FINMA e trasparenza: Poggia chiede di togliere l’esclusione totale dalla legge federale

Scritto il 04/06/2026
da team.redazione


Una mozione depositata al Consiglio degli Stati chiede di assoggettare la FINMA alla Legge federale sulla trasparenza. Per Mauro Poggia, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari non dovrebbe più beneficiare della stessa esclusione totale prevista per la Banca nazionale svizzera.

Una mozione depositata oggi 4 giugno 2026 al Consiglio degli Stati, riapre un tema sensibile per il rapporto tra istituzioni, cittadini e poteri di vigilanza: la trasparenza della FINMA, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari.
Il testo, presentato da Mauro Poggia, del Movimento Citoyens Genevois e membro del gruppo dell’Unione democratica di Centro, chiede al Consiglio federale di modificare l’articolo 2 capoverso 2 della Legge federale sul principio di trasparenza nell’amministrazione. L’obiettivo è preciso: mantenere l’esclusione totale solo per la Banca nazionale svizzera, togliendola invece alla FINMA.
Oggi la legge sulla trasparenza si applica all’amministrazione federale, a diversi organismi esterni all’amministrazione che emanano atti o prendono decisioni, così come ai Servizi del Parlamento. Due istituzioni, tuttavia, sono escluse in modo completo: la Banca nazionale svizzera e la FINMA.
Secondo Poggia, l’esclusione della BNS può essere compresa alla luce del ruolo particolare della politica monetaria, che coinvolge interessi superiori del Paese. Diverso, invece, sarebbe il caso della FINMA. L’autorità di vigilanza interviene su settori centrali dell’economia, dalle banche alle assicurazioni private, e il suo operato incide direttamente sul funzionamento di attori finanziari di grande peso.
Proprio per questo, sostiene la mozione, una protezione totale dalla legge sulla trasparenza rischia di alimentare opacità in un ambito in cui il controllo pubblico dovrebbe invece essere rafforzato. Nel testo si richiama anche il fatto che eventi recenti avrebbero messo in evidenza lacune nella vigilanza esercitata dall’autorità.
La proposta non mira però a rendere automaticamente pubblici tutti i documenti della FINMA. L’autorità, come gli altri soggetti dell’amministrazione, potrebbe continuare a invocare le eccezioni previste dalla legge. Tra queste figurano, per esempio, il rischio di ostacolare misure concrete di un’autorità, compromettere la sicurezza interna o esterna della Svizzera, danneggiare interessi di politica economica o monetaria, rivelare segreti professionali o commerciali, oppure divulgare informazioni fornite da terzi con garanzia di riservatezza.
Il punto politico e istituzionale della mozione è dunque un altro: la FINMA non dovrebbe più essere sottratta in blocco al principio di trasparenza. Dovrebbe invece, caso per caso, motivare l’eventuale rifiuto di accesso ai documenti sulla base delle eccezioni già previste dalla legge.
La mozione è stata cofirmata da Marco Chiesa, Esther Friedli, Johanna Gapany, Pirmin Schwander e Jakob Stark. Il dossier risulta attualmente depositato e dovrà ora seguire l’iter parlamentare.
Al centro resta una domanda di fondo: un’autorità che sorveglia mercati finanziari, banche e assicurazioni deve poter operare al riparo da un’esclusione generale, oppure deve essere sottoposta allo stesso principio di trasparenza previsto per gran parte dell’amministrazione federale?