Luigi “Lüisin” Rusca, memoria e responsabilità: a Locarno una serata tra storia e coscienza civile

Scritto il 17/04/2026
da Giacomo Morandi


C’è qualcosa di profondamente attuale nel raccontare storie del passato. È la sensazione che si respirava ieri sera nella Sala del Consiglio Comunale di Locarno, dove si è svolta la conferenza dedicata a Luigi “Lüisin” Rusca, nell’ambito del progetto Un Giardino dei Giusti a Locarno.
L’incontro, promosso dalla Fondazione Federica Spitzer in collaborazione con la Città di Locarno, si inserisce in un ciclo di appuntamenti pensati per riportare alla luce uomini e donne del territorio che, in momenti storici complessi, hanno scelto la via della responsabilità civile e della solidarietà.
Al centro della serata, la figura di Rusca: ingegnere, imprenditore e dirigente dell’Ospedale “La Carità”, ma soprattutto uomo di valori. Nato a Locarno nel 1885, fu esponente di un orientamento liberale-radicale e apertamente antifascista. Durante gli anni più difficili del secondo conflitto mondiale, tra il 1943 e il 1945, offrì rifugio all’esule italiano Filippo Sacchi, perseguitato dal regime fascista.
Sacchi, scrittore, giornalista e critico cinematografico, era una figura di primo piano nel panorama culturale italiano dell’epoca. Le sue posizioni critiche nei confronti del regime lo resero bersaglio della repressione fascista, costringendolo all’esilio. La sua presenza a Locarno, resa possibile anche grazie all’ospitalità di Rusca, testimonia il ruolo del territorio ticinese come luogo di accoglienza e di resistenza civile per intellettuali e oppositori politici.
Un gesto che, come è stato ricordato nel corso della conferenza, non fu isolato, ma si inserisce in una tradizione più ampia del Locarnese: quella di essere terra di accoglienza, rifugio e sostegno per chi fugge da persecuzioni e conflitti. La stessa filosofia che anima il progetto del Giardino dei Giusti, destinato a diventare uno spazio simbolico nel Parco della Pace, dove saranno ricordate figure che hanno saputo mettere la dignità umana al di sopra delle convenienze e delle paure.
A guidare il pubblico in questo percorso è stato il relatore Rodolfo Huber, preceduto da un’introduzione di Moreno Bernasconi, presidente della Fondazione Federica Spitzer, e affiancato dall’intervento dello storico Marino Viganò, che ha contribuito a contestualizzare la figura di Rusca all’interno delle dinamiche storiche e politiche del Novecento. Non una semplice lezione, ma un racconto vivo, capace di intrecciare biografia individuale e storia collettiva.

Le riprese realizzate durante la serata restituiscono proprio questa dimensione: non solo contenuti, ma atmosfera. Il silenzio attento della sala, la concentrazione del pubblico, la forza delle parole che riportano alla luce una memoria spesso dimenticata. È il segno di un interesse che va oltre la semplice curiosità storica e tocca corde più profonde, legate all’identità e ai valori di una comunità.
Il progetto Un Giardino dei Giusti a Locarno nasce infatti con l’obiettivo di rendere visibile e duratura questa memoria, offrendo non solo un luogo fisico, ma anche uno spazio di riflessione. Come sottolineato dagli organizzatori, ricordare queste figure significa anche interrogarsi sul presente e sul ruolo che ciascuno può avere nella società.
In un’epoca segnata da nuove tensioni e incertezze, storie come quella di Luigi Rusca ricordano che la scelta individuale può fare la differenza. E che anche nei momenti più difficili esiste sempre la possibilità di agire, con coraggio e responsabilità.