Libertà di stampa: la Svizzera sale nel ranking, ma restano criticità

Scritto il 04/05/2026
da team.redazione


La Svizzera migliora leggermente nel ranking mondiale della libertà di stampa, ma il quadro generale resta complesso e segnato da fragilità strutturali. È quanto emerge sia dalla recente presa di posizione di Impressum, sia dai dati pubblicati da Reporter senza frontiere (RSF) nel suo indice globale.
Secondo RSF, che ogni anno valuta la libertà di stampa in 180 paesi, la situazione globale ha raggiunto un livello critico senza precedenti: in gran parte del mondo i media operano in condizioni difficili o addirittura “molto gravi”. In questo contesto, la Svizzera si mantiene comunque tra i paesi meglio posizionati, collocandosi attorno al 9° posto e rientrando nella categoria delle situazioni “soddisfacenti” o “piuttosto buone”.
Tuttavia, come sottolinea Impressum, questo miglioramento non deve trarre in inganno. L’associazione dei giornalisti svizzeri evidenzia che il progresso nel ranking non equivale a un reale rafforzamento del sistema mediatico, ma riflette anche il peggioramento di altri paesi.
Un sistema sotto pressione
Il nodo principale resta la pressione crescente sul settore dei media. RSF individua nella fragilità economica uno dei fattori più critici: sempre più redazioni faticano a sostenersi finanziariamente, con conseguenze dirette sulla qualità e sulla pluralità dell’informazione.
Anche in Svizzera questa tendenza è evidente. Impressum denuncia da tempo una serie di licenziamenti che hanno colpito tutte le regioni linguistiche, contribuendo a indebolire il pluralismo mediatico. Il rischio, sempre più concreto, è quello della creazione di “deserti informativi” in alcune aree del paese, dove la produzione giornalistica potrebbe ridursi drasticamente.
Le lacune del quadro giuridico
Un altro elemento critico riguarda il sistema legale. RSF segnala come uno dei principali punti deboli della Svizzera sia la mancanza di adeguati meccanismi di protezione per i giornalisti. In particolare, viene spesso citato l’articolo 47 della legge bancaria, che potrebbe essere applicato anche a chi utilizza dati bancari ottenuti tramite fughe di notizie, con possibili conseguenze penali.
Questo tipo di incertezza normativa rappresenta un ostacolo per il giornalismo investigativo e contribuisce a un clima percepito come meno favorevole alla libertà di stampa.
Politica e futuro del giornalismo
Sul piano politico, alcuni segnali incoraggianti non mancano. Il dibattito sulla regolamentazione delle piattaforme digitali e sull’uso dell’intelligenza artificiale mostra una crescente consapevolezza delle sfide contemporanee. Tuttavia, come sottolinea Impressum, gli interventi restano ancora timidi e insufficienti rispetto alla portata dei problemi.
La questione centrale è il riconoscimento del giornalismo come bene pubblico essenziale. In un contesto globale in cui la disinformazione cresce e i modelli economici tradizionali dei media sono in crisi, garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per i giornalisti diventa una priorità democratica.
Un equilibrio fragile
In definitiva, la Svizzera continua a distinguersi positivamente nel panorama internazionale, ma il suo sistema mediatico appare sempre più fragile. Il miglioramento nel ranking della libertà di stampa rappresenta dunque più un segnale relativo che un vero progresso strutturale.
Come emerge sia dall’analisi di RSF sia dalla posizione di Impressum, il futuro della libertà di stampa nel paese dipenderà dalla capacità delle istituzioni di intervenire in modo deciso su tre fronti chiave: sostegno economico ai media, rafforzamento delle tutele legali e adattamento alle trasformazioni digitali.
Senza queste misure, anche uno dei sistemi mediatici più solidi al mondo rischia di perdere progressivamente la propria resilienza.