Haiti, Medici Senza Frontiere riapre l'ospedale di Cité Soleil dopo settimane di violenze

Scritto il 04/06/2026
da team.redazione


Dopo tre settimane di sospensione forzata a causa degli scontri armati, Medici Senza Frontiere ha ripreso gradualmente le attività nell'ospedale di Cité Soleil. La struttura rappresenta uno dei pochi punti di riferimento sanitari per una popolazione duramente colpita dalla violenza e dalla crisi umanitaria.

Ad Haiti, uno dei Paesi più fragili e instabili del continente americano, l'accesso alle cure mediche continua a essere una sfida quotidiana per centinaia di migliaia di persone. In questo contesto segnato da violenze, povertà e carenza di servizi essenziali, arriva una notizia che rappresenta un importante segnale di speranza per la popolazione di Cité Soleil, uno dei quartieri più difficili della capitale Port-au-Prince.
Medici Senza Frontiere (MSF) ha infatti annunciato la graduale ripresa delle attività presso il proprio ospedale di Cité Soleil, dopo una sospensione forzata durata tre settimane. La decisione è stata presa a seguito di un temporaneo miglioramento delle condizioni di sicurezza, dopo che i violenti scontri tra gruppi armati avevano reso impossibile proseguire le operazioni sanitarie.
L'11 maggio scorso l'organizzazione umanitaria era stata costretta a evacuare completamente la struttura. In meno di dodici ore, le équipe mediche avevano assistito oltre quaranta persone ferite da arma da fuoco, mentre una guardia di sicurezza era stata colpita da un proiettile vagante all'interno del complesso ospedaliero. Più di ottocento civili in fuga dalle violenze avevano inoltre trovato rifugio all'interno dell'ospedale, trasformando la struttura in uno dei pochi luoghi relativamente sicuri disponibili nella zona.
Secondo Thomas Curbillon, capomissione di Medici Senza Frontiere ad Haiti, la chiusura dell'ospedale ha avuto conseguenze pesanti sulla popolazione locale. Nel reparto ambulatoriale vengono normalmente visitati circa 150 pazienti al giorno e il tasso di occupazione dei posti letto supera regolarmente l'80 per cento. Numeri che evidenziano quanto la presenza della struttura sia essenziale per un territorio in cui l'assistenza sanitaria è già estremamente limitata.
La riapertura, avvenuta il 1° giugno, riguarda per il momento il pronto soccorso e un'unità specializzata nell'assistenza alle persone sopravvissute a violenze sessuali. I pazienti vengono visitati, stabilizzati e successivamente trasferiti verso altre strutture sanitarie. Se le condizioni di sicurezza continueranno a migliorare, nei prossimi giorni potrebbero riprendere anche le attività ambulatoriali e i ricoveri ordinari.
La situazione umanitaria rimane tuttavia molto delicata. Cité Soleil ospita circa 300 mila abitanti che vivono con un accesso estremamente limitato ai servizi di base. La combinazione tra insicurezza cronica, povertà diffusa e scarsità di strutture sanitarie rende l'ospedale di MSF una risorsa fondamentale per una popolazione particolarmente vulnerabile.
Nel periodo di chiusura dell'ospedale, Medici Senza Frontiere ha comunque continuato a operare sul territorio distribuendo kit igienici e beni di prima necessità agli sfollati. Sono inoltre rimasti attivi altri progetti sanitari sostenuti dall'organizzazione, tra cui la clinica Orezon di Brooklyn e il supporto al reparto maternità Isaïe Jeanty di Chancerelles, nonostante le difficoltà causate dall'intensificarsi della violenza.
«È la terza volta in tre anni che siamo stati costretti a sospendere le attività nell'ospedale di Cité Soleil» ha ricordato Thomas Curbillon, lanciando un appello a tutte le parti coinvolte nel conflitto affinché venga garantita la sicurezza della popolazione civile e del personale sanitario.
La riapertura dell'ospedale non rappresenta soltanto il ritorno di un servizio medico. In una delle aree più vulnerabili di Haiti, significa anche restituire un punto di riferimento essenziale a migliaia di persone che, senza assistenza sanitaria accessibile, rischiano di rimanere completamente prive di cure.