Una consultazione che divide
È in corso in Svizzera una consultazione pubblica sulla revisione parziale della Legge sulle telecomunicazioni (LTC), con particolare riferimento al settore della radiocomunicazione mobile. Il processo, avviato dal Consiglio federale nel dicembre 2025, mira ad accelerare l’espansione delle reti di telefonia mobile, in risposta alle crescenti esigenze di connettività. Tuttavia, la proposta sta suscitando forti reazioni critiche da parte di associazioni e cittadini.
Le preoccupazioni dell’AFE
Secondo quanto comunicato da AFE - Associazione Frequenze Evolutive, la revisione non si limiterebbe a snellire le procedure amministrative, ma introdurrebbe un cambiamento strutturale nel sistema di autorizzazione degli impianti di telefonia mobile. In particolare, l’associazione denuncia che il nuovo disegno di legge potrebbe eliminare il diritto di opposizione preventiva dei cittadini, consentire l’installazione o modifica di antenne senza verifica preliminare e ridurre il controllo democratico e la tutela giuridica. Come evidenziato nel comunicato, il passaggio da una procedura edilizia tradizionale a una semplice notifica con autorizzazione d’esercizio rappresenterebbe una svolta significativa: gli impianti potrebbero entrare in funzione prima di eventuali contestazioni.
Dal controllo preventivo al ricorso postumo
Attualmente, l’installazione di infrastrutture per la telefonia mobile richiede una licenza edilizia comunale, che permette ai cittadini di presentare opposizioni senza costi iniziali e, in caso di rigetto, di ricorrere fino al Tribunale federale. La riforma proposta modificherebbe radicalmente le attuali procedure consentendo la gestione dell’autorizzazione a livello cantonale, la messa in funzione immediata degli impianti e la possibilità di reclamo solo successiva e a carico dei cittadini. Secondo AFE, ciò comporterebbe un indebolimento delle garanzie democratiche e una riduzione della trasparenza nei processi decisionali.
Mobilitazione e scadenze
La consultazione è aperta fino al 31 marzo 2026. L’associazione invita cittadini, organizzazioni e istituzioni a esprimere il proprio parere attraverso l’invio di osservazioni personali, la compilazione del questionario ufficiale e la firma di una petizione nazionale contro il progetto. L’obiettivo dichiarato è raccogliere oltre 10.000 firme per influenzare la decisione finale del Consiglio federale.
Un tema tra innovazione e precauzione
Il dibattito riflette una tensione sempre più evidente tra sviluppo tecnologico e tutela dei diritti civici. Da un lato, la necessità di potenziare le infrastrutture digitali; dall’altro, le preoccupazioni legate alla partecipazione democratica e alla gestione delle emissioni di radiazioni non ionizzanti.
Sarà ora il Consiglio federale a valutare gli esiti della consultazione e decidere se e come portare il progetto davanti al Parlamento.
Chi desidera partecipare alla consultazione può accedere dal link:
https://www.bakom.admin.ch/it/procedure-di-consultazione-indagini-conoscitive-e-consultazioni
Fino al 31 marzo 2026 chiunque potrà esprimere il proprio dissenso su questo disegno di
legge inviandolo al seguente indirizzo kf-sekretariat@bakom.admin.ch
