Il prossimo 9 maggio 2026, mentre nel continente si celebrerà la Giornata dell’Europa, a Lucerna andrà in scena una manifestazione che si presenta come alternativa alle celebrazioni europee. Il movimento svizzero Mass-Voll ha convocato una mobilitazione nazionale contro il pacchetto di accordi tra Berna e Bruxelles che il Consiglio federale definisce “Bilaterali III”, ma da alcuni attori politici e movimenti è invece visto come un progetto di subordinazione politica e giuridica della Confederazione all’Unione Europea. Sul sito ufficiale del movimento, la protesta viene associata allo slogan “Kein Knechtschaftsvertrag”, cioè “nessun trattato di servitù”, con un lessico che punta a tradurre in piazza la battaglia contro i nuovi accordi con l’UE.
L’appuntamento è fissato nel pomeriggio del 9 maggio nel centro di Lucerna, con ritrovo alle 14 e partenza del corteo un’ora più tardi. La manifestazione si inserisce in una fase politica particolarmente sensibile: il pacchetto “Bilaterali III” è stato firmato il 2 marzo 2026 e il Consiglio federale ha trasmesso il messaggio al Parlamento il 13 marzo 2026, aprendo così la fase parlamentare su un dossier che a Berna viene presentato come decisivo per la “stabilizzazione e sviluppo” delle relazioni Svizzera-UE.
Mass-Voll, nato durante la pandemia come movimento di protesta contro le restrizioni sanitarie, ha progressivamente spostato il proprio baricentro politico su temi come sovranità, neutralità, democrazia diretta e opposizione alle politiche europee. La manifestazione di Lucerna non appare quindi come un episodio isolato, ma come il punto di convergenza di una campagna più ampia che punta a trasformare i “Bilaterali III” in un terreno di discussione politica nazionale, che i promotori considerano vitale per il funzionamento della democrazia. In questo contesto, il 9 maggio assume un valore fortemente evocativo: non solo una data di protesta, ma una sorta di contro-narrazione svizzera nel giorno in cui l’Europa celebra se stessa.
A rendere più rilevante l’appuntamento di Lucerna è il fatto che Mass-Voll non è affatto solo su questo fronte. Anche altre forze politiche svizzere hanno espresso critiche molto nette contro il pacchetto sostenuto da Bruxelles. L’UDC, principale partito della destra svizzera, ha lanciato una campagna nazionale contro quello che definisce esplicitamente “trattato di sottomissione all’UE”, sostenendo che i cosiddetti “Bilaterali III” comporterebbero l’adozione dinamica del diritto europeo, il rafforzamento del ruolo della Corte di giustizia dell’UE nelle controversie e nuovi obblighi finanziari verso Bruxelles. In un editoriale firmato da Marco Chiesa, il partito parla senza mezzi termini di “trattato di vera e propria sottomissione”, mentre in un documento più recente il gruppo parlamentare UDC a Palazzo federale ribadisce che “questo trattato è un trattato di sottomissione: l’UE decide, i giudici UE hanno l’ultima parola”.
Su posizioni analoghe si colloca anche la Lega dei Ticinesi, che in un proprio intervento sui negoziati con Bruxelles descrive i “Bilaterali III” come una versione aggiornata dell’accordo quadro e denuncia “la sottomissione ai giudici stranieri”, la ripresa automatica del diritto UE e il rischio che le decisioni democratiche svizzere vengano svuotate da imposizioni provenienti da Bruxelles. Il linguaggio cambia nei toni, ma non nella sostanza: anche qui l’idea centrale è che il nuovo pacchetto non venga percepito come una semplice architettura tecnica di cooperazione, bensì come un cedimento di sovranità.
Anche ambienti politici minori, ma collocati nello stesso campo ideologico, hanno usato formule simili. L’Unione Democratica Federale (EDU/UDF) ha parlato apertamente di “EU-Unterwerfungsvertrag”, cioè di “trattato di sottomissione all’UE”, segnalando come il lessico della subordinazione non appartenga soltanto a Mass-Voll, ma circoli ormai in una parte dello spettro politico svizzero.
È proprio in questo contesto che la manifestazione del 9 maggio acquista un peso politico ulteriore. Lucerna potrebbe diventare il luogo in cui una contestazione sviluppatasi al di fuori dei principali partiti parlamentari, e alimentata da un movimento extraparlamentare, si intreccia con la linea di partiti e gruppi che da mesi cercano di approfondire una lettura più particolareggiata dei “Bilaterali III”. Da una parte il Consiglio federale insiste nel descrivere il pacchetto come uno strumento di stabilizzazione delle relazioni con il principale partner economico della Svizzera; dall’altra, una parte dello spettro politico propone all’opinione pubblica una lettura alternativa, quella di un atto di “sottomissione” destinato a erodere sovranità, democrazia diretta e autonomia legislativa.
Resta da capire quale sarà la reale capacità di mobilitazione di Mass-Voll e quale porzione di questo fronte politico deciderà di riconoscersi nella piazza di Lucerna. Ma una cosa appare già chiara: la protesta del 9 maggio non sarà soltanto una manifestazione di movimento. Sarà anche la rappresentazione pubblica di un fronte euroscettico che, in Svizzera, punta a fare dei “Bilaterali III” un tema centrale del dibattito sul rapporto con l’Europa.
Lucerna, il 9 maggio della protesta: Mass-Voll sfida l’Europa in piazza
Scritto il 21/04/2026
da Giacomo Morandi
