilli: non mi sono bevuto il cervello!
Non mi reputo infatti un novello Agente 007 e non intendo proprio oppormi alla “Spectre” (che voleva dominare il mondo).
Cerco semplicemente di riordinare le idee deviate da una insistente informazione unilaterale (mainstream).

Due articoli - fuori schema - attirano la mia curiosità.
Il primo è la coraggiosa riflessione di Elena Basile, ex Ambasciatrice d’Italia in Svezia e in Belgio (Il Fatto Quotidiano dello scorso 26 giugno: Mosca ama l’Europa che l’ha tradita).
Ricorrerò perciò (scusandomi) a numerose citazioni: una sorta di mantra avverso le fesserie propinate giornalmente dalla TV di Stato, ben sostenuta da stoccafissi (autoreferenziali) “esperti della Russia”.

La “rilanciata” editorialista - spinta dalla curiosità di verificare se sia meritato il suo appellativo di “filo putiniana” - decide di compiere il suo primo viaggio a Mosca … “non per avere contatti con la leadership (come fanno tanti politici e analisti in Ucraina
…), ma per poter discutere con la società civile”.

Scopre così “una città splendida, con un piano urbanistico funzionale ed estetico. La pulizia delle strade, il restauro dei palazzi e dei monumenti, i servizi sono eccellenti”.
Reputa addirittura “encomiabile” che tale situazione possa avvenire in un Paese in guerra.

Elena Basile non si limita però a frequentare la gente comune, ma anche il prestigioso mondo accademico, tenendo una conferenza all’Università delle relazioni internazionali diplomatiche (MGIMO). Resta così sorpresa dalla “preparazione dei
dottorandi e dei professori” e constata “la conoscenza delle lingue europee, l’amore per l’Europa verso la quale molti si proiettano”.

La Russia che - a detta degli “esperti” della TV di Regime - sarebbe in bancarotta, sa invece “resistere alla guerra economica, iniziata con le sanzioni occidentali nel 2014 e alla guerra”, grazie alla nascita dei BRICS e all’organizzazione del Sud globale
intorno alla Cina.
Proprio quei Paesi che si sono opposti alle sanzioni (BRICS) hanno permesso “a Mosca di contraddire le previsioni di tanti stimati leader occidentali circa la fine del governo di Putin in pochi mesi”.

Anche sul piano tecnologico, l’avanzamento “si vede già nell’informatizzazione della sanità, anni luce avanti all’Italia” (Svizzera non da meno). Osserva in merito come i pagamenti avvengano con i cellulari “tramite il riconoscimento facciale… dovunque
nei fornitissimi supermercati come in metropolitana”.

La conclusione – amara per i tronfi europei – è che “a differenza dell’Occidente, malgrado la burocrazia e la corruzione esistenti, la strategia del Governo nel complesso mira al raggiungimento di finalità nell’interesse nazionale e del popolo russo. Non direi che attualmente questo accada in Europa”.

Immagino il compiaciuto “stropicciarsi le mani” del mega direttore del TG di Regime: “il Grandini non ha niente di meglio che aggrapparsi a un giornale e a una opinionista di destra (entrambi, per definizione di comodo, intellettualmente handicappati)”.

Per par condicio, menziono così anche il secondo articolo, pubblicato dall’insospettabile giornale di sinistra (La Repubblica del 3 novembre 2015: Dio, patria e Santa Rus’).
Nell’introduzione all’intervista all’archimandrita russo Tichon Sevkunov (attuale metropolita di Simferopoli e della Crimea), considerato il confessore spirituale di Putin, la giornalista Silvia Ronchey rileva come: “la reviviscenza dell’ideologia religiosa ortodossa nel mondo russo è parallela al crescere degli integralismi nelle altre confessioni. Ma l’ortodossia russa ha in più una vocazione nazionalista, una capacità di rielaborazione del passato in grado di abbattere la linea di confine con il presente”.

L’intervistato ricorda come l’uso della religione a scopo politico non sia una prerogativa della Chiesa Ortodossa Russa, ma un “male comune” a tutte le religioni cristiane. Durante il regno di Ivan il T erribile, oltre 500 anni fa, furono giustiziate più di quattromila persone (delinquenti comuni compresi), ma di pari passo nella notte di San Bartolomeo (massacro degli ugonotti a Parigi) vennero uccise trentamila persone e … l’elenco potrebbe ahimè continuare a lungo. Tanto che l’archimandrita conclude l’intervista affermando sarcasticamente come il rimprovero alla sola Chiesa Russa “non ci disturba né ci preoccupa”.

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Non sapendo a che Santo rivolgermi, “usurpo” le conclusioni dell’Omelia di Papa Giovanni Paolo Il del 31 dicembre 1982: “Tutto ciò che si rivolge contro l’uomo, contro la sua dignità ... è una non accoglienza di Cristo” Redentore … e, nella fattispecie, di Putin (Zar di tutte le Russie).