La XXXIX edizione di Cantar di Pietre prende il via oggi, domenica 13 settembre, e proseguirà fino al 1° novembre tra Lugano, Biasca, Orselina, Mendrisio, Bellinzona e Muralto. Il filo conduttore del 2026 è “Franciscus”, nel segno dell'800° anniversario della morte di Francesco d'Assisi. Ad aprire il programma, alla Salita dei Frati di Lugano, un documentario e un concerto.
Pietre, chiese, antichi repertori e una figura che da otto secoli continua ad attraversare la cultura europea. Cantar di Pietre torna nella Svizzera italiana con la sua trentanovesima edizione e sceglie per il 2026 un tema preciso: “Franciscus – musica e cultura nell'800mo della morte”. La rassegna si svolgerà dal 13 settembre al 1° novembre, costruendo un itinerario che attraversa diverse località ticinesi e mette al centro musica antica, canto sacro e cultura medievale e rinascimentale.
L'apertura è prevista oggi, domenica 13 settembre, alle 16.00, alla Biblioteca e al Convento della Salita dei Frati di Lugano. Il primo appuntamento porta un titolo che sembra quasi anticipare il carattere dell'intera manifestazione: “Il soffio delle montagne”. Sarà proiettato il documentario prodotto da Christian Gilardi per RSI e, a seguire, si terrà il concerto del Valla & Scurati Duo.
Un viaggio tra laudi, antifonari e antichi uffici
Il calendario proseguirà domenica 20 settembre nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lugano con “Armonioso incanto – Il Laudario di Cortona”. Il 27 settembre la rassegna raggiungerà San Pietro a Biasca con More Antiquo e L'Antifonario di Chiavenna. Il 3 ottobre, alla Madonna del Sasso di Orselina, sarà invece la volta della Schola G. Cattin, impegnata nell'Ufficio ritmico di S. Francesco.
Il percorso proseguirà il 4 ottobre a Villa Ciani a Lugano con Murmur Mori e Francesco giullare di Dio, per poi arrivare anche nel Mendrisiotto. Sabato 10 ottobre alle 17.30, nella chiesa di San Giovanni a Mendrisio, Gli Invaghiti presenteranno I “Libri d'Ore”. Una settimana più tardi, sabato 17 ottobre, sempre a San Giovanni e sempre alle 17.30, Anonima Frottolisti proporrà Cantar laudi per Francesco.
La stessa formazione sarà poi a San Biagio a Bellinzona il 18 ottobre per una replica. Il 25 ottobre toccherà a San Vittore a Muralto con Modulata Carmina e Quando i frati erano musici, mentre la conclusione è prevista il 1° novembre a Bellinzona, con LaReverdie e Laudarium Franciscanum.
Non si tratta quindi semplicemente di una successione di concerti. Già i titoli scelti dagli organizzatori mostrano l'intenzione di ricostruire, attraverso la musica, una parte del paesaggio culturale e spirituale sviluppatosi attorno alla figura di Francesco: dai laudari agli antifonari, dagli uffici liturgici ai libri d'ore, fino alla pratica musicale degli stessi ordini religiosi.
E martedì, alla Salita dei Frati, arriva Grünewald
Il clima culturale di questi giorni alla Salita dei Frati proseguirà anche martedì 15 settembre alle 18.00, questa volta con un appuntamento autonomo dedicato a Matthias Grünewald, una delle figure più enigmatiche del Rinascimento tedesco.
Claudia Gaggetta dialogherà con Edoardo Villata, autore del volume in lingua inglese Grünewald. Painter and Mystic of the German Renaissance, pubblicato da Officina Libraria nel 2025. Il lavoro ripercorre l'opera dell'artista attraverso una nuova valutazione delle fonti, dello sviluppo stilistico e delle influenze artistiche, proponendo anche risultati di una lunga ricerca d'archivio. Particolare attenzione è dedicata alla possibile formazione presso lo scultore Tilman Riemenschneider, alla lettura iconografica delle opere e soprattutto al celebre altare di Isenheim.
Villata è professore associato alla Northeastern University di Shenyang, in Cina, e ha dedicato studi, tra gli altri, a Leonardo da Vinci, Bramantino, Gaudenzio Ferrari, Pordenone e Macrino d'Alba. Claudia Gaggetta, storica dell'arte e collaboratrice scientifica del Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, concentra invece parte della propria ricerca sugli scambi artistici tra il Nord e il Sud delle Alpi e sui rapporti fra Lombardia, Francia, area fiamminga e territorio ticinese.
Due appuntamenti differenti, dunque, ma ravvicinati nello spazio e nel tempo: da una parte la musica che tenta di restituire il mondo culturale nato attorno a Francesco; dall'altra la pittura inquieta e potentemente espressiva di Grünewald. Due porte diverse per entrare in una parte della storia europea che continua ancora oggi a parlare attraverso immagini, manoscritti, pietre e musica.
