Quale tutela per i minorenni sui social media? Fonio interpella il Consiglio federale

Scritto il 10/06/2026
da team.redazione


Dall'uso quotidiano dei social media ai rischi di cyberbullismo e adescamento online, fino all'ipotesi di introdurre limiti d'età più rigorosi. Un'interpellanza del consigliere nazionale Giorgio Fonio chiede al Consiglio federale di chiarire quale orientamento intenda adottare per la protezione dei minorenni nell'ambiente digitale.

La protezione dei minorenni nell'era dei social media torna all'attenzione del Parlamento federale. Con un'interpellanza depositata al Consiglio nazionale, il consigliere nazionale ticinese Giorgio Fonio (Il Centro) chiede al Consiglio federale di esprimersi sull'efficacia delle misure attualmente in vigore e sulle possibili strategie future per tutelare i giovani dai rischi associati all'utilizzo delle piattaforme digitali.

Nel testo depositato, Fonio osserva come i social media siano profondamente cambiati rispetto alle loro finalità originarie. Da semplici strumenti di comunicazione e condivisione, si sono trasformati in piattaforme complesse, sostenute da algoritmi progettati per aumentare il coinvolgimento degli utenti e il tempo trascorso online. Una dinamica che, secondo il parlamentare, assume particolare rilevanza durante l'adolescenza, fase della vita caratterizzata da una maggiore sensibilità agli stimoli sociali e da una capacità di autoregolazione ancora in formazione.

L'interpellanza richiama alcuni dati relativi alle abitudini digitali dei giovani in Svizzera. Secondo quanto riportato nel documento, il 91 per cento dei giovani utilizza quotidianamente i social media e lo smartphone viene impiegato mediamente per oltre tre ore al giorno. Vengono inoltre citati fenomeni quali il cyberbullismo e i tentativi di adescamento online, che continuano a suscitare preoccupazione tra famiglie, scuole e specialisti del settore.

Fonio fa riferimento anche a studi internazionali che hanno evidenziato possibili correlazioni tra un utilizzo intensivo dei social media e varie forme di disagio psicologico e sociale, tra cui ansia, depressione, disturbi del sonno, problemi di autostima e difficoltà legate all'immagine corporea.

Partendo da queste considerazioni, il parlamentare chiede al Consiglio federale se l'attuale quadro normativo svizzero garantisca una protezione sufficiente dei minorenni e se, alla luce delle esperienze internazionali, sia opportuno valutare ulteriori misure. Tra i temi sollevati figura anche l'introduzione di un limite d'età di 16 anni per l'accesso ai social media, misura recentemente adottata in Australia e oggetto di discussione in altri Paesi.

Un altro aspetto centrale riguarda il ruolo delle piattaforme digitali. L'interpellanza chiede infatti se i gestori dei social network debbano assumersi una responsabilità maggiore nella protezione dei minorenni, in particolare per quanto concerne la verifica dell'età degli utenti, oppure se gli strumenti di prevenzione e sensibilizzazione oggi disponibili possano essere considerati sufficienti.

Più in generale, il documento pone una questione destinata probabilmente a rimanere al centro del dibattito pubblico nei prossimi anni: come conciliare le opportunità offerte dalle tecnologie digitali con la necessità di garantire uno sviluppo equilibrato e sicuro delle nuove generazioni? Sarà ora il Consiglio federale a dover chiarire quale orientamento intenda seguire e se ritenga necessario intervenire con nuove misure oppure mantenere l'attuale impostazione normativa.

Testo integrale delle domande rivolte al Consiglio federale
- Ritiene che l'attuale quadro normativo svizzero garantisca una protezione sufficiente dei minorenni rispetto ai rischi associati all'uso dei social? Sulla base di quali elementi?
- Condivide il principio secondo cui, in presenza di rischi per lo sviluppo psicofisico dei minorenni, lo Stato possa e debba introdurre limitazioni proporzionate all'accesso a determinati servizi digitali?
- Come valuta l'introduzione di un limite d'età di 16 anni per l'accesso ai social media e ritiene che un modello analogo meriti di essere preso in considerazione anche in Svizzera?
- Ritiene che le piattaforme digitali debbano assumersi una responsabilità maggiore nella protezione dei minorenni, in particolare per quanto riguarda la verifica dell'età degli utenti?
- Ritiene che la sola prevenzione e sensibilizzazione siano sufficienti oppure considera necessario intervenire anche sul piano normativo?