Dal 31 marzo al 19 maggio 2026 il Canton Ticino renderà omaggio a uno dei più grandi protagonisti dell’architettura barocca europea con “Borromini 2026”, una rassegna culturale diffusa dedicata alla figura e all’eredità di Francesco Borromini. Il programma coinvolgerà diverse città del territorio - Bissone, Bellinzona, Lugano e Mendrisio - con un calendario di eventi che spaziano tra conferenze, mostre, musica e teatro. L’iniziativa nasce da un progetto ideato dallo storico dell’architettura Nicola Soldini e si propone di offrire al pubblico un percorso di approfondimento sulla vita e sull’opera dell’architetto ticinese, nato a Bissone nel 1599 e diventato una delle figure più innovative dell’architettura romana del Seicento. Con Bissone come epicentro simbolico e culturale della rassegna, il progetto intende rafforzare il legame tra Borromini e la sua terra d’origine, valorizzando al tempo stesso il ruolo centrale che il suo lavoro ha avuto nello sviluppo dell’architettura europea.
«Con Borromini 2026 abbiamo voluto proporre una rassegna capace di uscire dai soli obblighi celebrativi degli anniversari e di offrire una serie di eventi caratterizzati da varietà, qualità e competenza», spiega Nicola Soldini, curatore dell’iniziativa. «L’idea è quella di rivolgersi a un pubblico ampio e curioso, non limitato all’ambito accademico, riprendendo una forma di cultura diffusa».
Per il Comune di Bissone, paese natale dell’architetto, la rassegna rappresenta anche un momento di particolare valore identitario. «Borromini non è soltanto uno dei grandi protagonisti dell’architettura barocca europea: per noi è anche un simbolo identitario e una parte fondamentale della nostra memoria collettiva», sottolinea Andrea Incerti a nome dell’amministrazione comunale. «Celebrarlo significa valorizzare le nostre radici e trasmettere alle nuove generazioni l’orgoglio di appartenere alla stessa terra da cui è partito per lasciare un segno nella storia dell’arte europea».
Il programma si distingue per la varietà delle proposte culturali. Tra gli appuntamenti principali figurano conferenze con studiosi di fama internazionale come Joseph Connors, Richard Bösel, Marisa Tabarrini, Martin Raspe e Augusto Roca De Amicis, oltre allo stesso Nicola Soldini. Accanto agli incontri accademici sono previsti eventi aperti al grande pubblico. Tra questi una mostra alla Biblioteca cantonale di Lugano dedicata alla ricezione dell’opera di Borromini dal Seicento a oggi, un concerto di musica barocca nella chiesa di San Carpoforo a Bissone, incontri culturali e uno spettacolo teatrale al Teatro Sociale di Bellinzona ispirato al celebre rapporto - spesso conflittuale - tra Borromini e Gian Lorenzo Bernini. La rassegna è frutto della collaborazione tra diverse istituzioni culturali del territorio: il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport del Cantone Ticino, il Comune di Bissone, la Biblioteca cantonale di Lugano, l’Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura di Mendrisio (USI), la Biblioteca Salita dei Frati e il Teatro Sociale di Bellinzona, con il sostegno di Mendrisiotto Turismo.
Più che una semplice celebrazione, “Borromini 2026” si propone come un’occasione di cultura diffusa, capace di avvicinare un pubblico ampio alla figura di uno dei più originali interpreti del Barocco europeo e di riscoprirne l’eredità attraverso linguaggi e prospettive diverse.
