Una mozione depositata in Consiglio federale riaccende il dibattito sulla politica d’asilo svizzera e sul rapporto con le decisioni europee. Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) chiede infatti di aggiornare l’elenco dei Paesi d’origine considerati sicuri, allineandolo alle recenti scelte del Parlamento europeo. Al centro della proposta vi è l’estensione della lista a sette nuovi Stati - tra cui Bangladesh, Marocco e Tunisia - cui si aggiunge un caso politicamente sensibile: la Turchia.
Secondo il promotore, l’adeguamento permetterebbe di accelerare l’esame delle domande d’asilo provenienti da questi Paesi, ritenuti privi di rischi sistematici di persecuzione. Ma la mozione solleva anche una questione più ampia: la coerenza della Svizzera nell’adottare - o nel respingere - gli orientamenti dell’Unione europea in materia migratoria.
Di seguito, la mozione integrale depositata dal Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri.
Mozione al Consiglio federale
Asilo: ampliare l’elenco dei Paesi d’origine sicuri seguendo la decisione dell’Europarlamento
Testo
Con la presente mozione si chiede al Consiglio federale di aggiornare l’elenco dei Paesi d’origine sicuri, aggiungendovi quelli che il Parlamento europeo ha qualificato come sicuri con decisione del 10 febbraio scorso, ed anche la Turchia.
Motivazione
Lo scorso 10 febbraio, il Parlamento europeo ha aggiornato la lista dei Paesi d’origine sicuri, aggiungendovi 7 nuovi Stati: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia.
Le domande d’asilo di cittadini provenienti da Paesi d’origine qualificati come sicuri possono essere esaminate con procedura accelerata, perché si presume che non ci siano rischi sistematici di persecuzione.
E’ curioso che il Consiglio federale, sempre solerte nell’adeguarsi alle disposizioni dell’UE - e fautore della ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto comunitario - non si sia adeguato alla citata decisione del Parlamento europeo.
Si pone inoltre il tema della Turchia, la quale non figura nella lista dei Paesi sicuri dell’UE, e nemmeno in quella della Svizzera. Eppure, la Turchia fa parte della NATO, è candidata all’adesione all’UE ed è pure membro del Consiglio d’Europa dal 1949 (la Svizzera vi è entrata solo nel 1963): in quanto tale, è tenuta, proprio la Svizzera, a rispettare la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) e a sottostare alle decisioni dell’apposita Corte EDU.
Nel 2025, in Svizzera sono state presentate 2.534 domande d’asilo da cittadini turchi.
Si tratta di un numero in calo rispetto al 2024 (quando erano circa 4.107), ma la Turchia rimane comunque uno dei principali Paesi di provenienza dei richiedenti asilo.
In considerazione di quanto sopra, si ritiene che il Consiglio federale debba inserire nella lista dei paesi d’origine sicuri le sette nazioni che l’europarlamento ha qualificato come tali, aggiungendovi la Turchia.
Lorenzo Quadri
Consigliere nazionale
Lega dei Ticinesi
