La sezione bellinzonese del Partito Comunista svizzero ha deciso di sostenere il referendum contro il credito destinato alla valorizzazione dei castelli di Bellinzona. La presa di posizione è stata formalizzata nel corso di una riunione svoltasi giovedì sera e si inserisce in continuità con l’opposizione già espressa in sede istituzionale dai consiglieri comunali Alessandro Lucchini e Massimiliano Ay.
Nel comunicato stampa diffuso venerdì, il partito chiarisce di non essere contrario alla valorizzazione del patrimonio storico in quanto tale. Le critiche si concentrano piuttosto su due aspetti ritenuti centrali: l’esternalizzazione della gestione a una fondazione e l’introduzione di un accesso a pagamento per alcune aree oggi libere, in particolare la corte interna di Castelgrande e parte della murata.
Secondo il Partito Comunista, l’affidamento della gestione a una fondazione comporterebbe una perdita di controllo democratico. La nuova entità opererebbe infatti in modo autonomo rispetto all’ente pubblico, limitando il ruolo dei consiglieri comunali a semplici atti di interrogazione, senza possibilità concreta di incidere sulle decisioni strategiche. Tra i timori espressi vi è anche la possibilità di un aumento dei prezzi dei biglietti o di scelte in ambito turistico e di marketing sottratte al dibattito pubblico.
Ulteriori perplessità riguardano la composizione del consiglio di fondazione, che potrebbe includere membri privi di un mandato democratico, e quindi non direttamente responsabili nei confronti della cittadinanza.
Non meno critico è il giudizio sul Municipio, accusato di aver insistito su scelte contestate dalla popolazione, a partire dalla denominazione “Fortezza”, fino alla governance del progetto e all’introduzione di nuove tariffe per l’accesso a spazi considerati parte integrante della vita cittadina.
Per il Partito Comunista, la posta in gioco è significativa: i castelli rappresentano un patrimonio collettivo e simbolico della città. Per questo motivo, sostengono, è fondamentale che la decisione finale spetti ai cittadini attraverso il voto popolare. Il partito invita inoltre a evitare allarmismi sui tempi del progetto, ricordando come il percorso di valorizzazione sia già durato circa un decennio.
Il referendum si preannuncia dunque come un passaggio politico rilevante per il futuro della gestione e della fruizione di uno dei siti storici più importanti del Ticino.
Castelli di Bellinzona, il Partito Comunista sostiene il referendum: “Serve il voto dei cittadini”
Scritto il 21/03/2026
da team.redazione
