Il consigliere nazionale Thomas Rechsteiner (Il Centro) chiede al Consiglio federale se intenda adottare misure specifiche per incentivare la natalità tra le cittadine svizzere. Nel testo vengono sollevate questioni fiscali, premi di cassa malati e persino il modello ungherese.
In Svizzera si torna a discutere del calo delle nascite e delle sue possibili conseguenze sul futuro del Paese. Con un'interpellanza depositata il 4 giugno 2026 al Consiglio nazionale, il consigliere nazionale del Centro Thomas Rechsteiner chiede al Consiglio federale di esprimersi sulla diminuzione della natalità tra le donne svizzere e sulle eventuali misure da adottare per contrastare il fenomeno.
Nel testo parlamentare, intitolato "Coraggio per più bambini svizzeri" (Mut für mehr Schweizer Kinder), il deputato sottolinea come il tasso di fecondità in Svizzera sia sceso a 1,29 figli per donna, ben al di sotto della soglia di circa 2,1 figli necessaria al ricambio generazionale.
Secondo Rechsteiner, il fenomeno non rappresenterebbe soltanto una questione demografica, ma anche un problema di natura economica e sociale. L'invecchiamento della popolazione, osserva il parlamentare, esercita infatti una pressione crescente sui sistemi pensionistico e sociale, mentre il fabbisogno di manodopera favorisce il ricorso all'immigrazione.
L'interpellanza pone cinque domande al Governo federale. La prima riguarda la valutazione politica del problema: il consigliere nazionale chiede se il Consiglio federale condivida l'idea che la storicamente bassa natalità tra le donne svizzere rappresenti una questione rilevante per il futuro del Paese.
Tra le proposte avanzate figurano anche possibili incentivi fiscali per le famiglie numerose. Rechsteiner domanda infatti se il Governo sia disposto a esaminare sgravi fiscali per le famiglie svizzere con più di due figli, ipotizzando ad esempio una riduzione del 10 per cento delle imposte per ogni figlio.
Un altro tema affrontato riguarda i premi di cassa malati. Il parlamentare chiede se possano essere studiate forme di alleggerimento finanziario per le madri svizzere con più di due figli.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata all'esperienza ungherese. L'interpellanza invita infatti il Consiglio federale a esprimersi sul modello introdotto dal Governo di Budapest, che prevede l'esenzione permanente dall'imposta sul reddito per le madri di famiglie numerose.
La quinta e più controversa domanda riguarda infine la possibilità di limitare eventuali misure di sostegno alla natalità alle sole donne in possesso della cittadinanza svizzera. Secondo il testo, l'obiettivo sarebbe quello di frenare l'aumento della quota di popolazione straniera.
L'interpellanza è stata depositata e dovrà ora ricevere una risposta ufficiale dal Consiglio federale. Il dibattito si inserisce in una discussione più ampia che coinvolge numerosi Paesi europei, confrontati con l'invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e la sostenibilità a lungo termine dei sistemi sociali.
